ACAM
ANGELI
IN ASTRONAVE
di Massimiliano Mattei
Che il
fenomeno UFO sia una realtà è ormai un dato di fatto, nonostante il pensiero,
o il non-pensiero, delle nostre menti illustri e di quei mass-media che non
fanno altro che rendere il tutto ancora più aleatorio, evitando approfondimenti
seri. D'altra parte se non lo fanno i nostri luminari perchè dovrebbero farlo i
nostri giullari.
Che sia un dato di fatto è decretato dalle innumerevoli testimonianze storiche,
anacronismi archeologici e non ultimo dalle attuali evidenze fotografiche,
filmate e le miriadi di testimonianze personali e collettive.
Detto questo, diventa interessante cercare di capire cosa si cela dietro a
questo fenomeno millenario e con quali finalità.
A questa risposta, ognuno da una sua personale interpretazione, che deriva dal
proprio bagaglio culturale-ideologico, dalle proprie abitudini, dalla propria
fantasia e spesso purtroppo dalle proprie chiusure e schemi mentali.
Diventa allora difficile districarsi nella ragnatela di correlazioni intuìte,
siano esse esoteriche o archeo-storiche, supposizioni, civiltà pre-preistoriche
ultra evolute, alieni con smania di mutilare mucche e inseminare donne, ometti
verdi con l'hobby della clonazione, cospirazioni internazionali e accordi super
segreti tra governi e marziani, triangolo delle Bermuda, Atlantide, Incas
volanti e quant'altro.
Tutti i testi storici dell'antichità, ci danno lo spunto per qualunque tipo di
illazione. Lì ognuno può trarre le sue conclusioni personali correlando fatti
antichi e presenti a ritrovamenti archeologici e conoscenze scientifiche
attuali.
C'è però un testo storico in particolare, che non si presta a nessuna
interpretazione soggettiva, dove sia l'identità, sia gli scopi, sia
l'intervento diretto nella nostra soria di queste realtà diventa palese.
Questo è veramente sconcertante, non solo perchè finalmente tutto diventa
estremamente semplice e chiaro e molti nodi vengono ricondotti al pettine, ma
ancora di più perchè ci pone indiscutibilmente difronte alla nostra coscienza,
senza possibilità di fuga.
E' ovvio quindi che non per tutti è facile metabolizzare questo. Ma ciò
nonostante, la verità rimane scritta lì, nel Vecchio e Nuovo Testamento e,
credenti o no, non si può far a meno di restare basiti difronte alle evidenze
di un testo che per tutti rimane comunque testo storico.
Riporto semplicemente alcuni dei brani più eclatanti presi direttamente dalla
Bibbia di Gerusalemme (ed. EDB con l'imprimatur della chiesa cattolica)
ESODO
Il Signore marciava alla loro testa di giorno con una colonna di nube, per
guidarli sulla via da percorrere, e di notte con una colonna di fuoco per far
loro luce, così che potessero viaggiare giorno e notte.
Di giorno la colonna di nube non si ritirava mai dalla vista del popolo, né la
colonna di fuoco durante la notte.
L'angelo di Dio, che precedeva l'accampamento d'Israele, cambiò posto e passò
indietro. Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò indietro.
Venne così a trovarsi tra l'accampamento degli Egiziani e quello d'Israele. Ora
la nube era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte; così
gli uni non poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte.
Ma alla veglia del mattino il Signore dalla colonna di fuoco e di nube gettò
uno sguardo sul campo degli Egiziani e lo mise in rotta. Frenò le ruote dei
loro carri, così che a stento riuscivano a spingerle. Allora gli Egiziani
dissero: «Fuggiamo di fronte a Israele, perché il Signore combatte per loro
contro gli Egiziani!».
Ora mentre Aronne parlava a tutta la comunità degli Israeliti, essi si
voltarono verso il deserto: ed ecco la Gloria del Signore apparve nella nube.
Il Signore disse a Mosè: «Ecco, io sto per venire verso di te in una densa
nube, perché il popolo senta quando io parlerò con te e credano sempre anche a
te».
Il popolo si tenne dunque lontano, mentre Mosè avanzò verso la nube oscura,
nella quale era Dio.
Mosè salì dunque sul monte e la nube coprì il monte.
