2000: un secolo buio

di Enrico Galimberti

  • Nessuno conosce la Storia
  • L’informazione non è libera
  • La rinascita dell’Oscurantismo
  • Le menti soggiacciono

“… ma che pessimista! Pensa a divertirti. Si vive una volta sola!”

So di non essere l’unico a sentirmi ripetere, nel corso di dibattiti più o meno impegnati, frasi salmastre e consigli gommosi di questo tipo. Non mi dispiace, anzi. E’ l’unico modo per distinguere chi ragiona, da chi proprio non vuole cominciare a farlo o vi ha appena rinunziato. Nessuno pretende di intavolare discorsi di guerra, spiritualità, profezie, accanto ad un’ottima pizza e ad una birra fresca. Ma, ahimè, è proprio durante appuntamenti seri e impegnati che la gente arretra davanti alla realtà. E lo fa in tv, lo fa su certa carta stampata poco igienica, per nulla consapevole dei danni mostruosi e inaccettabili che sparge abusivamente nel mondo che i nostri figli erediteranno.

Più volte ho avuto modo di riflettere sul fatto che chi non conosce la storia è destinato a riviverla e non ho intenzione di tediare ulteriormente i lettori, anche perché il costo delle connessioni internet spinge ad essere oggi molto rapidi.

Sarò breve. Ho aperto con quattro aforismi. Devo ora argomentarli.

Cosa intendo quando affermo che nessuno conosce la storia?

Sapere che nel 1492 Cristoforo Colombo sbarcò in America non significa conoscere la storia. La storia che noi conosciamo è un guazzabuglio e un’accozzaglia di nomi, date, guerre e religioni che vengono soltanto spolverate, lambite, che sono state raccontate nei secoli da chi aveva interesse ad ammansire l’opinione pubblica e indirizzarla al pubblico scopo e alla pubblica utilità, quando sotto l’aggettivo “pubblico”, spesso abusato in certe ideologie, non si nascondeva che la solita elite di potenti che, grazie a Dio e alla “verità” storica, giustificavano (come succede anche oggi, ovunque) il loro potere e le loro azioni, persino le più aberranti.

La storia, certo, è scandita dalle decisioni dei regnanti e dalle guerre di conquista. Ritengo tuttavia sbagliato dire che “non si fanno processi alla storia”. Fu scritto da un uomo di grande spessore letterario “ai posteri l’ardua sentenza”. Così si fa!

Conoscere la storia significa capire l’uomo, le sue pulsioni, i suoi bisogni, le sue aspirazioni primitive, cioè vere, profonde. E non sono MAI cambiate, da che mondo è mondo! Saper giudicare la storia è il primo passo per diventare uomini e donne liberi. Questa è la LIBERTA’! Non la libertà di coloro che vanno in piazza a dire “Libertà? Io faccio quello che voglio a modo mio. Di te non mi interessa perché hai torto e hai quel colore politico.”

La libertà sta nella consapevolezza, nel rispetto altrui, nella capacità di mediare fra interessi diversi. Non è così difficile come sembra. Bisogna imparare a ragionare in base al buon senso. Chi abbandona il buon senso perché ammettere i pregi dell’avversario (politico,religioso…) andrebbe contro gli interessi di partito, non vada a manifestare contro chi agisce in nome dell’interesse egoistico. Chi accusa le multinazionali di ogni male e nel frattempo fuma un pacchetto di sigarette al giorno si dovrebbe vergognare di cotanta incoerenza e ignoranza.

Conoscere la storia significa capire perché ciò che accade accade, ma soprattutto capire come una scintilla oggi potrebbe divampare in un incendio già stasera. Non si possono trattare certi temi come si fa in tv ed è di moda, considerando solo il presente.

