AIDS la grande truffa

di Alberto Musatti

La guerra biologica e la sua evoluzione: il progetto HIV

La storia della guerra biologica (BW) può essere divisa in tre parti: storia antica, storia moderna e quello che chiamiamo “il presente”. La storia antica inizia molto più lontano di quello che si possa immaginare e dura fino alla fine del 20° secolo. Solo per fare un esempio, il primo uso documentato di guerra biologica è da parte dei romani che usavano carcasse di animali per inquinare le riserve d’acqua nemiche. In quel tempo l’idea che c’era dietro questo tipo di attacchi è che un nemico indebolito è un nemico facile da sconfiggere… Da quel momento in avanti le evoluzioni sono state tante, e di enorme portata. Per spiegarne la storia moderna e il presente, indispensabili per proseguire, a noi interessa focalizzare l’attenzione sulle mosse degli Stati Uniti, per i risvolti universali che negli ultimi cinquant’anni assumono le sue politiche.

Per quello che sappiamo il programma USA di guerra biologica iniziò nel 1942. Con l’acquisizione dei dati giapponesi (su un suo programma di guerra biologica) e l’accrescere della tensione della guerra fredda il programma accelerò le attività e crebbe. Nel 1956 l’Unione Sovietica accusò gli USA di aver usato armi biologiche in Corea, fatto che ne portò alla proibizione. Questo fece prendere al programma una forma più difensiva. Prima di questo, la maggior parte della ricerca si svolgeva a Fort Detrick e si usavano “agenti biologici surrogati” per modellare organismi più letali. Molti tests offensivi consistevano nello spruzzare segretamente organismi sulle aree popolate. Il programma fu chiuso nel 1969. Uno dei più grandi esperimenti comportò l’irrorazione di Serratia Marcescens su San Francisco. Questo organismo produce un pigmento rosa/rosso quando cresce, cosa che lo rende facilmente identificabile. A quel tempo un uomo morì all’ospedale e altri 10 si infettarono in quello che fu descritto come “un mistero per i dottori”. Sebbene i militari non proseguirono questi studi, un risultato fu che quasi ogni persona fu infettata dall’organismo. Ora che tutti questi dati sono declassificati si può vedere che durante i periodo seguenti ai tests, ci furono infezioni in quantità 5-10 volte maggiori. Altri esperimenti inclusero tests a Minneapolis che furono camuffati come “test dello schermo di fumo”, perché ai residenti fu detto che si stava testando un fumo innocuo così che le città potessero essere nascoste dai missili a guida radar. Nel 1966 il Bacillus subtilis fu liberato nella metropolitana di New York City per determinare quanto fosse vulnerabile agli attacchi. I risultati mostrarono che l’intero sistema di tunnels sotterranei poteva essere infettato mediante il rilascio in una sola stazione a causa del vento creato dai treni. Ma la maggior parte degli esperimenti di guerra biologica condotti dagli Stati Uniti a quel tempo rivelarono a tutti due cose: gli Stati Uniti erano molto vulnerabili ad attacchi con armi biologiche e non c’era niente che potessero fare.

Aids – una malattia prodotta in America

Nel 1979 il Dipartimento per la Difesa degli Stati Uniti d’America chiese alla Commissione Senatoriale cospicui fondi per la ricerca e lo sviluppo di armi biologiche per attaccare il sistema immunitario umano. La richiesta fu avanzata per lo sviluppo di “agenti biologici sintetici”. Testimoniando davanti alla Commissione, Donald McArthur, esperto militare di guerra biologica, dichiarò: “…tra 5 o 10 anni, probabilmente sarà possibile creare un nuovo microrganismo infettivo che potrebbe essere diverso per alcuni importanti aspetti da ogni altro agente conosciuto…” McArthur concludeva che un programma di ricerca del genere “..poteva essere completato in circa 10 anni al costo di 10 milioni di dollari..”. La somma richiesta fu accordata.