La Gloria del Signore venne a dimorare sul monte Sinai e la nube lo coprì per
sei giorni. Al settimo giorno il Signore chiamò Mosè dalla nube.
La Gloria del Signore appariva agli occhi degli Israeliti come fuoco divorante
sulla cima della montagna. Mosè entrò dunque in mezzo alla nube e salì sul
monte. Mosè rimase sul monte quaranta giorni e quaranta notti.
Quando Mosè entrava nella tenda,scendeva la colonna di nube e restava
all'ingresso della tenda. Allora il Signore parlava con Mosè.
Tutto il popolo vedeva la colonna di nube, che stava all'ingresso della tenda e
tutti si alzavano e si prostravano ciascuno all'ingresso della propria tenda.
[b]Così il Signore parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla con un
altro.
Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il
nome del Signore.
Allora la nube coprì la tenda del convegno e la Gloria del Signore riempì la
Dimora.
Mosè non potè entrare nella tenda del convegno, perché la nube dimorava su di
essa e la Gloria del Signore riempiva la Dimora.
Ad ogni tappa, quando la nube s'innalzava e lasciava la Dimora, gli Israeliti
levavano l'accampamento. Se la nube non si innalzava, essi non partivano, finché
non si fosse innalzata. Perché la nube del Signore durante il giorno rimaneva
sulla Dimora e durante la notte vi era in essa un fuoco, visibile a tutta la
casa d'Israele, per tutto il tempo del loro viaggio.
NUMERI
Nel giorno in cui la Dimora fu eretta, la nube coprì la Dimora, ossia la tenda
della testimonianza; alla sera essa aveva sulla Dimora l'aspetto di un fuoco che
durava fino alla mattina. Così avveniva sempre: la nube copriva la Dimora e di
notte aveva l'aspetto del fuoco. Tutte le volte che la nube si alzava sopra la
tenda, gli Israeliti si mettevano in cammino; dove la nuvola si fermava, in quel
luogo gli Israeliti si accampavano. Gli Israeliti si mettevano in cammino per
ordine del Signore e per ordine del Signore si accampavano; rimanevano accampati
finché la nube restava sulla Dimora. Quando la nube rimaneva per molti giorni
sulla Dimora, gli Israeliti osservavano la prescrizione del Signore e non
partivano. Se la nube rimaneva pochi giorni sulla Dimora, per ordine del Signore
rimanevano accampati e per ordine del Signore levavano il campo. Se la nube si
fermava dalla sera alla mattina e si alzava la mattina, subito riprendevano il
cammino; o se
dopo un giorno e una notte la nube si alzava, allora riprendevano il cammino. Se
la nube rimaneva ferma sulla Dimora due giorni o un mese o un anno, gli
Israeliti rimanevano accampati e non partivano: ma quando si alzava, levavano il
campo. Per ordine del Signore si accampavano e per ordine del Signore levavano
il campo; osservavano le prescrizioni del Signore, secondo l'ordine dato dal
Signore per mezzo di Mosè.
Il secondo anno, il secondo mese, il venti del mese, la nube si alzò sopra la
Dimora della testimonianza. Gli Israeliti partirono dal deserto del Sinai
secondo il
loro ordine di marcia; la nube si fermò nel deserto di Paran.
Così partirono dal monte del Signore e fecero tre giornate di cammino; l'arca
dell'alleanza del Signore li precedeva durante le tre giornate di cammino, per
cercare loro un luogo di sosta. La nube del Signore era sopra di loro durante il
giorno da quando erano partiti.
Il Signore allora scese in una colonna di nube, si fermò all'ingresso della
tenda e chiamò Aronne e Maria.
Mosè disse al Signore: «Ma gli Egiziani hanno saputo che tu hai fatto uscire
questo popolo con la tua potenza e lo hanno detto agli abitanti di questo paese.
Essi hanno udito che tu, Signore, sei in mezzo a questo popolo, e ti mostri loro
faccia a faccia, che la tua nube si ferma sopra di loro e che cammini davanti a
loro di giorno in una colonna di nube e di notte in una colonna di fuoco.
SAMUELE
Egli piegò i cieli e discese; una nube oscura era sotto i suoi piedi.
Cavalcò un cherubino e volò; si librò sulle ali del vento.
Si avvolse di tenebra tutto intorno; acque scure e dense nubi erano la sua
tenda.
Per lo splendore che lo precedeva arsero carboni infuocati.