Il fatto che solo “alcuni” (fosse anche uno solo!) abbiano rispolverato odi e rancori secolari che puzzano di guerre “sante” o altre orripilanti carnevalate medievali, non può permetterci di dimenticare ciò che un solo uomo, Hitler, fu in grado di fare. E per favore, amici pacifisti che stimo con il cuore, non fate il gioco di chi vuole abusare di voi! Restate fuori (!!!) dalla politica, ragionate per valori, non per ideologie, agite a prescindere dai luoghi illuminati dai riflettori: la vera solidarietà la si può fare anche con il vicino di casa che soffre di solitudine, con l’anziano che ha bisogno di essere ascoltato, con le famiglie che vivono nelle baracche, comportandosi meglio in famiglia e facendo crescere sereni i bambini. Perché andare lontano? Tutti gli uomini sono uguali e non esiste il concetto de “il più bisognoso”. State lontani dalle telecamere, altrimenti il bene che fate potrà essere usato da chi fa politica e diventare così inutile.

E’ rinato l’Oscurantismo? L’informazione non è libera? CERTO! In qualunque trasmissione si affrontino temi che possano risvegliare le coscienze a far aprire gli occhi su certe verità, ecco che appare l’”esperto” di turno, strapagato, che ha sempre (stranamente) l’ultima parola.

E’ un caso. Il giorno che fui ospite al Maurizio Costanzo Show nel novembre 2001 si aprirono temi quali le Origini dell’Uomo, Angeli, dèi, astronavi. Piccolo problema. Fra gli ospiti un rinomato esperto della Bibbia e Michela Mercenaro. Entrambi fanno emergere che forse chi dovrebbe non ci ha detto proprio tutto, o forse ci ha detto troppo poco, o forse ha del tutto tralasciato “minimi” dettagli, quei dettagli che trasformano la favola  in cronaca. E’ sicuramente un caso. Cambio di rotta del programma nonostante il successo di ascolti (il che non è giustificabile nella logica della tv). Il risultato è in onda.

E’ un caso. “Stargate linea di confine” abbandona il confine, ma forse avrebbe dovuto abbandonare anche il nome: Stargate=porta verso le stelle.

E’ un caso. Il CICAP, che controlla le affermazioni sul paranormale, si occupa del Graal su Focus di settembre. Strano, è storia. Cosa c’entra il paranormale e il Cicap, come direbbe qualcuno, “che c’azzecca?” Eppure, il solo sito citato di “indagine seria sul Graal” è di un Cicappino che fa il mago…

E’ un caso. Voyager ospita il Cicap, come se i soli esperti critici su tutto lo scibile umano fossero loro, gli scettici, gli unici a produrre prove “inconfutabili”. O forse perché… i motivi non li “sapRAI”….

E’ un caso. Sono aumentati i Reality Show, i rotocalchi e i VIP (very ignorant people) si moltiplicano più velocemente dei virus. E dicono che hanno successo. Chi arricchisce le tasche di quella gentaglia perlopiù parassita sa quello che fa? A giudicare di come si “evolve” la società si direbbe di no.

E’ un caso. A seconda dei bisogni economici nascono nuove malattie, certi alimenti diventano supereroi contro i tumori ma solo fino a quando occorre venderli, i prodotti migliori compaiono nelle annate in cui metà produzione è distrutta da calamità naturali, gli ufo si manifestano quando un’azione militare o politica ha fatto danni che è meglio nascondere…

MARTE! Oddio mi dimenticavo! Quanti robottini su Marte. Carini, vero? Migliaia di fotografie, analisi, video e noi cosa abbiamo visto? RICOSTRUZIONI GRAFICHE, cioè falsate. Grazie! Una cosa hanno scoperto:  su Marte ci sono ghiaccio e batteri… sì, ma lo sapevamo dagli anni ‘70!

Insomma. Ho giustificato almeno in parte le mie premesse?

No? Mi dispiace.

Sì? Allora anche voi siete entrati nel Paese delle Meraviglie!

Enrico Galimberti, Direttore Acam.it