Agarthi: il Regno del Mistero alle origini della Storia

(c) Enrico Galimberti, Articolo apparso in “Magazine Mistero -1° uscita -Febbraio 2013 edito da fivestore”

agarthiVi siete mai domandati se i racconti di Jules Verne non celino il ricordo di antiche verità segrete? Se il viaggio di Dante Alighieri nell’Inferno della Divina Commedia non sia di più che un semplice sogno poetico? Se i grandi profeti parlassero di fatti antichi invece che di eventi futuri?

Fino a quando non fu scoperta, nessuno credeva che sotto i nostri piedi, strade, città o deserti ci fosse un’intricata rete di gallerie e cunicoli. Secondo alcuni ricercatori questi percorsi nascosti e antichissimi sarebbero stati scavati da una civiltà precedente la nostra e sarebbero tutti collegati secondo un ordine preciso, guidato dalle energie magnetiche della Madre Terra.

E tutti loro condurrebbero ad un regno che ha ispirato mistici, esoteristi e visionari di epoca moderna: l’Agarthi (“l’inaccessibile”).

Agarthi, con il suo ingresso situato da qualche parte nelle zone dell’Asia Orientale, viene spesso identificata con Shambhala, cui si fa riferimento nei testi del buddhismo tibetano, ma i suoi inaccessibili portali sarebbero dislocati in altri punti chiave del globo in corrispondenza degli snodi delle correnti geo-magnetiche.

Ma a differenza di Shambhala, che sarebbe un regno di superficie racchiuso fra le montagne più impervie, Agarthi è qualcosa di più: è un regno sotterraneo abitato da una razza semi-divina (gli Arhat, “gli illuminati”) e nascosto all’occhio umano, ancora troppo limitato per accedere a certe visioni.

Secondo Carlo Barbera (“Agartha La sorgente originaria” ed.Pendragon), “nel regno nascosto vivono gli esseri-dei, gli abitatori degli astri, esseri straordinari che vibrano su frequenze elevatissime, detengono la gnosi della coscienza solare, utilizzano abitacoli fisici dinamici e mutanti. Sono i colonizzatori di Gaia, come dell’intero sistema solare, e i creatori della razza umana. Signori astrali giunti da Sirio, mantengono le radici in Orione, patria delle loro dinastie di dei solari”. 

A capo di questo regno ci sarebbe il Re del Mondo, un essere di grande evoluzione spirituale venuto tra gli uomini per guidarne la crescita, in perenne lotta contro il male. Un  re, sacerdote e guerriero, in grado secondo alcuni di condizionare i pensieri di tutti i viventi.

L’esistenza del Re del Mondo, di cui si parla dal 7000 a.C. (epoca in cui sono stati raccolti i Veda, gli antichi testi religiosi Indù) sarebbe stata tramandata poi da tutti i popoli che dall’Asia si spostarono in Europa. Anche nella saga del Signore degli Anelli di Tolkien, Gandalf e gli altri Maghi nonché gli Elfi immortali che raramente si mescolano agli uomini ricordano da vicino questi Esseri elevati spiritualmente.

Dunque, si tratta di una religione primordiale che si è poi frammentata e dispersa lasciando tracce nelle diverse culture (Menes l’egizio, Re Artù, eccetera)?

Lo scrittore ed esploratore polacco Ossendowski, nel libro “Bestie, uomini e dei”, racconta che nel 380.000 a.C. una popolazione altamente evoluta dovette abbandonare (o fu cacciata da) un luogo terrestre chiamato Para-Desha (termine sanscrito da cui deriva il nome Paradiso) e si rifugiò nel sottosuolo senza più fare ritorno in superficie se non per condizionare alcuni momenti chiave della storia umana.

Ma come sarebbe possibile sopravvivere centinaia di migliaia di anni sotto terra?

Terra_cavaLe principali teorie sono tre. Secondo l’ipotesi della Terra Cava, al centro del pianeta ci sarebbe un Sole che riscalderebbe dall’interno gli abitanti delle profondità. Secondo altri invece esisterebbe una fonte di energia chiamata Vryl che permette di risvegliare le facoltà paranormali. Secondo altri ancora, il regno sotterraneo e gli Esseri che lo abitano sarebbero fatti di una sostanza eterica o astrale, non materiale quindi, con vibrazioni più alte rispetto ai nostri corpi e alle cose che siamo abituati a toccare. Sarebbero quindi simili agli angeli o esseri di luce che ancora oggi, come nella Bibbia, alcuni raccontano di incontrare, magari scambiandoli per extraterrestri.

L’esistenza di un simile Regno, nascosto a tutti e tanto potente e misterioso, abitato da Esseri tanto evoluti, ha spinto numerosi occultisti del Novecento ad interessarsi ad Agarthi e al Re del Mondo.

Se ne occupò anche un manipolo di esoteristi e ricercatori guidati dalla sete di potere, che diedero origine alle manie di Hitler per il paranormale e l’occulto.

I Nazisti rastrellarono il mondo in lungo e in largo durante la loro ascesa e potere, nella convinzione di riuscire a trovare l’accesso del Regno nascosto. Raccolsero tutti gli oggetti che potessero avere poteri misteriosi. Ma tanta smania e molta ignoranza portarono a deformare gran parte delle conoscenze esoteriche antiche. La scelta, o l’errore, del Nazismo fu quello di rovesciare i significati e i simboli. La stessa svastica (simbolo antico ed enigmatico) si pensa campeggi sul Trono dorato del Re del Mondo. Ma la svastica originale non è un simbolo malvagio, bensì un simbolo solare, di luce. Quella nazista altro non è che l’immagine originale rovesciata. Rovesciare un simbolo significa rovesciarne il potere, e sappiamo purtroppo bene dove ha condotto la storia.

I Nazisti non trovarono l’accesso perché Agarthi, come detto, è inaccessibile.

Forse un giorno scopriremo cosa si nasconde nelle profondità della Terra, ma probabilmente il cammino per arrivarci è ancora lungo.