Il Signore tuonò nei cieli, l'Altissimo emise la sua voce.
Scagliò frecce e li disperse;vibrò folgori e li mise in fuga.
I RE
Appena i sacerdoti furono usciti dal santuario, la nuvola riempì il tempio e i
sacerdoti non poterono rimanervi per compiere il servizio a causa della nube,
perché la gloria del Signore riempiva il tempio. Allora Salomone disse:
«Il Signore ha deciso di abitare sulla nube.
Io ti ho costruito una casa potente, un luogo per la tua dimora perenne».
CRONACHE
Allora il tempio si riempì di una nube, cioè della gloria del Signore. I
sacerdoti non riuscivano a rimanervi per il loro servizio a causa della nube,
perché la gloria del Signore aveva riempito il tempio di Dio.
NEEMIA
Li hai guidati di giorno con una colonna di nube e di notte con una colonna di
fuoco, per rischiarare loro la strada su cui camminare.
La colonna di nube che stava su di loro non ha cessato di guidarli durante il
giorno per il loro cammino e la colonna di fuoco non ha cessato di rischiarar
loro la strada su cui camminavano di notte.
MACCABEI
Allora il Signore mostrerà queste cose e si rivelerà la gloria del Signore e
la nube, come appariva sopra Mosè, e come avvenne quando Salomone chiese che il
luogo fosse solennemente santificato.
GIOBBE
Copre la vista del suo trono stendendovi sopra la sua nube.
Conosci tu come la nube si libri in aria, i prodigi di colui che tutto sa?
SALMI
Li guidò con una nube di giorno e tutta la notte con un bagliore di fuoco.
Hai gridato a me nell'angoscia e io ti ho liberato, avvolto nella nube ti ho
dato risposta,
ti ho messo alla prova alle acque di Meriba.
SAPIENZA
Si vide la nube coprire d'ombra l'accampamento, terra asciutta apparire dove
prima c'era acqua, una strada libera aprirsi nel Mar Rosso e una verdeggiante
pianura in luogo dei flutti violenti; per essa passò tutto il tuo popolo,
i protetti della tua mano, spettatori di prodigi stupendi.
ISAIA
Ecco, il Signore cavalca una nube leggera ed entra in Egitto.
Crollano gli idoli d'Egitto davanti a lui e agli Egiziani vien meno il cuore nel
petto.
Allora verrà il Signore su ogni punto del monte Sion e su tutte le sue
assemblee come una nube e come fumo di giorno, come bagliore di fuoco e fiamma
di notte, perché sopra ogni cosa la gloria del Signore sarà come baldacchino.
EZECHIELE
Io guardavo ed ecco un uragano avanzare dal settentrione, una grande nube e un
turbinìo di fuoco, che splendeva tutto intorno, e in mezzo si scorgeva come un
balenare di elettro incandescente. Al centro apparve la figura di quattro esseri
animati, dei quali questo era l'aspetto: avevano sembianza umana e avevano
ciascuno quattro facce e quattro ali. Le loro gambe erano diritte e gli zoccoli
dei loro piedi erano come gli zoccoli dei piedi d'un vitello, splendenti come
lucido bronzo. Sotto le ali, ai quattro lati, avevano mani d'uomo; tutti e
quattro avevano le medesime sembianze e le proprie ali, e queste ali erano unite
l'una all'altra.
Mentre avanzavano, non si volgevano indietro, ma ciascuno andava diritto avanti
a sé.
Quanto alle loro fattezze, ognuno dei quattro aveva fattezze d'uomo; poi
fattezze di leone a destra, fattezze di toro a sinistra e, ognuno dei quattro,
fattezze d'aquila. Le loro ali erano spiegate verso l'alto; ciascuno aveva due
ali che si toccavano e due che coprivano il corpo. Ciascuno si muoveva davanti a
sé; andavano là dove lo spirito li dirigeva e, muovendosi, non si voltavano
indietro.
Tra quegli esseri si vedevano come carboni ardenti simili a torce che si
muovevano in mezzo a loro. Il fuoco risplendeva e dal fuoco si sprigionavano
bagliori.
Gli esseri andavano e venivano come un baleno. Io guardavo quegli esseri ed ecco
sul terreno una ruota al loro fianco, di tutti e quattro.
