ACAM
Alieni
tra passato e futuro
di
Antonio Mattera
L’uomo,
nel corso della sua storia, ha sempre scrutato i cieli, nell’attesa di segni
più o meno divini. Nel corso dei secoli vari fenomeni celesti come la caduta di
stelle, le comete, i passaggi di scie meteoritiche, le eclissi, hanno sempre
fatto parte di un connubio uomo-cielo, atto a leggere, in tali segni, imminenti
catastrofi o benevoli auspici.
Immagine.
il famoso astronauta di Kiev, unica statua europea che mostri strani tratti
"spaziali".
Col
passare del tempo la passione dell’uomo è aumentata ma è cambiato il fine di
tale osservazione. L’uomo, con l’ausilio di sempre più potenti telescopi, e
in tempi moderni di sonde spaziali, ha cercato non più segni premonitori, ma le
origini dell’universo che ci circonda, l’esistenza dei vari pianeti e la
presenza di nuove forme di vita.
Perché
tanta trepida ricerca su eventuali forme di vita, presenti nell’universo?
Una
delle fenomenologie che hanno contraddistinto la fine di questo secolo è
sicuramente l’ufologia. Nata ufficialmente nel 1947 con l’avvistamento di
Kenneth Arnold, si è rapidamente sviluppata creando un filone di pensieri e
discussioni che , a loro volta, hanno dato vita ad una proficua industria di
business, tramite libri, riviste, film, documentari e quanto altro serve allo
scopo.
Autori
come Sitchin e Von Daniken hanno espresso, con risultati e metodi più o meno
ortodossi ed accettabili, le loro teorie riguardanti un intervento alieno sulla
nostra genesi e storia.
Naturalmente
qualche lettore potrebbe obiettare che il fenomeno ufologico è abbastanza
recente, per poterlo trasportare indietro nel tempo, ma, ad
una attenta rilettura di alcune testimonianze antiche, potremmo pensare
che la questione ufologia, ben lungi dall’essere un fenomeno dei nostri tempi,
sia bensì presente sin dai tempi più remoti della presenza dell’uomo su
questo pianeta. Tali testimonianze possono essere state interpretate dai vari
osservatori, in vario modo, a seconda del periodo storico o del contesto urbano
e religioso in cui essi vivevano (apparizione di Dio per i profeti ebraici,
segni religiosi per gli egizi, origini demoniache nel tardo medioevo e così
via), ma il concetto di base rimane sempre lo stesso: in vari periodi della
storia l’uomo si è trovato innanzi a testimonianze misteriose di qualcosa di
sconosciuto.
Abbiamo
già scoperto, nei capitoli precedenti, le fantastiche asserzioni in alcuni
testi indù di eccezionali velivoli aerei, guerre atomiche e quanto altro
potrebbe essere spiegato con un intervento alieno ( a detta di alcuni autori),
ma se ciò non basta ecco altre curiose testimonianze.
