R.BAUVAL: Sotto il naso del Papa: il progetto eretico segreto di Piazza San Pietro

Chi c’era dietro il disegno occulto ‘eretico’ della Piazza di San Pietro in Vaticano?

© Robert G. Bauval – Traduzione autorizzata dall’autore per Acam.it dall’Inglese a cura di Elena Mauri. Vietata ogni diffusione

(Grazie a Laura Salvucci per il suo contributo alla realizzazione di questo articolo, e

anche a Vicky Metafora per la traduzione della biografia di D. Bartoli di N. Zucchi)

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Talismano_Bauval_HancockNel 1990 ho iniziato la mia ricerca per una tesi sulla Tradizione Ermetica e sulla sua influenza sui piani urbanistici che è stata pubblicata nel 2004 in un libro in collaborazione con Graham Hancock, Talismano: Le Città sacre e la Fede segreta (ed.Corbaccio). In questo libro ho ipotizzato che il disegno di Piazza San Pietro in Vaticano di Gian Lorenzo Bernini, progettata per Papa Alessandro VII, sia stato influenzato dalla ‘teoria eliocentrica’ all’epoca considerata “fuori legge”.

Nuove prove da allora sono venute alla mia attenzione, e suggeriscono fortemente che Bernini sia stato influenzato nello specifico da un astronomo che deve aver supportato la prima legge di Keplero sul moto planetario, in cui si dice che il circuito dei pianeti intorno al sole è un’ellisse (e non un cerchio). Se questo fosse corretto, le implicazioni sarebbero enormi, dato che la teoria eliocentrica fu decretata eretica dal Vaticano, e qualsiasi supporto aperto ad essa era punibile con la morte. Intenzionalmente o meno, Piazza San Pietro diventa così una bomba ad orologeria intellettuale che potrebbe esplodere nel momento in cui venisse dimostrata la verità del suo progetto eliocentrico.

RIVOLUZIONE

Gian Lorenzo Bernini nasce a Napoli nel 1598. Questo avviene cinquanta anni dopo la pubblicazione di De revolutionibus orbium coelestium (La rivoluzione delle sfere celesti), il lavoro fondamentale sulla teoria eliocentrica di Copernico.

copernico bernini(Bernini e Copernico)

La teoria eliocentrica, che postulava che fosse la Terra a girare intorno al Sole, aveva generato una polemica intellettuale enorme nella comunità scientifica e molte polemiche all’interno della Chiesa cattolica, che la considerava come blasfema ed eretica.

Giordano Bruno, statua a Campo de'Fiori
Giordano Bruno, statua a Campo de’Fiori

Infatti, appena due anni dopo la nascita del Bernini, Papa Clemente VIII ordinò l’esecuzione capitale di Giordano Bruno, che aveva apertamente predicato la veridicità della teoria eliocentrica e, peggio ancora, che la rinascita dell’antica religione egizia avrebbe sostituito il cristianesimo, un’ambizione inusuale stimolata dalla recente scoperta dei “Testi Eretici” e della loro traduzione a Firenze.

Bruno è stato bruciato vivo il 17 febbraio 1600 a Campo de ‘Fiori a Roma, un atto con il quale veniva inviato un monito raccapricciante dal Vaticano a chiunque intendesse contemplare o sostenere la teoria eliocentrica.

Ma nel 1609, a mala pena nove anni dopo la condanna a morte di Bruno, Giovanni Keplero pubblica la prima legge del moto planetario, che sostiene pienamente la teoria eliocentrica di Copernico, apportandole delle migliorie attraverso la dimostrazione che “l’orbita di ogni pianeta è un ellisse con il Sole in uno dei due fuochi “.

Pochi anni dopo, nel 1615, il portavoce del Vaticano cardinale Bellarmini dichiarò che il sistema eliocentrico non poteva essere accettato senza “una vera e propria dimostrazione fisica capace di dimostrare che il sole non orbiti intorno alla terra, ma la terra giri intorno al sole”.

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Rappresentazione schematica della prima legge del moto dei pianeti secondo Keplero

Nel 1616 Bellarmini ordinò all’astronomo Galileo Galilei di non sostenere la teoria eliocentrica. Ma nel 1623, dopo che il cardinale Maffeo Barberini, che era un amico e sostenitore di Galileo, venne eletto Papa Urbano VIII, Galileo si sentì incoraggiato ad essere più aperto nelle sue opinioni e  nel suo sostegno alla teoria.

Nel 1632, però, Galileo fece l’errore letale di pubblicare il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, che venne interpretato dal Vaticano come un attacco diretto al Papa.

Infuriato, Urbano III ordinò l’arresto di Galileo. Galileo fu processato dall’Inquisizione romana per essere “veementemente sospetto di eresia”, e fu costretto a ritrattare dopo che gli vennero mostrati gli strumenti di tortura. Galileo rimase agli arresti domiciliari per il resto della sua vita. Morì nel 1642.

BERNINI

Galileo Galilei
Galileo Galilei

Nel 1642, l’anno in cui morì Galileo, Bernini aveva 44 anni. Aveva già lavorato per il Papa per molti anni e ora era il capo architetto per il Vaticano e la Soprintendenza dei Lavori per la città di Roma. Sebbene Bernini fosse un cattolico fervente e devoto dell’Ordine dei Gesuiti, egli potrebbe aver nascosto il suo supporto per la teoria eliocentrica come, in effetti, molti degli studiosi gesuiti fecero in quei tempi difficili. In considerazione di ciò, alcuni eventi importanti della vita del Bernini richiedono un esame più attento.