Le ruote avevano l'aspetto e la struttura come di topazio e tutt'e quattro la
medesima forma, il loro aspetto e la loro struttura era come di ruota in mezzo a
un'altra ruota. Potevano muoversi in quattro direzioni, senza aver bisogno di
voltare nel muoversi. La loro circonferenza era assai grande e i cerchi di
tutt'e quattro erano pieni di occhi tutt'intorno. Quando quegli esseri viventi
si muovevano, anche le ruote si muovevano accanto a loro e, quando gli esseri si
alzavano da terra, anche le ruote si alzavano. Dovunque lo spirito le avesse
spinte, le ruote andavano e ugualmente si alzavano, perché lo spirito
dell'essere vivente era nelle ruote. Quando essi si muovevano, esse si
muovevano; quando essi si fermavano, esse si fermavano e, quando essi si
alzavano da terra, anche le ruote ugualmente si alzavano, perché lo spirito dell'essere vivente era nelle ruote.
Al di sopra delle teste degli esseri viventi vi era una specie di firmamento,
simile ad un cristallo splendente, disteso sopra le loro teste, e sotto il
firmamento vi erano le loro ali distese, l'una di contro all'altra; ciascuno ne
aveva due che gli coprivano il corpo.Quando essi si muovevano, io udivo il rombo
delle ali, simile al rumore di grandi acque, come il tuono dell'Onnipotente,
come il fragore della tempesta, come il tumulto d'un accampamento. Quando poi si
fermavano, ripiegavano le ali. Ci fu un rumore al di sopra del firmamento che
era sulle loro teste.
Sopra il firmamento che era sulle loro teste apparve come una pietra di zaffiro
in forma di trono e su questa specie di trono, in alto, una figura dalle
sembianze umane. Da ciò che sembrava essere dai fianchi in su, mi apparve
splendido come l'elettro e da ciò che sembrava dai fianchi in giù, mi apparve
come di fuoco.
Era circondato da uno splendore il cui aspetto era simile a quello
dell'arcobaleno nelle nubi in un giorno di pioggia. Tale mi apparve l'aspetto
della gloria del Signore. Quando la vidi, caddi con la faccia a terra e udii la
voce di uno che parlava.
La gloria del Dio di Israele, dal cherubino sul quale si posava si alzò verso
la soglia del tempio e chiamò l'uomo vestito di lino che aveva al fianco la
borsa da scriba.
Io guardavo ed ecco sul firmamento che stava sopra il capo dei cherubini vidi
come una pietra di zaffìro e al di sopra appariva qualcosa che aveva la forma
di un trono. Disse all'uomo vestito di lino: «Và fra le ruote che sono sotto
il cherubino e riempi il cavo delle mani dei carboni accesi che sono fra i
cherubini e spargili sulla città». Egli vi andò mentre io lo seguivo con lo
sguardo.
Ora i cherubini erano fermi a destra del tempio, quando l'uomo vi andò, e una
nube riempiva il cortile interno. La gloria del Signore si alzò sopra il
cherubino verso la soglia del tempio e il tempio fu riempito dalla nube e il
cortile fu pieno dello splendore della gloria del Signore. Il fragore delle ali
dei cherubini giungeva fino al cortile esterno, come la voce di Dio onnipotente
quando parla.
Io stavo guardando: i cherubini avevano sotto le ali la forma di una mano
d'uomo. Guardai ancora ed ecco che al fianco dei cherubini vi erano quattro
ruote, una ruota al fianco di ciascun cherubino. Quelle ruote avevano l'aspetto
del topazio.[b] Sembrava che tutte e quattro fossero di una medesima forma, come
se una ruota fosse in mezzo all'altra. [/b]Muovendosi, potevano andare nelle
quattro direzioni senza voltarsi, perché si muovevano verso il lato dove era
rivolta la testa, senza voltarsi durante il movimento.
Tutto il loro corpo, il dorso, le mani, le ali e le ruote erano pieni di occhi
tutt'intorno; ognuno dei quattro aveva la propria ruota. Io sentii che le ruote
venivano chiamate «Turbine». Ogni cherubino aveva quattro sembianze: la prima
quella di cherubino, la seconda quella di uomo, la terza quella di leone e la
quarta quella di aquila. I cherubini si alzarono in alto: essi erano quegli
esseri viventi che avevo visti al canale Chebàr. Quando i cherubini si
muovevano, anche le ruote avanzavano al loro fianco: quando i cherubini
spiegavano le ali per sollevarsi da terra, le ruote non si allontanavano dal
loro fianco; quando si fermavano, anche le ruote si fermavano; quando si
alzavano, anche le ruote si alzavano con loro perché lo spirito di quegli
esseri era in loro.