Presenze
di elementi di fenomenologie aliene potrebbero
essere riscontrate nella Bibbia, in vari passi, e soprattutto nel Libro
di Ezechiele, dove il profeta, Ezechiele per l’appunto, assiste ad una visione
celeste, identificabile per alcuni come la descrizione dell’arrivo di un disco
volante:
“
il cinque del quarto mese dell’anno trentesimo (N.d.A.:all’incirca
il VII secolo a.C.) , mentre mi trovavo fra i deportati sulle rive del canale
Che bar, i cieli si aprirono ed
ebbi visioni divine….io guardavo ed ecco un uragano avanzare da settentrione,
una grande nube ed un turbinio di fuoco, che splendeva tutti intorno, e in mezzo
un balenare di elettro incandescente…al centro vi erano quattro esseri viventi
che avevano sembianze umane…con quattro facce e quattro ali…le loro gambe
erano diritte e con zoccoli simili ai piedi di vitello…quanto alle loro
fattezze ognuno aveva fattezze d’uomo, poi fattezze di leone a destra, di toro
a sinistra, e ognuno di loro fattezze d’aquila…le loro ali erano spiegate
verso l’alto e si vedevano come carboni ardenti…gli esseri andavano e
venivano come un baleno…ed ecco sul terreno una ruota al loro fianco, di tutti
e quattro…le ruote avevano l’aspetto e la struttura come di topazio e la
loro struttura era come di una ruota in un’altra ruota..potevano muoversi in
quattro direzioni, senza voltarsi nel muoversi…la loro circonferenza era assai
grande e i cerchi di tutti e quattro erano pieni di occhi tutti intorno..quando
si muovevano gli esseri viventi anche le ruote si muovevano e quando si alzavano
anche le ruote si alzavano…al di sopra delle teste viventi vi era una specie
di firmamento, simile ad un cristallo splendente, e quando si muovevano sentivo
il rombo delle ali simile al tuono di Dio. Sopra il firmamento vi era come un
trono e una figura dalle sembianze umane, circondato da uno splendore…tale mi
apparve la Gloria del Signore e caddi prostrato innanzi a lui…”
Un
tecnico tedesco ,Josef Blumrich, scrisse un libro su tale argomento partendo
dalla considerazione di smantellare la teoria dell’origine aliena di tale
visione, ma, per sua stessa ammissione, cambiò idea nel continuo della sua
opera. Blumrich, tecnico e disegnatore missilistico, notò molte assomiglianze
fra le descrizioni di Ezechiele ed alcuni riferimenti puramente tecnici, che
sarebbero stati sensatissimi se al concetto, per esempio, di “ruote dentro
altre ruote” fosse stato abbinato il funzionamento di un elicottero, che
avrebbe permesso al principale velivolo a razzo di librarsi sulla terra. Le
stessi fasi di decollo e atterraggio sarebbero individuabili nei cambiamenti di
colore del mezzo stesso dovuti all'effetto della velocità del vento e della
velocità di evoluzione del mezzo stesso. Lo stesso Ezechiele avrebbe descritto
il carrello di atterraggio con una terminologia a lui più usuale, appartenendo
ad una società pastorale, identificandolo come piede di vitello, mentre altre
parti dell’astronave avrebbero avuto forma di leone , toro ed aquila nelle sue
descrizioni.
Potrebbero
sembrare descrizioni stravaganti, ma , l’autore vuole ripeterlo, vanno
considerate in simbiosi con le conoscenze culturali ed i periodi storici in cui
vissero gli osservatori.
Continuando
a leggere la Bibbia, ci troviamo dinanzi ad un altro resoconto curioso,
riguardante la morte d’ Elia, un altro profeta.
Elia
viene avvertito per tempo della sua “morte” e gli viene ingiunto dal Signore
Dio, di recarsi a Beth-El (“la casa del Signore”), dove sarebbe non morto
sulla terra, ma bensì assurto al cielo. Infatti, alcuni suoi conoscenti, saputo
il fatto, chiedono spiegazioni ad un allievo di Elia su tale notizia e se fosse
veritiera, ed egli, senza scomporsi minimamente, risponde che “oggi il Signore
porterà Elia in cielo”. Sarebbe tutto tranquillamente identificabile con la
tesi teologica che vuole la morte come un semplice passaggio dalla vita
corporale fisica ad un’ascesa in cielo spirituale della sola anima, se il modo
con cui Elia ascese al cielo non somigliasse troppo, in alcuni versi, alla
visione di Ezechiele:
“Apparve
un carro di fuoco, e cavalli di fuoco, ed Elia salì al cielo portato da un
turbine di vento..”
Gli
stessi Angeli ( chiamati nell’Antico Testamento Malachim) che apparvero ad
Abramo e gli preannunciarono la distruzione di Sodoma e Gomorra, arrivarono dal
cielo, apparendo improvvisamente.
Ma
quanto erano incorporei (come vuole la tradizione religiosa che li vede sotto
una luce prettamente spirituale) e quanto umani? Di certo Abramo, e poi Lot che
li ospitò a Sodoma, offrirono loro di fermarsi a rifocillarsi di cibo e a
riposarsi, dormendo e lavandosi i piedi, facendo intendere che si trattasse di
qualcosa di più di due esseri puramente spirituali.
