2012 Dove è scritto che è la fine del mondo?

(c) di Enrico Galimberti – articolo presentato a Mistero su Italia Uno il 20 dicembre 2012

Nel mio precedente articolo 2012 questione di marketing e nell’articolo su Palenque e lo spazio tra gli spazi ho già avuto modo di approfondire alcune concezioni del grande popolo dei Maya, incrociandole con le culture del resto del Mondo.

Ora vorrei che ci chiedessimo: dove sta scritto che il 21 dicembre 2012 sia la fine del mondo?

Proprio nel corso del 2012 sono state fatte nuove scoperte che danno un diverso significato alla data del 21 dicembre.

2012_mayaNei primi mesi dell’anno, un gruppo di archeologi della Boston University ha scoperto, all’interno di un tempio nella zona di Xultun in Guatemala,  il più antico calendario Maya finora conosciuto.

Secondo il team di ricerca, i dipinti rappresentano i vari cicli del calendario Maya: il calendario cerimoniale (lo Tzolkin) di 260 giorni; quello solare di 365 giorni; il ciclo di 584 giorni del pianeta Venere e il ciclo di 780 giorni di Marte.

Xultun è il primo luogo in cui straordinariamente tutti i cicli sono stati ricompresi in un unico e completo scenario e questo calendario è stato compilato, probabilmente da uno scriba, ben 400 anni prima di quello a cui si associa la profezia sul 2012.

Tramite questo antico calendario, è possibile andare a ritroso nel tempo di millenni e addirittura avanti, rispetto ad oggi, di altri 7.000 anni.

Questo smentirebbe quindi l’ipotesi che il 21 dicembre 2012 segni la fine del mondo.

I motivi per cui molti temono questa data è che i Maya, nonostante non conoscessero l’uso della ruota, erano esperti conoscitori dell’Universo tanto da calcolare con esattezza i cicli astronomici del Sole, della Luna, di Marte e Venere.

Secondo la mitologia Maya, le 3 ére precedenti si erano concluse con punizioni divine e lo stesso raccontano gli Aztechi che calcolavano 4 “soli” (epoche) precedenti al nostro. I loro discendenti raccontano che il loro popolo era nato dopo la distruzione di una terra nell’oceano chiamata Azland che ricorda il mito greco di Atlantide.

Ricordiamo che tutte le ipotesi catastrofiste si basano ancora oggi su manipolazioni grossolane della cultura dei nostri antenati. E’ risaputo infatti che i Maya, così come la maggior parte dei popoli antichi, avessero una concezione circolare del tempo in un eterno divenire, e che il concetto di “mondo” stava a significare un certo modo di vivere e interpretare la realtà che, in effetti, cambia ciclicamente.

E’ probabile che si sia fatta una grande confusione mescolando alcuni elementi delle ère del Sole descritte dagli aztechi, tutte terminate secondo i racconti con catastrofi naturali, con le ère della cultura Maya, legate ai cicli planetari.

E’ vero che nel calendario Maya il computo del tempo termina il 21 dicembre, ma questo solamente perché subito dopo il calendario riparte dall’anno zero, come quando le lancette di un orologio tornano sulle 12!

Cosa sarebbe avvenuto?

Nuovi studi sul monumento numero 6 di Tortuguero, nello stato messicano di Tabasco, dimostrano che alla fine del tredicesimo baktun, (dopo 5.125 anni) il 21 dicembre 2012, i Maya di aspettavano il ritorno del dio della creazione Bolon Yokte.

Tutte le culture antiche, ma anche le religioni moderne, vivono l’attesa di un ritorno messianico quando cieli e terra saranno rinnovati.

I Messia solari sono infatti particolari Avatar che si manifestano agli inizi di ogni nuova èra per guidare l’ingresso nei nuovi tempi. Sulla base della precessione degli equinozi sappiamo che stiamo per entrare nell’èra astrologica dell’acquario e quindi, il grande orologio cosmico può ripartire e scandire il tempo nuovo.

Lo scorso giugno, su una scalinata presso il sito archeologico de La Corona, si è scoperto che su alcuni blocchi di pietra, delle incisioni riportano chiaramente la data del 2012.

Esistono solo due riferimenti diretti a questa data che non siano frutto di calcoli e interpretazioni. Non si accenna però alla fine del mondo.

In realtà è un messaggio di speranza del sovrano sconfitto che si rivolge al popolo per indicare che il suo regno sarebbe finito moltissimi secoli dopo la sua sconfitta. Il re si faceva chiamare Signore dei 13 K’atun (un periodo di venti anni) e la sua èra sarebbe terminata alla fine del 13° Baktun.

In tempi di crisi, quindi, il calendario Maya aveva anche la funzione di indicare che il tempo, nonostante tutto, continua ed è ben diverso dal parlare di fine del mondo!

Anche se il 21 dicembre 2012 non porterà con sé la fine del mondo, i Maya hanno comunque dimostrato di essere a conoscenza di alcuni fenomeni complessi che avvengono nel cielo. Hanno compreso che la vita sulla terra è legata a doppio filo ai fenomeni celesti del sole, della luna e dei pianeti. Quello che è certo è che stiamo per festeggiare un capodanno atteso da 5.126 anni!

*** allora… BUON NATALE! ***