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Atlantide: percorsi di un mito
Di Franco Corsi

Al Tramonto del Periodo Aureo Greco, Atlantide venne dimenticata per oltre 20 secoli.

Nei periodi bui del Medioevo, Antillia sostituì Atlantide nell’immaginario collettivo, persino Cristoforo Colombo organizzò una spedizione, non fortunata, per trovare l’isola misteriosa.

Per le Ipotesi più recenti, la mitica Atlantide, finisce addirittura sommersa sotto i ghiacci  del Polo Sud, dovuto ad uno spostamento geologico, che fece arrivare all’estremo Sud l’Isola di Atlantide.

Spostandoci in America centrale, nella celeberrima città di Teotihuacan, sacra per gli Aztechi, che proprio ad Atlantide devono la loro esistenza, considerata direttamente discendente dalla mitica isola, infatti, gli Aztechi sarebbero le persone che si salvarono dal diluvio ed approdarono sulle coste dell’America centrale e costruirono quella che oggi chiamiamo Civiltà Azteca.

Nel 17° secolo, arrivò a Teotihuacan, un archeologo - astronomo, Don Carlos Seguentia, che,  arrivato nei pressi delle rovine, fece tante dichiarazioni, affascinanti ed inquietanti:

1) dichiarò di aver ritrovato una civiltà, discendente da una molto superiore da quelle fino ad allora scoperte, paragonabile a quella Egizia, inoltre trovò molte somiglianze tra le Piramide della piana di El Giza con quelle Americane;

2) Ipotizzava ancora che Atlantide era una sorta di terra di “Mezzo”, di “Collegamento” tra la Civiltà Azteca e quella Egizia;

3) Un’altra sua importante ed inquietante supposizione era quella collegata al Diluvio Universale che associò al terribile cataclisma che causò la scomparsa di Atlantide.

Nel 1691 a Città del Messico, ci fu una rivolta contro i nobili, vennero arsi importanti palazzi, tra cui la Biblioteca dove erano conservati degli importanti documenti che riguardavano il passato degli Aztechi, e magari qualche notizia in più sulla mitica Atlantide.

Si registra l’apice di Teotihuacan intorno al 650 d.c., tempo assolutamente non paragonabile al famigerato racconto Platonico sull’isola.

Una importante dichiarazione, resa nota molti anni dopo il ritrovamento di Don Carlos, fu che: Le Piramidi Americane furono costruite come Tombe Funebri per le famiglie nobili che regnavano all’epoca, ed avevano le stesse funzioni di quelle Africane, nonostante questo, Seguentia fu il primo archeologo ad appassionarsi a tal punto, al mito di Atlantide, che organizzò una spedizione a tale scopo.

E’ nell’Inghilterra Elisabettiana, che il mito riprende vigore, Frances Bacon, scrisse un famoso Saggio riallacciandosi al racconto di Platone, famoso è anche il celebre Dottor D, sicuro di essere a contatto con gli spiriti di Atlantide. (osserviamo che siamo in un periodo dove tutto quello che era magia, mistico, oscuro e ignoto, affascinava grandi e piccini, nobili e non)

Lo scrittore Gilverne, descrisse Atlantide come: ”Una Pompei Antica seppellita sotto le Acque” in Ventimila leghe sotto i Mari. (Libro che consiglio a tutti). Questo favoloso libro diede l’inizio ad un’ampia gamma di scrittori che  scrissero su Atlantide, ce ne furono tanti ma, in particolare, nel Minnesota, Donnelly, scrisse nel 1880 quello che ben presto diventò un Best Seller: “Atlantide: Il Mondo prima del Diluvio”, proprio 10 anni prima, un famoso archeologo scoprì le rovine di Troia seguendo alla lettera le indicazione dell’Aedo Omero, e Donnely sosteneva di poter ritrovare Atlantide seguendo le istruzioni di Platone.

In quegli anni la Marina Britannica eseguì una spedizione sottomarina, trovando delle montagne di natura vulcanica, che proprio per la loro natura, sprofondarono negli abissi dell’oceano all’epoca della Deriva dei Continenti, ma questo Donnelly non lo sapeva, e credeva ceccamente di aver trovato quelle che una volta si ergevano sulla sommità della città dimenticata da tutti.

Nel 1968 al largo della Florida si ritrovarono delle rovine, furono subito assimilate ai resti di Atlantide, tutto questo fu previsto anni prima da parte di un chiaroveggente, mai poi si scoprì che era tutta una truffa, finalizzata per frasi pubblicità.

Se guardiamo più vicino a noi, alla nostra storia classica, alla Civiltà Minoica, un’archeologo greco disse che delle isole dell’Egeo scomparvero per un Diluvio come Atlantide,…….. ma è difficilissimo dimostrare che la Civiltà Minoica e la Civiltà Atlantidea furono la stessa cosa,……. anche se scomparvero entrambe improvvisamente, la prima comunque scomparve 900 anni prima di Platone e la seconda circa 9000 anni prima, ma come Platone stesso diceva, uno zero in più serve per far passare da Storia a Leggenda qualsiasi cosa.

Possibili ubicazioni dell’Isola di Atlantide:

10) Le Isole Azzorre che, sono considerate dagli scrittori che collocano Atlantide nell’Oceano Atlantico, le cime emergenti delle montagne del Continente perduto, o degli “otto” continenti perduti, come talvolta viene definita Atlantide.

 “Una cosa certa è che, fino a quando qualcuno non scoprirà Atlantide, questa meravigliosa e misteriosa terra resterà una misura della nostra Umanità, lo specchio delle nostre Speranze e la Tomba delle nostre Paure”.

Spero di aver riportato quello che di più affascinante è stato raccontato durante la Puntata de: La Macchina del Tempo, nonostante questo mi considero, un’instancabile appassionato ricercatore della mitica Atlantide sempre in cerca di nuovi indizi, racconti, scoperte, idee ……., sperando che un giorno possa venire fuori la verità su un Continente che ha affascinato generazioni e generazioni, Scrittori, Eroi, Politici, Sovrani, persone di tutte le razze e nazionalità accomunate dal desiderio di sapere e dall’amore per la Storia. 

Articolo tratto da: “La Macchina del Tempo del 16/03/2003”

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