Abramo
li esorta a :
“Non
passate sopra il vostro servo senza fermarvi”
La
parola sopra implica che , piuttosto di essere di matrice spirituale e capaci di
apparizioni improvvise (tipo fantasmi), questi due esseri fossero reali e capaci
di muoversi fisicamente nel cielo! Anche Lot riconobbe questi angeli da lontano
e li invitò a rifocillarsi: ma come poté distinguerli da lontano, rispetto
alle altre persone? E come poté il popolo di Sodoma venire a sapere del loro
arrivo a casa di Lot, differenziandolo, quindi, dall’arrivo di persone
qualunque? E che armi usarono contro la gente che tentò di entrare nella casa
di Lot , allo scopo di vederli, tanto da rendere, chiunque osasse di entrare,
cieco?
Ancora
più curioso è il riferimento ad un’antica razza, i Nefilim, presenti nel
libro della Genesi, che paiono letteralmente discendere dal cielo e dare vita a
una nuova progenie. Questo passo, fra i più sconcertanti per gli stessi teologi
e studiosi delle Sacre Scritture, così recita:
“..I
figli degli dei, videro le figlie dell’uomo e le trovarono belle, e presero
per mogli quelle che piacquero loro più di ogni altra..I Nefilim erano sulla
terra,in quei giorni e anche dopo, quando i figli degli dei erano insieme alle
figlie di Adamo, e concepivano figli con esse..Essi erano i potenti
dell’eternità..il popolo del nome..”
Sembrerebbe
curioso che, in un testo a carattere prettamente monoteistico, si faccia
riferimento, in queste righe, alla presenza di più dèi (“i figli degli dèi”,
e non come dovrebbe essere “i figli di Dio”). Chi erano dunque questi dèi?
E chi erano i loro figli?
Potremmo
associare i Nefilim a queste antichi dèi e i loro figli ad antichi esperimenti
di biogenetica?
La
parola Nefilim, tradotta in sumerico ( e ricordiamo che la Bibbia ha sicuramente
in sé influenze sumeriche, data l’assoluta analogia fra i vari racconti con
miti sumeri), significa “coloro che sono stati gettati sulla terra”!
L’ipotesi
che questi versi biblici menzionati ( e ve ne sono molti altri) si riferiscano a
visite aliene sul nostro pianeta (se non addirittura alla creazione umana),dà
modo di pensare che la fenomenologia ufologia fosse osservabile anche nei tempi
remoti. E, di fatto, così parrebbe, se prendiamo in esame questi altri casi,
scelti fra i tanti per apparire i più eclatanti.
Uno
dei più famosi e presunti avvistamenti di UFO è descritto in un papiro
egiziano, catalogato nel Museo Egizio del Vaticano, dal nome di papiro Tulli (
dal nome dello studioso che lo tradusse).
E’
un estratto degli annali di Thutmosi III, un faraone egizio della XVIII
dinastia. Tale descrizione è data dal cronista con molto distacco ma anche con
grande capacità descrittiva realistica. Eccone alcuni brani:
“
Nell’anno 22, nel terzo mese dell’inverno,nella sesta ora del giorno, gli
scribi della Casa della Vita notarono che un circolo di fuoco stava arrivando
dal cielo: il suo corpo era lungo una pertica e largo una pertica; essi si
distesero a bocconi e andarono dal Faraone a riferire. Il Faraone stava
meditando su quanto accadeva, su quelle cose che erano diventati più frequenti
di prima nel cielo, scintillavano più licenti del sole e brillavano ai limiti
dei quattro sostegni del cielo…i soldati del
faraone stettero ad osservare con lui sino a sera, quando salirono più
in cielo, verso il sud..il Faraone fece bruciare incenso per ristabilire la pace
nel paese e ordinò che quanto accaduto fosse scritto negli annali della Casa
della Vita, poiché fosse sempre ricordato……”
La
stessa ammissione, in questi annali, che il Faraone stesse meditando su questi
fatti divenuti più numerosi, fa pensare che già in altri tempi fossero note
tali apparizioni, e che in quel periodo vi fù un incremento sostanziale. La
capacità di questi “circoli di fuoco” di spostarsi nelle varie direzioni può
far crollare la tesi che si trattassero di comete o sciami meteoritici. Cosa
erano allora?