Jacob Segal, di origine russa, docente di biologia all’università di Humboldt, Germania è convinto che l’AIDS sia stato creato proprio nel già citato laboratorio di Fort Detrick, nel Maryland. Insieme alla moglie, Segal pubblicò le sue scoperte nel 1986 in un opuscolo polemico intitolato “AIDS: una malattia prodotta in America”. Cercò di dimostrare che il virus della immunodeficienza (HIV), che molti scienziati ritengono evolva in AIDS, è quasi identico al altri due virus: il VISNA, una malattia mortale che colpisce le pecore ma non l’uomo, e il virus della leucemia delle cellule T (HTLV-1) il quale, sebbene non mortale è altamente infettivo per l’uomo. Segal afferma che il laboratorio di alta sicurezza di Fort Detrick realizzò l’unione dei virus VISNA e HTLV-1, originando così un’arma biologica artificiale altamente contagiosa e mortale per gli uomini. Il risultato fu l’HIV messo a punto tra la fine del 1977 e la primavera del 1978.

Segal respinge la tesi che l’AIDS abbia avuto origine dal contatto fra uomini e scimpanzé in Africa, e sottolinea che il cocktail di Fort Detrick venne testato su carcerati che decidevano volontariamente di partecipare all’esperimento in cambio della libertà anticipata. Siccome i sintomi non si manifestarono prima di sei mesi, i test furono giudicati fallimentari e i carcerati vennero rilasciati. Alcuni di loro erano omosessuali, fa notare Segal, e una volta arrivati a New York, ignari delle loro condizioni, cominciarono a trasmettere il contagio a persone del giro dei gay newyorchesi. E qui, nel 1979, si manifestò il primo caso conclamato di AIDS, e la malattia cominciò a diffondersi rapidamente…

AIDS e HIV, quanto l’uno dipende dall’altro?

A questo punto si capisce come il virus HIV (che ci dicono essere responsabile dell’AIDS) sia in realtà un esperimento biologico di laboratorio, sfuggito di mano!!! Ma, riflettendoci a fondo, la strada che porta dall’HIV all’AIDS è lunga… Quanti cercano davvero di spiegarcene il percorso? Dunque quanto il mistero sulla nascita del virus (HIV), si collega all’effettivo (attuale) imperversare della malattia (AIDS)??? E’ questa la domanda ricorrente che nasce scandagliando a fondo la realtà odierna: come l’HIV si collega all’AIDS?… E’ vero tutto quello che ci raccontano? Che cosa ci fa pensare diversamente?… semplicemente sembra che negli ultimi anni un numero sempre maggiore di medici o esperti del settore, si stia rendendo conto di un numero esorbitante di manipolazioni, mezze verità, disinformazione, che pochi hanno intenzione di far emergere… da queste sensazioni diffuse è nato un vero e proprio “movimento del dissenso” che oggi raccoglie oltre 700 firme tra virologi, infettivologi, epidemiologi ed altri specialisti di 23 nazioni tra cui 3 premi Nobel, tutti indignati dalla colossale mistificazione e speculazione imbastita intorno all’AIDS.

Sono passati oltre 12 anni da quando le autorità sanitarie hanno cominciato ad annunciare al mondo intero che l’umanità era minacciata da una nuova terribile peste, la cosiddetta “peste del 2000” che nell’arco di pochi anni avrebbe colpito decine e decine di milioni di persone continuando ad espandersi a macchia d’olio fino a diventare veramente il flagello del secolo ormai finito e di quello appena cominciato.

Nonostante questi allarmi spaventosi, però, l’AIDS continua a restare una epidemia molto più piccola di quel che si vuol far credere, confinata in Occidente ad alcuni gruppi a rischio ben precisi; ed in Africa gonfiata da una definizione artificiosa, capace di riunire sotto il suo largo ombrello malattie antiche cambiandone il nome.

