Archeologia Subacquea: Heracleion Città Egizia sommersa

di Enrico Galimberti, Direttore Acam.it

Già una ventina di anni fa, ad un Simposio di Archeologia preistorica, ricordo che si argomentò a lungo sul futuro della ricerca archeologica, che si sarebbe maggiormente concentrata sotto il livello del mare con l’ausilio delle sempre nuove tecnologie.

L’amico Graham Hancock scrisse nel 2005 un libro ben documentato a proposito delle CIVILTA’ SOMMERSE>> e come lui altri scrittori, scienziati e ricercatori.

©Franck Goddio/Hilti Foundation, photo: Christoph Gerigk
© Franck Goddio/Hilti Foundation, photo: Christoph Gerigk

Grande interesse hanno riscosso, e ancora appassionano, le ricerche condotte da Franck Goddio e il team di archeologi dello IEASM, European Institute for Underwater Acheology.

Nel 1992, lo IEASM, in collaborazione con il Consiglio Supremo Egiziano per le Antichità, intraprese un progetto di ricerca per localizzare e mappare antiche zone oggi sommerse sul lato orientale del Porto di Alessandria (Portus Magnus) e della moderna Baia di Aboukir.

Le scoperte si sono rivelate sensazionali

Le ricerche hanno mostrato che i siti del Portus Magnus di Alessandria e le città di Thonis-Heracleion e Canopo nella Baia di Aboukir, furono sconvolti da fenomeni cataclismatici di natura geologica in epoche differenti, accompagnati dall’innalzamento del livello delle acque del Mediterraneo.

Nell’VIII secolo d.C. (stando alle datazioni più recenti dei reperti analizzati), tutti i siti menzionati finirono sott’acqua: Portus Magnus, la ricca città di Canopo famosa per gli sfarzi e la città di Thonis-Heracleion, a circa 3 km più ad est.

Heracleion: dalla Leggenda alla luce

Heracleion

Chiamata Thonis in Egiziano, rimase una città dispersa nell’indefinito regno della leggenda fino a che le scoperte dello IEASM, Istituto Europeo per l’Archeologia Subacquea, non la riportarono alla luce.

“È una scoperta archeologica travolgente”, ha detto il professor Barry Cunliffe, un archeologo dell’Università di Oxford che ha partecipato agli scavi. “Reperti distesi sul fondo del mare, ricoperti e protetti dalla sabbia, sono stati stupendamente conservati per secoli”.

La città si trovava in origine su una delle isole del Delta del Nilo, ed era attraversata da una rete di canali. Possedeva diversi ancoraggi ed un grande tempio dedicato a Khonsu, che i greci identificarono poi con Eracle. In tempi successivi, il culto di Amon divenne più prominente. Era anche il luogo della celebrazione dei Misteri di Osiride, che si compiva ogni anno durante il mese di khoiak. Il dio nella sua barca cerimoniale veniva portato in processione dal tempio di Amon cittadino fino al suo santuario a Canopo. (estratto da Wikipedia)

Heracleion2Lo storico greco Erodoto (V sec. a.C.) narra di un imponente tempio che fu costruito nel punto in cui il famoso eroe Ercole mise piede per la prima volta in Egitto. Racconta inoltre di una visita di Elena e Paride prima della Guerra di Troia. Anche Strabone e Diodoro Siculo menzionarono la città.

“È una scoperta archeologica travolgente”, ha detto il professor Barry Cunliffe, un archeologo dell’Università di Oxford che ha partecipato agli scavi. “Reperti distesi sul fondo del mare, ricoperti e protetti dalla sabbia, sono stati stupendamente conservati per secoli”.

E’ stato anche possibile risolvere un dilemma che tormentava gli ambienti accademici da anni, in quanto il materiale archeologico ha rivelato che Heracleion e Thonis erano in effetti una sola e la medesima città, ma con due diversi nomi: Heracleion fu il nome per i Greci, Thonis quello per gli Egiziani.

Finora 64 antichi relitti di navi e più di 700 ancoraggi sono stati dissotterrati dal fango della baia, circondati da monete d’oro, pesi di Atene (mai ronvenuti in un sito egiziano) e stele giganti scritte in doppia lingua, egiziano e greco antico.

E la ricerca continua…

———

Il progetto e gli studi di Franck Goddio “Sunken Civilizations” saranno oggetto di nostra attenzione, e possono essere visitati nel dettaglio visitando il sito dell’Archeologo>>

Di seguito le emozionanti immagini del video documentario della scoperta! Da restare col fiato sospeso…