La gloria del Signore uscì dalla soglia del tempio e si fermò sui cherubini. I
cherubini spiegarono le ali e si sollevarono da terra sotto i miei occhi; anche
le ruote si alzarono con loro e si fermarono all'ingresso della porta orientale
del tempio, mentre la gloria del Dio d'Israele era in alto su di loro. Erano i
medesimi esseri che io avevo visti sotto il Dio d'Israele lungo il canale Chebàr
e riconobbi che erano cherubini. Ciascuno aveva quattro aspetti e ciascuno
quattro ali e qualcosa simile a mani d'uomo sotto le ali. Il loro sembiante era
il medesimo che avevo visto lungo il canale Chebàr. Ciascuno di loro procedeva
di fronte a sé.
VANGELO di MARCO
Dopo sei giorni, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò
sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a
loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla
terra potrebbe renderle così bianche.
E apparve loro Elia con Mosè e discorrevano con Gesù.
Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi
stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!». Non
sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento. Poi si
formò una nube che li avvolse nell'ombra e uscì una voce dalla nube: «Questi
è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!». E subito guardandosi attorno, non
videro più nessuno, se non Gesù solo con loro.
VANGELO di LUCA
Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all'entrare in quella nube,
ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio
mio, l'eletto; ascoltatelo». Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi
tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.
ATTI DEGLI APOSTOLI
Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al
loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n'andava,
ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di
Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra
voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete
visto andare in cielo».
APOCALISSE
Ecco, viene sulle nubi e ognuno lo vedrà; anche quelli che lo trafissero e
tutte le nazioni della terra si batteranno per lui il petto.
Allora udirono un grido possente dal cielo: «Salite quassù» e salirono al
cielo in una nube sotto gli sguardi dei loro nemici
A questo punto la rivelazione è abbastanza shockante, quanto però poco
interpretabile soggettivamente. Il fatto di essere improvvisamente messi
difronte ad una realtà così totalizzante, cioè l'esistenza di Dio e il suo
intervento concreto nella storia umana, attraverso forme e mezzi a noi
comprensibili, potrebbe trovare la nostra coscienza impreparata e far si che
metabolizzare questa verità richieda del tempo, ma rileggendo quanto scritto
sopra e molto altro che io ho tralasciato dalla Bibbia, perchè ripetitivo,
quello che è lasciato alla libera interpretazione è veramente poco.
Il perchè Dio e i suoi messageri si manifestino attraverso queste forme
millenarie è Lui stesso a spiegarcelo:
Il Signore disse a Mosè: «Ecco, io sto per venire verso di te in una densa
nube, perché il popolo senta quando io parlerò con te e credano sempre anche a
te».
Nonostante il nostro orgoglio sconfinato abbia fatto in modo che questa
manifestazione fosse sempre meno diretta (all'epoca vedere un UFO significava
prostrarsi a terra e invocare il Signore, oggi tutto al più penseremmo
all'aspetto tecnologico...) ciò non toglio che questo intervento, anche se in
forma più sottile sia continuato nel tempo fino ai nostri giorni, dandoci anche
la possibilità di negare l'evidenza.
Basti pensare che nella maggior parte dei fenomeni di apparizioni mariane, a
partire da Fatima, queste forme che noi oggi chiamiamo dischi volanti, sono
sempre presenti:
1987 Crosia (Provincia di Cosenza)
Appare la Vergine Maria a due giovani, un ragazzo e una ragazza e comunica ai
veggenti di dire a tutti di uscire dalla Chiesa perché la Madonna avrebbe
mostrato a tutti un segno, così che potessero credere. Il segno fu fotografato
e filmato, era un corpo volante molto luminoso (era notte) che svolazzava a
destra e a sinistra da un monte all’altro per vari minutialla presenza di
diverse centinaia di testimoni, fino a portarsi anche a distanza ravvicinata dai
presenti. Il fenomeno era quindi stato preannunciato dai due veggenti, che hanno
poi riconosciuto nell’oggetto “La stella della Madonna”, cioè quella
forma luminosa che a loro si presenta durante gli stati di veggenza e che per
dirla con parole loro “…quando si apre, dentro c’è la Beata Vergine”.
