ACAM
Il caso Roswell (pagina 2)
Interrotto il primo annuncio
Sette luglio: W.E. Whitmore, proprietario della stazione radio KGFL di Roswell, sta per mandare in onda l'intervista con Brazel registrata il giorno prima, ma è bloccato da una telefonata del segretario della Commissione Federale Comunicazioni di Washington che gli ingiunge di non farlo. Il giorno 8, verso le 16.00, John McBoyle, cronista della stazione KSWS di Roswell, telefona a Lydia Sleppy, telescriventista della KOAT Radio di Albuquerque e le dice di trasmettere per telescrivente all'American Broadcasting Company (ABC) la seguente notizia: "Un disco volante è caduto in prossimità di Roswell… E' come un grosso catino, sfasciato… Un allevatore lo ha trascinato con un trattore sotto un capannone per il bestiame… E' intervenuto I'Esercito che si accinge a recuperarlo... L'intera zona è bloccata... Si parla di piccoli uomini che si troverebbero a bordo...". Ma la notizia non filtra sul filo, perché la trasmissione viene stranamente interrotta.
Parola d'ordine "dimenticare"
Subito dopo la Sleppy riceve una telefonata da McBoyle che le dice "dimentica tutto, non ne hai mai sentito parlare" (in seguito il cronista dirà alla Sleppy di avere assistito al decollo di un aereo da trasporto con destinazione Wright Field, contenente i rottami del "disco"). Nel frattempo il Magg. Hughie Green della RAF (Royal Air Force) britannica, in viaggio dalla California a Filadelfia, sta attraversando il Nuovo Messico da ovest e est in macchina, e da un notiziario radio locale (forse la KSWS) apprende che un "disco volante" era caduto nella zona e che "lo sceriffo e i suoi uomini erano giunti in vista del relitto". \'iene dunque da chiedersi se Wilcox e i suoi non avessero individuato il corpo centrale dell'UFO. Contemporaneamente, "Mac" Brazel viene prelevato dai militari e tenuto sotto stretta custodia fino al giorno 15 quando verrà rilasciato, ormai convinto di dover cambiare versione dei fatti, a tal punto da non confidare la verità neppure alla moglie.
La situazione non è sotto controllo
| L'otto luglio pressato
dai giornalisti che pretendono particolari, il Col.
Blanchard chiama l'addetto stampa della base, Ten. Walter
Haut, e redige con lui un comunicato stampa ufficiale. Sotto il controllo diretto del Magg. Marcel, i rottami del disco, inizialmente sistemati nell'Hangar 84, sono poi trasferiti con un "B-29" dalla base di Roswell a Fort Worth (oggi Carswell) nel Texas. |
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| Di qui il materiale viene inviato a Wright Field (Ohio) su di un aereo da trasporto con ai comandi il Cap. pilota O.W. "Pappy" Henderson, per ordine "superiore" fatto eseguire dal Generale Roger Ramey. Questi confermerà al Col. Blanchard la contrarietà del Pentagono, espressagli dal Gen. Hoyt Vandenberg da cui dipendeva, nei confronti del comunicato stampa diffuso dal Ten. Haut, e assume il controllo operativo di una situazione che, evidentemente, è già sfuggita di mano ai vertici militari. | ![]() |
L'8 luglio interviene l'FBI (Federal
Bureau of Investigation) da Dallas (Texas) che in un telegramma,
a firma di un non meglio identificato "Wyly", inoltrato
in copia a Edgar Hoover (capo dell'FBI) e al SAC (Strategic Air
Command) fornisce le seguenti indicazioni:
"Informazioni riguardanti il disco volante di Roswell e il
suo trasporto da parte del Q.G. dell'8 Air Force - disco volante
o pallone sonda alla base aerea di Wright Field (Ohio) -
Censurate le notizie. Firmato
Wyly".
Scatta la controinfomazione
| A questo punto il Generale Roger Ramey, alla radio di Fort Worth nel Texas (WBAP), dichiara che il "disco volante" era solo un pallone sonda. Giunto poi a Roswell, Ramey convoca i giornalisti e mostra loro - costringendo il Magg. Marcel a posare in silenzio per i fotografi - i frammenti di un pallone meteorologico cui si attribuisce la responsabilità dell'incidente. | ![]() |
Il provvedimento successivo è nei con fronti di Blanchard, che viene spedito in licenza e viene sostituito dal Ten. Col. Payne Jennings, poi disperso col suo aereo diretto in Inghilterra mentre sorvolava l'Atlantico nella zona delle Bermude. Il Magg. Marcel avrebbe dovuto accompagnarlo, ma fu trattenuto dall'intervento personale del Col. Blanchard. Ritiratosi col grado di generale a tre stelle, Blanchard uscì di scena con estrema discrezione da tutta la vicenda. Anche il Ten. Haut manterrà fino al suo pensionamento "un dovuto riserbo". Dopo la sua morte, la vedova di Blanchard dichiarò che il marito sapeva che "il relitto non era un pallone sonda". Ma per i militari americani lo rimase, con il benestare dell'allora presidente Harry Truman.
| In realtà oggi i fatti ci dicono che le versioni ufficiali sono del tutto "addomesticate" e fallaci. E, anche a parte la clamorosa comparsa di materiale filmato d'epoca (verosimilmente riferibile all'autopsia di due degli esseri umanoidi coinvolti nel caso) diffuso nel 1995 dall'inglese | ![]() |
Ray Santilli, è oggi evidente che a Roswell è stato recuperato qualcosa di estremamente anomalo e sconvolgente.
Il Gen. Ramey Svuota il Disco di Roswell
Quando il 9 luglio 1947 il
quotidiano "Roswell Daily Record" pubblica le
dichiarazioni del generale Roger R. Ramey, comandante dell'Ottava
Air Force, dal quartier generale di Fort Worth, Texas, il caso
Roswell per il Pentagono è ufficialmente chiuso. Non si è
trattato del recupero di un disco volante precipitato e del suo
equipaggio, ma di un semplice pallone sonda. Questa versione
viene mantenuta ancora oggi.
Ma le prove sull'incidente di Roswell, emerse sin dal 1982,
dimostrano che venne attuata una messa in scena per ordine delle
alte sfere militari statunitensi.
Nel 1989 è apparsa per la prima volta un'immagine di un presunto
alieno vittima del crash. si tratta in realtà di una
ricostruzione. Seguiranno nuovi e più sconvolgenti documenti,
fino alla divulgazione del controverso filmato di una autopsia su
un umanoide non appartenente alla specie Homo Sapiens.
vedi EXTRATERRESTRI NELLA PREISTORIA
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