La teoria ufficiale non è tuttora in grado di spiegare in quale modo il virus HIV possa provocare le malattie che gli vengono imputate. Tale teoria descrive l’AIDS come una malattia infettiva provocata dal virus HIV che distrugge pian piano le cellule del sistema immunitario, lasciando l’organismo indifeso di fronte a malattie “opportunistiche”. Il virus penetra nell’organismo di un dato soggetto attraverso un contatto con sangue o sperma infetto. Questa infezione virale provoca una reazione anticorpale inefficace, utile solo ad essere registrata con i cosiddetti test dell’AIDS (o anti-HIV). La sieropositività costituirebbe il segnale di una malattia subdola, progressiva, inesorabile nella gran parte dei casi.

Dunque AIDS è un termine calderone che raccoglie condizioni eterogenee e disparate. Si tratta di condizioni che vengono tra loro associate solo quando il risultato del test dell’AIDS è positivo. Se il risultato è negativo, le stesse malattie vengono chiamate con il loro vecchio nome!

Sono riassumibili in 7 punti le tesi di questa opposizione:

1) Assenza di correlazione tra risultati del test e malattia:

Una peculiarità delle malattie infettive virali è che hanno una causa unica (il virus), e ovviamente non possono verificarsi in sua assenza. Così non c’è varicella senza il virus della varicella, non c’è morbillo senza il virus del morbillo e così via. La letteratura medica ha registrato migliaia di casi di AIDS sieronegativi (cioè presentavano i sintomi ma il test era negativo), e sieropositività (test positivo) in assenza di AIDS.

La reazione al test, evidentemente capricciosa, può legarsi alla salute come alla malattia, è spesso associata ad un aumento aspecifico delle immunoglobuline, il che si verifica in molte situazioni, come nel corso di malattie autoimmuni, di infezioni croniche, di malaria, di parassitosi, talvolta anche per motivi banali come una vaccinazione antinfluenzale.

2) L’AIDS non si comporta come una malattia infettiva contagiosa:

Nonostante l’allarmismo, l’AIDS è rimasto confinato a gruppi in cui sono presenti fattori di rischio ben precisi:

a) tossicodipendenti: (circa il 32% dei malati in USA e il 60% in Italia) si tratta di individui che oltre a subire gli effetti negativi dell’eroina, della cocaina, dell’alcool, delle anfetamine e di altre sostanze psicotrope, si alimentano in maniera scorretta ed insufficiente e sono colpiti in modo più o meno continuo da infezioni multiple (molte droghe hanno effetto depressivo sul sistema immunitario). Anche i figli di madri tossicodipendenti ricevendo per via uterina tossine dalla madre possono presentare una sieropositività alla nascita.

b) omosessuali: (circa il 62% in USA e il 48% in Europa) il problema riguarda gli utilizzatori sistematici di droghe multiple, cocaina, extasy, alcool, nitriti assunti per via inalatoria a forti dosi (i nitriti sono sostanze molto reattive, causano immunodepressione, e vengono utilizzati per il loro effetto afrodisiaco e rilassante per la muscolatura sfinterica).

c) emofiliaci (circa l’1% in USA e il 3% in Europa). I carichi di proteine estranee sono essi stessi immunodepressivi sia in emofiliaci sieropositivi che sieronegativi.

3) Non esistono studi che dimostrino che l’AIDS è causato dall’HIV:

Kary Mullis Premio Nobel per la chimica nel 1993 per aver inventato la PCR (Reazione Polimerasica a Catena) interpellò svariati virologi ed epidemiologi su dove trovare il riferimento bibliografico che spiegasse come l’HIV provochi l’AIDS. Ma nessuno dei colleghi fu in grado di precisarlo.

4) La definizione della malattia:

Essa comprende un alto numero di malattie già conosciute, attualmente esse sono ben 29! Queste malattie non sono affatto associate sempre ad immunodeficienza, sono definite AIDS se associate ad un test positivo. Se una persona ha la tubercolosi e risulta sieropositiva allora “ha l’AIDS”. Se invece ha la tubercolosi ed il test è negativo, allora ha “soltanto la tubercolosi”.

