Arte preistorica: le impronte dell’artista sono di donna!

(c) Enrico Galimberti

Measurement protocols for hand scans (left) and hand stencils (right). (Credit: Dean Snow/Penn Stare)
Measurement protocols for hand scans (left) and hand stencils (right). (Credit: Dean Snow/Penn Stare)

Sappiamo per certo che le prime civiltà organizzate della preistoria erano di tipo matriarcale e veneravano divinità femminili. L’etimologia latina del termine “donna” deriva dal tardo latino domina con la radice dom- che indica la casa e che caratterizza quindi la donna come la “signora/padrona della casa”, ruolo molto importante ma che è stato quasi ripudiato in nome di non si sa quale distorta idea di buon progresso.

Le genti antiche di epoca preistorica avevano la tradizione di lasciare impronte di mani e piedi sulle pareti delle caverne, spesso realizzate in negativo andando a colorare le zone circostanti l’area da imprimere. Si parla di Arte preistorica o rock art.

Un ricercatore della Pennsylvania State University può ora determinare il sesso delle persone che lasciarono le loro impronte sulla roccia, e la bella scoperta è che la maggior parte di loro erano donne.

Dato che nelle caverne campeggiano spesso scene di caccia tipicamente maschili, si pensava che ad accompagnare le mani degli uomini fossero impronte di giovani e adolescenti, più piccole.

Dean Snow, professore emerito di antropologia, si interessò al lavoro di John Manning, un biologo inglese che circa 10 anni fa tentò di utilizzare la relazione di differenti misurazioni della mano  per determinare non solo il sesso, ma altri elementi quali le preferenze sessuali e l’esposizione al rischio di malattie cardiache. Snow si chiese se questo tipo di misurazione potesse essere di qualche aiuto per identificare gli autori delle impronte lasciate nelle caverne di Francia e Spagna.

Snow fu da sempre convinto che quelle mani più piccole fossero femminili e guardando attentamente le fotografie capì che i due terzi delle tracce potevano esserlo.

Sfortunatamente, molti dei fotografi che documentarono l’interno delle caverne non indicarono le misure delle mani, rendendo così difficile determinare il sesso dell’artista. Snow visitò allora alcune caverne con l’intento di effettuare misurazioni. Raccolse anche fotografie e misurazioni di persone contemporanee che avessero antenati Europei e Mediterranei, pubblicando poi i suoi risultati nella rivista American Antiquity.

Si fece così ricorso alle più moderne tecniche di misurazione per differenziare uomini e donne. Misurando dapprima le dimensioni generali della mano attraverso cinque indicatori, non era ancora possibile distinguere gli adolescenti dalle donne.

Misurando poi il rapporto tra il dito indice e l’anulare e il dito indice con il mignolo è stato possibile raggiungere una certezza: nelle caverne preistoriche la quantità di impronte dimostra che le donne preistoriche erano le artefici della maggior parte dell’arte pittorica o rock art.

Come in altri casi, la scienza applicata al passato senza timori e con una visione grandangolare dei problemi ci permette di raggiungere piccole verità che, come in questo caso, ci aiutano a guardare al passato con un sorriso, una volta tanto.