Bisogna
chiarire che il professor Tulli (ora defunto) poté solo trascrivere questo
documento, in un suo viaggio a Il Cairo, dall’originale, in possesso di un
antiquario di nome Tano. Tale trascrizione sarebbe assolutamente veritiera in
quanto vergata anche dall’allora direttore del Museo Egizio del Cairo, Etienne
Drioton ( stiamo parlando del 1934).
Una
scena che potrebbe essere spiegata con l’apparizione di tre oggetti
discoidali, rotondi, in fila indiana e con svastiche riportate all’interno,
posizionato sopra un’imbarcazione e i suoi passeggeri, sarebbe riportato nel
Libro dei Morti.
Immagine:
una sezione del papiro Tulli.

Nel
329 a.C. Alessandro Magno e il suo esercito, mentre attraversava il fiume
Jaxartes, verso l’India, assistettero a quella che definirono, vista la loro
indole militaresca, un’ incursione di “ grandi scudi d’argento
scintillante”, mentre Aristotele, di indole più mite, li aveva definiti come
“dischi celesti”, riferendosi ai dischi lanciati dagli atleti.
Plinio,
nel suo volume Storia Naturale (100 a.C.), scrisse:
“
durante il consolato di Lucio Valerio e di Gaio Valerio, uno scudo ardente, che
emanava scintille, attraversò il cielo, da est
e da ovest.”
Lo
scrittore romano Julius Obssquens, nella sua opera Il Libro dei Prodigi,
descrive il passaggio di oggetti celesti, avvenuto il 2 agosto 216
a.C., durante la battaglia di Canne, dove l’esercito romano fu
sconfitto da Annibale.
“
…nel cielo furono visti oggetti rotondi a forma di nave. Questo durò tutta la
notte e a bordo di tali oggetti si videro uomini vestiti di bianco, come
sacerdoti intorno ad un’ara…durante il terzo consolato di Mario furono
realmente viste dagli abitanti di Todi e Amena armi celesti che si scontravano
in cielo, dall’alba al tramonto e provenivano da Occidente. Fu visto lo stesso
cielo ardere e, assolutamente straordinario, le nuvole afferrate da una maggior
violenza di fuoco”
Alla
vigilia della battaglia che lo avrebbe visto trionfare sul pagano Messenzio,
Costantino il Grande vide una “ croce di luce, sovrapposta al disco
solare”.Cambierà il corso della storia, questa visione, e darà sviluppo
all’affermazione del Cristianesimo. Potrebbe essere stato un UFO?
Lo
stesso Attila, terribile re degli Unni , nel 452 d.C., interruppe la sua marcia
verso Roma quando in visione vide Papa Leone I avvolto da tuoni e lampi..
Dalla
cronaca anglosassone dell’anno 793 d.C.:
“
In quest’anno, terribili portenti apparvero sulla Northumbria, che
spaventarono terribilmente i suoi abitanti: erano questi lampi eccezionali e
draghi di fuoco, che volavano per aria”
Nel
780 d.C., Rachis, duca longobardo, vide discendere dal cielo un globo luminoso
che si fermò sulla cima di un alto abete.
Gli
Hawaiani descrivono gli oggetti volanti che hanno continuato a vedere per secoli
col nome di akuatele, ossia spiriti volanti.
E
potremmo continuare con molti altri esempi se, giustamente, al lettore ,che
ci segue in questa disanima, non sorgesse, spontanea, una domanda: come
collegare questi presunti resoconti di avvistamento UFO agli argomenti trattati
precedentemente?
In
effetti, sembra di essere usciti fuori tema, dal nostro discorso iniziale che
cercava di fondere i vari miti e misteri del mondo antico in un unico,
fantastico, scenario nuovo della nostra storia.
Così
sarebbe se…..


Immagine:
statuette risalenti al 4° millennio a.C., trovate in Iraq. Rappresentano
umanoidi dal corpo umano e testa rettiloide. Possibili extraterrestri?
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