5) Incubazione misteriosa:

Tutte le malattie infettive virali, salvo rare eccezioni, hanno una incubazione breve, di pochi giorni o settimane. L’incubazione del virus dell’AIDS è stata calcolata inizialmente attorno ai 18 mesi, per aumentare poi di anno in anno, fino a raggiungere nel 1992, i 10/14 anni. A questo super-virus viene attribuito di tutto. Di volta in volta può essere furbissimo, tanto da sfuggire ad ogni tentativo di controllo da parte dei ricercatori, o viceversa, completamente “scemo”.

6) L’allarme prostitute:

Le prostitute non potevano non diventare le vittime designate delle campagne propagandistiche dei tutori della nostra salute fisica e morale. Sennonché, via via che passavano i mesi, si è visto che il tasso di sieropositività era estremamente basso tra le prostitute. Al 31 Marzo 1995, su 27.043 casi solo 22 riguardavano prostitute non tossicodipendenti (non dipende dalla maggior protezione, perché quelle stesse prostitute presentavano un alto tasso di infezioni sessuali).

7) La terapia con AZT:

Sintetizzato nel 1964 come farmaco antitumorale. Rimase inutilizzato per 20 anni, poiché si constatò sperimentalmente che i topi leucemici trattati morivano in numero maggiore di quelli non trattati. Ma perché questo farmaco così tossico, cancerogeno e privo di effetti benefici continua ad essere somministrato? La Wellcome (casa farmaceutica produttrice) ha venduto 0.9 tonnellate nel 1987, ed è passata a 44.7 tonnellate nel 1992. Il costo dell’AZT per malato è di circa 450.000 lire al mese. Il profitto lordo per la Wellcome nel 1993 è stato di 586 miliardi di lire l’anno.

Da tempo i settori più reazionari del mondo politico e religioso occidentale erano alla ricerca di pretesti scientifici cui ancorare le loro offensive puritane e restauratrici. Un primo tentativo fu compiuto alla fine degli anni ‘70, con una raffica di informazioni più o meno terroristiche sulle malattie veneree. Ma l’AIDS sembrò l’occasione d’oro. Qui si delineava una malattia non solo sessuale ma mortale e invulnerabile agli arsenali medici esistenti. Insomma una malattia inventata su misura per i sessuofobi di ogni stampo e di ogni paese. E come non si può concludere, con un occhio agli USA, che l’AIDS sembra essere un alleato invincibile in un’epoca in cui si cominciavano a temere le grandi esplosioni demografiche del “sud del mondo”: infallibile nel tenere a freno quelle nascite perché proprio con il rapporto sessuale si trasmette; a seminare morte tra gay e tossicodipendenti, “razze” da sempre osservate con disprezzo… Dove una volta nascevano le guerra biologiche per indebolire il nemico, ora sembra che abbiano trovato l’arma per eliminare un nemico già debole.

Il mistero che circonda quel dannato virus è il frutto inevitabile di quei due miliardi di dollari che ci spendono sopra ogni anno. Se prendessimo un qualsiasi altro virus e spendessimo due miliardi di dollari ogni anno per studiarlo, state certi che anche quel virus produrrebbe misteri a bizzeffe. (Kary B. Mullis)

Bibliografia:

  • “AIDS la grande truffa” di Luigi de Marchi e Franco Franchi
  • S.I.C.I.S. – sito italiano contro l’informazione scorretta
  • STORIA DELLA GUERRA BIOLOGICA – scuolaworld provincia di Padova
  • LILA, e EANAC Italia.
  • inoltre gli studi di Jacod Segal: “AIDS – una malattia prodotta in America”, e di
  • Kary B. Mullis, premio nobel per la chimica nel 1993