Bashar Al Assad

di Luciano Sampietro

La scorsa settimana ho scritto dell’Iran, ma, secondo il Veggente, un altro paese dovrebbe avere un ruolo determinante nel prossimo futuro e precisamente la Siria. Della Siria in questi tempi si parla e si scrive poco. Dopo il minaccioso avvertimento di Bush, che l’ha accusato di dare asilo al terrorismo di matrice islamica, il presidente siriano Bashar Assad ha adottato un profilo riservato e discreto, ben distante dai minacciosi proclami contenuti nel suo discorso di insediamento del 16 luglio 2000 nella carica di presidente e dalle accese parole contro Israele in occasione della visita di Giovanni Paolo II a Damasco.

La Siria, dopo la morte di Hafez Assad nel giugno 2000, ha conosciuto profondi cambiamenti: Bashar Assad, laureato in medicina e specializzato in oculistica, è, tra l’altro, un grande esperto di informatica, tanto da essere stato anche presidente della società di stato siriana che sta portando rapidamente il paese a una radicale modernizzazione in tal senso. All’interno, tuttavia, regna solo in apparenza un sistema democratico, essendo al potere ormai da oltre trent’anni il partito Baath, cioè il medesimo che aveva sostenuto in Iraq Saddam. A partire dal 1999, inoltre, Bashar aveva cominciato a preparare la successione al proprio padre, gravemente ammalato e non più lucido: molti ministri furono eliminati con processi scaturiti da una tangentopoli siriana; lo zio di Bashar Rifaat, che aspirava a succedere al fratello e aveva costituito una sorta di esercito personale, si vide costretto a emigrare rapidamente in Europa per evitare di finire sotto processo per tradimento, nel mentre nei posti chiave Bashar ha posto parenti e soprattutto correligionari alawiti, professanti una religione che, pur appartenendo all’alveo islamico, è ritenuta eretica dagli ortodossi.

Bashar, all’atto della sua elezione, aveva liberato numerosi prigionieri politici, che, a distanza di poco tempo, sono stati nuovamente arrestati e rinchiusi in carcere. Sul piano internazionale, la Siria ha ottenuto un clamoroso risultato divenendo membro del Consiglio di Sicurezza dell’O.N.U., nonostante la protesta israeliana, nel mentre numerosi sono i legami che il giovane presidente va tessendo non solo con l’Iran e gli altri paese arabi, ma con la stessa Turchia, una cui delegazione economica è stata accolta proprio di questi giorni con tutti gli onori da parte del primo ministro siriano Utri.

Bashar, per allontanare le minacciose nubi che si addensavano all’orizzonte dopo gli avvertimenti di Bush, di recente aveva manifestato l’intenzione di riprendere il negoziato con gli israeliani, salvo poi opporre il silenzio alla richiesta americana di dimostrare la propria buona volontà espellendo dal suo territorio tutte le componenti terroristiche islamiche e palestinesi.

Nostradamus, nella sua opera prevede l’avvento di un capo politico di tale carisma, da riuscire a mettere insieme tutte le forze dell’Islam e  scatenare una terribile guerra nella quale dovrebbe perfino soccombere la Chiesa Cattolica:

Quartina V,25:

  • Principe Arabo, Mars, Sol, Venus, Leone,
  • il regno della Chiesa dal mar finirà,
  • dalla Persia con quasi un milione,
  • Turchia, Egitto per serpe invaderà.

Marte, Sole e Venere si trovarono in Leone dal 2 agosto 2000, cioè nello stesso periodo in cui Bashar assurse al potere. Ma è possibile anche una seconda interpretazione collegando Leone al principe arabo, che così dunque si chiamerebbe: sotto tale profilo va detto che Assad in arabo significa proprio leone! Marte, Sole e Venere, si troveranno poi uniti nel segno della bilancia nel settembre del 2006 …

Non sottovalutiamo dunque il possibile rischio che viene dal Medio Oriente.