2012 questione di marketing

Non ci sarà la fine del mondo. Forse catastrofi naturali? Ma è probabile l’inizio di un mondo nuovo.
di Enrico Galimberti 

Una cosa sul 2012 è certa: dal 22 dicembre di quell’anno molta gente che si vanta di appartenere alla schiera dei ricercatori verrà spazzata via dalla tv e dagli scaffali delle librerie. Deo Gratias!

Noi di Acam, e chi trova spazio su Acam, ci muoviamo sempre in punta di piedi, senza fare chiasso, senza cercare i riflettori. Facciamo ciò in cui crediamo in cambio dell’inestimabile appagamento che questo ci frutta.

Secondo la logica del materialismo e del business sicuramente siamo in errore. Ma non a caso il titolo del mio editoriale è “Controcorrente”, e non vuole evocare il decadentismo letterario di autori come Huysmans, ma sta a dire che per me ciò che conta è la Ricerca della o delle Verità.

Questo percorso è l’unico viaggio in cui non è importante la mèta, se mai la si raggiungerà, ma il percorso.

Il 22 dicembre 2012 molti furbi e molti faccendieri spariranno dalla circolazione e già questa è una rivoluzione.

Per il resto, se succederanno o meno eventi catastrofici lo scopriremo vivendo.

Io mi sento di sposare soltanto le idee che avevano i Maya, che ci spiegano anche il senso di molte religioni.

Ogni anno al 31 dicembre il nostro calendario termina e ricomincia un nuovo anno di 365 giorni.

Per i Maya il “31 dicembre” del loro calendario è il 21 dicembre 2012. Niente di più.

Certo, è indubbia la fascinazione che deriva dal sapere che stiamo vivendo il capodanno di un anno che dura da poco meno di 5.200 anni. E ciò fa del 2012 una data epocale. Ma non indica la fine del mondo. La profezia dei Maya, alcuni dei suoi elementi sono iscritti nel tempio delle iscrizioni della tomba di Pacal Votan (vedi l’articolo “Palenque:lo spazio fra gli spazi”), non parla della fine del mondo ma della fine del ciclo. Un ciclo iniziato nel 3113 a.C. e che terminerà nel 2012 d.C.

Questo  è il 5° di 5 cicli di 26.000 anni (simile al tempo della precessione degli equinozi), e quindi la data è ancora più eccezionale.

Se poi pensiamo che quest’ultimo è anche il 4° di 4 cicli significa che segna il compiersi di 104.000 anni, simile al ciclo arturiano, ovvero il tempo che la stella Arturo impiega per fare un giro completo intorno al centro della Galassia. E a questo punto il 2012 è davvero un momento storico senza pari nella storia umana.

Ma non si parla di nessuna catastrofe in stile Hollywoodiano.

In India c’è un concetto praticamente uguale.

Nei Veda il Kali Yuga (età oscura, corrispondente nei miti greci all’età del ferro) è l’ultimo dei 4 Yuga e corrisponde a un’epoca contrassegnata da conflitti, materialismo e abbandono della spiritualità.

Alla fine di quest’epoca tornerà l’età dell’oro e con essa il Messia.

Il ritorno dei Messia (compreso Cristo) viene collocato nelle scritture di ogni fede alla “fine dei tempi” che non è mai tradotta come “fine del mondo”! Questa è una precisazione volutamente omessa dai mercenari della ricerca.

Fine dei tempi che corrispondono sempre a tempi astrologici, legati ai moti del Sole e delle costellazioni (le stelle sono fisse ma il movimento della terra sul suo asse fa sembrare che si muovano nel cielo).

All’epoca di Mosé era l’epoca dell’Ariete e ancora oggi gli Ebrei hanno nella loro tradizione il corno d’ariete. Mosé al ritorno dal Sinai si scagliò contro il popolo che aveva costruito un vitello d’oro, simbolo dell’età astrologica precedente del Toro. (Bisogna liberarsi delle epoche precedenti una volta entrati in una nuova.)

Con Gesù entrammo nell’età dei pesci ed ecco perché i paleo-cristiani avevano come simbolo il pesce e nelle parabole spesso si parla di pesci.

La prossima epoca è quella dell’acquario e nel vangelo di Giuda Gesù, a proposito della nuova pasqua, indica un nuovo maestro dicendo ai discepoli che giunti in città verrà loro incontro “un uomo con una brocca d’acqua, seguitelo nella sua casa”. Le case sono quelle dei segni zodiacali, l’uomo con la brocca è l’acquario, e ciò segna la fine dei tempi sotto il nome di Cristo e la venuta di un nuovo Messia?

Tutte le religioni considerano la nostra l’ultima epoca, la più decadente, catastrofica e anticipatrice del ritorno all’Età dell’Oro.

Giovanni Paolo II parlò di questi tempi come della Grande Tribolazione che è anche il titolo di un paragrafo dell’Apocalisse di San Giovanni Apostolo. “Apocalisse” significa soltanto (!) Rivelazione. Il resto è cinema..

Tutti i Messia sono Messia Solari, il Sole è Dio (dai tempi di Akhenaton-Mosè, probabilmente legati o forse la stessa persona), unico Dio, colui che dà la vita, signore dei Cieli e della Terra, Luce del Mattino ecc.ecc. Ecco che i moti del Sole vengono raffigurati in ogni religione. Ed ecco che i tempi sono da lui scanditi.

In conclusione.

Il 2012 è un anno mitico, atteso da migliaia di anni, che segna la fine dell’allontanamento dell’Uomo dalla Spiritualità, che segna la fine dell’abbandono da parte di Dio, e che annuncia il ritorno di tutti i Messia che sono ascesi al cielo con  la promessa di ritornare alla “fine dei tempi”.

Assisteremo a tutto ciò? Chi sono i Messia che torneranno dal cielo?

Una cosa è certa. Se questo ci attende, il 2012 è un’attesa senza fine e ciò che ci aspetta non è morte e distruzione, ma il realizzarsi dei sogni di milioni di persone morte senza avere una Risposta. Il coronamento che dà significato a tutte le religioni.

Buon 2012!