10 milioni di anni fa le Origini dell’Umanità

Nuovi fossili spostano indietro l’orologio umano

(c) di Enrico Galimberti, Direttore di Acam.it

fossil
Dryopithecus visse circa 12.5 milioni di anni fa (Credit: E. R. Degginger/SPL)

Seguiamo sempre con molta attenzione tutti gli studi legati alla Paleontologia e all’Antropologia, tanto che Prometeo, oggi una delle tante sezioni Acam.it, nacque anni fa come un vero e proprio sito gemello.

Le Teorie, le scoperte, le acquisizioni e le confutazioni sono all’ordine del giorno, e sappiamo perfettamente che il metodo evoluzionista sembra avere poco a che fare con l’ultimo gradino dell’evoluzione umana, che ha portato sulla Terra l’Adam, l’Uomo Nuovo, diverso dalle popolazioni autoctone.

Una nuova analisi su una scimmia che visse 12,5 milioni di anni fa suggerisce che si tratti di una specie di Gorilla. Se questo sarà confermato, significa che i gorilla si evolsero molto prima di quanto finora ipotizzato, e quindi sposta indietro anche il tempo in cui l’Umanità di divise dalle scimmie di circa 2 milioni di anni.

David Begun dell’Università di Toronto in Canada ha rianalizzato i fossili di Dryopiteco.

Le caratteristiche del teschio suggeriscono che il Dryopiteco si separò dalla linea umana circa 14 milioni di anni fa. Da questo possiamo dedurre che il ramo umano si separò da quello delle scimmi circa 10 milioni di anni fa“, secondo Begun.

Si parla quindi di circa 2 milioni di anni prima delle precedenti ipotesi basate sullo studio dei fossili, ma è nel contempo più in linea con le recenti analisi genetiche.

Le analisi genetiche comparative, possono indicare con sufficiente precisione il periodo di tempo in cui le specie si separarono dai comuni progenitori. Si basano sul numero di differenze genetiche tra due specie, che sono proporzionali al tempo trascorso da quando erano vivi gli antenati. Per questo, tale tipo di analisi, è chiamata Orologio Molecolare.

Orologi Molecolari

A close-up of an old style antique clock.
L’orologio molecolare è una tecnica utilizzata in evoluzione molecolare per stimare il tempo che è trascorso dalla separazione tra due specie, a partire dallo studio delle differenze esistenti nelle sequenze amminoacidiche di alcune proteine.

La questione è tra due diverse supposizioni.

Gli Orologi Molecolari attuali, hanno collocato la separazione tra Uomini e Scimmi intorno a 7 milioni di anni fa, condrontando l’età dei fossili più antichi considerati appartenenti alla linea umana, Sahelanthropus tchadensis.

Ma alcuni risultati conducono fino a 13 milioni di anni fa.

(Articolo New Scientist)

Secondo Begun il giusto sta nel mezzo. Altri Ricercatori della Cambridge University si trovano vicini alle sue ipotesi.

Calcolare il lasso di tempo trascorso tra l’ultimo comune antenato e la comparsa di due separate e coesistenti specie, dipende dalla popolazione della specie originaria: più sono individualizzate, e più distante il comune antenato.

Il mondo della Paleontologia, seppur possibilista, resta cauto.

Begun non ha ancora pubblicato le sue scoperte.

La prova definitiva ssarebbe quella di ritrovare dossili tra i 9 e i 10 milioni di anni fa. Ma non è semplice.

 

Nell’attesa, come sempre, continueremo a seguire anche questo interessante argomento che, a convinzione di chi scrive, non farà che scoprire molte scimmie ma pochi “umani”. Dopo tutto, l’anello mancante che collega l’Adam homo sapiens sapiens ai suoi cugini, continuerà a amancare fino a che non si farà uno sforzo intellettuale che consenta di allargare gli orizzonti del pensiero a realtà che la scienza vuole ancora ignorare.

Enrico Galimberti

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Fonte: New Scientist online