Alcune Riflessioni sul Papa Futuro

di Luciano Sampietro

La malattia del Pontefice, che sta tenendo in apprensione il mondo cattolico e non,  con altalenanti notizie ora allarmanti ora ottimistiche , le voci di un’abdicazione, mi hanno indotto a riflettere sull’incredibile forza d’animo di questo grande Papa, che pare sfidare la stessa morte: è malfermo, sofferente, le sue mani tremano, ma la forza interiore che lo anima appare soprannaturale e le parole che a fatica riesce a pronunciare sono dense di significati profondi, trascendenti al punto da spaziare nell’incontaminato mondo della legge morale, che sentiamo dentro di noi pressante ma spesso inascoltata.

Sul Pontefice, o meglio, sulla durata del Suo pontificato ho commesso ripetuti errori, come chiunque consulti il mio libro potrà constatare, e questi errori erano tutti fondati su una logica apparentemente ineccepibile, che si è poi rivelata superata e irrisa dagli eventi.

Sono lieto di essermi sbagliato e spero di farlo ancora, perché nella storia della Chiesa difficilmente abbiamo trovato persona altrettanto degna di sedere sul trono di Pietro.

Così, quasi esorcizzando la sorte, voglio offrire agli amici di ACAM uno sguardo sul successore di Giovanni Paolo II, che ritengo di aver individuato da lungo tempo e il cui nome farò solo quando – il più tardi possibile – i cardinali si ritireranno in Conclave.

Quartina V, 92

  • Dopo il seggio diciassette anni retto,
  • cinque in quel tempo compiuto saranno,
  • poi della stessa età uno sarà eletto,
  • poco conforme, tra il clero romano.

Della quartina ho reso la versione poetica in versi, ma la sua traduzione letterale così suona:

  • Dopo il seggio tenuto diciassette anni,
  • Cinque cambieranno in tal termine compiuto,
  • Poi del medesimo tempo uno sarà eletto,
  • Che dei romani non sarà troppo conforme.

Si tratta all’evidenza del seggio pontificio, perché solo con riferimento ad esso Nostradamus usa la parola siege. I papi che hanno tenuto il seggio 17 anni dopo la morte del Veggente (1566) sono solo due e precisamente Benedetto XIV (agosto 1740 – maggio 1758) e Pio XI, che fu eletto il 6 febbraio 1922 e morì il 10 febbraio del 1939 e quindi sono 17 anni pressoché esatti. Per il verso che segue, tuttavia, il Veggente allude sicuramente a Pio XI, giacché i cinque papi che si succedettero dopo Benedetto XIV non hanno alcun tipo di riferimento con quanto scritto nel secondo verso. Tale verso sembra suggerire che dopo la morte del papa che avrebbe regnato 17 anni si sarebbero succeduti cinque papi il cui pontificato complessivo, fino all’elezione del quinto, avrebbe dovuto abbracciare uno spazio temporale di 17 anni. Ma, se esaminiamo la storia, così non è stato: dopo Pio XI, infatti, è venuto Pio XII, il cui pontificato è durato, da solo, oltre 19 anni (1939 – 1958).

Per intendere rettamente il significato sibillino ed equivoco del verso, converrà allora esaminare innanzi tutto i papi che si sono succeduti dopo Pio XI e la durata complessiva del loro papato: Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II, eletto il 16 ottobre del 1978. Complessivamente dalla morte di Pio XI (1939) all’elezione del quinto papa, cioè di Giovanni Paolo II, corrono 39 anni (1939 – 1978) e allora balza evidente agli occhi come le ultime due cifre dell’anno della morte di Pio XI (39) indichino esattamente il numero degli anni complessivi di regno dei successivi quattro pontefici fino all’elezione del quinto.

A questo punto si tratta di vedere se quanto intuibile attraverso le cifre possa trovare il conforto dell’interpretazione del secondo verso.

La parola termine (terme) ha in francese anche il significato matematico di addendo, uno dei numeri di una somma che appunto devono essere oggetto dell’operazione matematica.

Se questo è il significato che deve essere attribuito alla parola termine nel verso, significato che ben si coniuga con il participio passato che segue (compiuto), allora il secondo verso ha il senso seguente “cinque cambieranno nello spazio di tempo risultante dalla somma del numero diciassette”. Il secondo addendo della somma non può che essere allora l’unico possibile per mancanza di altri e cioè l’anno dell’elezione di Pio XI e quindi il 1922, con il che, sommato a quell’anno il 17, si viene ad ottenere il 1939. A questo punto, fatto l’inizio secolo (1900) = 0, resta appunto il numero 39, che esattamente indica il periodo nel quale si sono succeduti sul trono di Pietro, dopo la morte di Pio XI cinque papi.

E’ giunto ora il momento di apprezzare il terzo verso e, segnatamente, il termine “de mesme temps” che potrebbe significare allo stesso tempo, contemporaneamente. Ma non è questo il significato corretto nel verso: temps vuol dire anche età e quindi “de mesme temps” significa, nel verso, della stessa età. Ma di quale età parla il Veggente? L’unico riferimento possibile potrebbe essere il 1978 e quindi il numero 78, il che starebbe a significare che il prossimo Papa avrà 78 anni.

Ma è possibile anche un secondo significato e cioè che il nuovo papa si darà il nome di un santo contemporaneo di Giovanni e Paolo e quindi vissuto nel primo secolo dopo Cristo.

L’ultimo verso sembrerebbe ancora dire che quel papa non sarà italiano: Nostradamus usa il termine romano e in varie parti della sua opera egli usa tale aggettivo per indicare gli italiani. Ma siamo proprio sicuri che questo sia il significato? Il Veggente infatti usa il genitivo des Romains unito all’aggettivo conforme, ma corretto sarebbe stato allora scrivere aux Romains. E se allora il Veggente avesse voluto indicare la provenienza del nuovo papa dagli italiani (poi uno della stessa età sarà eletto tra gli italiani)? Ma che significato avrebbe allora l’aggettivo “non troppo conforme” mancando il termine di raffronto?

La soluzione in realtà era di una semplicità disarmante: il Veggente con quella circonlocuzione aveva voluto soltanto … indicare il nome del nuovo Pontefice.