L’ogetto presenta una stupefacente somiglianza con un altro ogetto fotografato
nel 1947 da Kenneth Arnlod e 15 giorni dopo di lui in Arizona, lo stesso ogetto
fotografato da William A. Rhodes. La forma è quella di un disco volante, fu
infatti proprio dalla foto e dall’avvistamento di Kenneth che venne coniato il
termine “Dischi volanti”.
15 Settembre 1981 sulla collina del Krizevak
si vede una luce a forma di imbuto rovesciato, e dentro quella luce, la Beata
Vergine con le braccia aperte.
22 Ottobre 1981 a Medjugore
Centinaia di persone assistono alla scomparsa della monumentale croce posta
sulla sommità del monte. Al suo posto, uno strano lucore che viene descritto
come non reale da alcuni testimoni, poi al posto della croce appare non ben
distinta la silhoutte della Madonna. Il fenomeno dura 40 minuti. La narrazione
di come termina il fenomeno per bocca di uno dei testimoni: “Prima si levò
una nuvola, dove abitualmente si trova la croce: la nube era chiara e
trasparente. Era divisa in due, a forma di ventaglio. Poi un’altra nube densa
e scura, scese come una tenda pesante ai lati della croce. Infine riapparve la
croce nel suo aspetto abituale”.
Fatima 1917
Estratto del racconto del Reverendissimo Vicario di Leiria “…Alzo gli occhi
e con grande sorpresa vedo un globo luminoso che si muove verso occidente,
spostandosi lento e maestoso verso lo spazio…di repente però scompare ai
nostri occhi….I pastorelli in una celeste visione, avevano contemplato la
Madre di Dio in persona; a noi era stato concesso di vedere “il veicolo”,
per così dire, che l’aveva trasportata dal cielo…”
I contattisti di oggi che ripropongono fedelmente o in parte questo tipo di
messaggio sono tantissimi, solo in Italia ne abbiamo almeno 3 (G.Dibitonto,
G.Bongiovanni, U.Sartorio) ma lo stesso messaggio viene riproposto da questi
esseri celestiali in tutto il mondo a ciascuno secondo la propria cultura (G.Adamski
in America, poi in Brasile, in Messico, ecc.)
Cosa fanno i nostri ministri del culto, i nostri sacerdoti? Stanno forse
accingendosi a confessare di averci raccontato delle frottole per tutto questo
tempo? O si decideranno ad ammettere che tutto ormai si è avverato, che tutto
quello che ci hanno insegnato è verità e che anche oggi possiamo vedere queste
realtà manisfestarsi? Stando così, tutti le testimonianze odierne e non,
offriranno alle nostre dottrine religiose e alle testimonianze bibliche il
supporto delle prove. Se dobbiamo accettare come verità la Bibbia e gli
insegnamenti del clero, è giunto ormai il momento di provare che lo sono.
Ora possiamo anche continuare a buttarci a capofitto nel fenomeno ufologico,
accontantonando per un attimo quanto appreso finora e spostando il centro dell'attezione
dalla coscienza alla conoscienza, ma questo altro non è che un modo per
rallentare il processo di metabolizzazione di questa verità. A volte quella di
voler approfondire maggiormente il fenomeno, allargare gli orizzonti, ricercare
anche altre verità che sicuramente ci sono, come quella di civiltà
tecnologiche precedenti alla nostra storia, non è che un modo per allontanarsi
dal nocciolo della questione e cioè seguire la strada che ci è stata
chiaramente indicata nei scari testi e in particolare nel Vangelo e che di
ufologico ha ben poco, se non la forma di manifestazione di tali fenomeni. Ogni
altra forma di conoscenza è solo conoscenza e tale rimane. Può anzi
addirittura diventare un pericoloso laccio, se ci impedisce di affaciarci alla
verità con un atteggiamento più interiore e slegato dal fenomeno ufologico che
diventa solo il punto di partenza.
Tra le tantissime letture a riguardo, mi sento di consigliarvene una che ho
trovato essere la più semplice, completa ed esauriente sotto ogni aspetto:
"Angeli in astronave" - Giorgio Dibitonto - Ed. Mediterranee ![]()
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