  1. Lo stretto rapporto del Bernini con gli studiosi gesuiti, soprattutto Athanasius Kircher che ha collaborato con Bernini nella collocazione di vari obelischi egizi a Roma, e anche con il gesuita astronomo Nicola Zucchi che aveva effettivamente incontrato Johann Kepler alla corte del Sacro Romano Imperatore Ferdinando II, e con il matematico gesuita Paul Guldin, entrambi i quali sembrava sostenessero la teoria eliocentrica.
  2. Il Viaggio controverso del Bernini a Parigi nel 1665 sotto il patrocinio del Re Sole Luigi XIV, e l’influenza dell’ astrologo  Italiano Tommaso Campanella, autore di Civita Solis, ‘La Città del Sole’, presso la corte francese.
  3. Il disegno ellittico del Bernini di Piazza San Pietro a 1659-1667 attorno all’obelisco egizio proveniente da Eliopoli, la “città del sole” per eccellenza.

KIRCHER

Athanasius Kircher
Athanasius Kircher

Nel 1621, quando Bernini aveva 23 anni e viveva a Roma, un giovane gesuita novizio, Athanasius Kircher (1602-1680), fuggì dalla sua patria in Germania allo scoppio della guerra dei Trent’anni e la sua via lo portò a Roma.

Nel 1635 Kircher venne reclutato nel Collegio dei Gesuiti. Nel 1638, l’anno della nascita del futuro ‘Re Sole’ Luigi XIV di Francia, Kircher divenne professore di matematica presso il Collegio dei Gesuiti, ma il suo vero interesse era rivolto agli antichi geroglifici egizi incisi sulle obelischi egiziani portati a Roma dagli imperatori romani del passato.

Presto la fama di  Kircher divenne tale che gli studiosi di tutto il mondo aprirono una fitta rete di corrispondenza con lui e vennero a trovarlo a Roma. Tra i visitatori più noti vi fù il pittore francese Nicolas Poussin a cui Kircher insegnò la prospettiva. Kircher era anche un appassionato collezionista di antichità, e creò il Museo Kircheriano.

Come Giordano Bruno prima di lui, e nonostante la sua appartenenza gesuita, Kircher considerava l’antica religione egizia come la fonte non solo della religione greca e romana, ma anche di quella Ebraica, e riteneva anche che l’Egitto fosse la fonte di tutte le civiltà, e che tutte le filosofie antiche, tra cui anche la Cabbala Ebraica, derivassero dagli insegnamenti egizi contenuti nei testi ermetici.

Secondo la studiosa britannica Dame Frances Yates, Kircher era il “più notevole discendente della tradizione ermetica-cabalista” e “molto convinto che Iside e Osiride, fossero i sommi dèi d’Egitto.”

Inoltre è da notare che nel 1633 Kircher era stato invitato da Ferdinando II come matematico alla corte Hapsboug a Praga in sostituzione di Keplero , anche se l’ordine venne annullato.

Uno degli amici più cari a Kircher in Roma era Bernini, i due collaborarono a diversi progetti urbani per il Vaticano, notevole l’apposizione di un antico obelisco egiziano in Piazza della Minerva, dove una volta vi era  un tempio di Iside. Era noto anche a quel tempo, che gli obelischi egizi erano simboli del sole, e che una volta avevano servito una religione che venerava il dio sole e che Kircher vide come prova di fede eliocentrica.

La ‘Città del Sole’ e Campanella

Statua equestre di Luigi XIV raffigurato come Alessandro il Grande, di Bernini
Statua equestre di Luigi XIV raffigurato come Alessandro il Grande, di Bernini

Nel 1634 il filosofo ermetico italiano e astrologo Campanella fuggì dall’Inquisizione e andò a Parigi, dove venne bene accolto alla corte di Luigi XIII. Nel 1637 questo strano, enigmatico e ribelle monaco domenicano profetizzò la nascita di un erede per la coppia reale, Luigi XIII e Anna d’Austria (una profezia molto audace perché la coppia era senza figli dal 1614). Può ben essere stata l’ossessione di Campanella per il Sole e per le ideologie eliocentriche ( aveva conosciuto personalmente Galileo a Padova nel 1592 ed aveva poi pubblicato un ‘Apologia pro Galileo’ nel 1622) ad aver piantato il seme che germoglierà in un re sole francese nella persona di Luigi XIV, alimentata dalle sue fervide speranze di avere un monarca europeo che realizzasse la città solare utopica come predetto nel suo famoso libro La Città del Sole, pubblicato nel 1623.

Sorprendentemente, la previsione improbabile di Campanella della nascita del ‘Re Sole’ effettivamente si realizzò il 5 Settembre 1638 quando Anna d’Austria dette alla luce un bambino che, per una strana sincronicità nacque nel giorno del compleanno di Campanella (5 Settembre 1568) . Campanella morì un anno dopo a Parigi nel 1639.

Nel 1664 Luigi XIV, il ‘Re Sole’ ormai ventiseienne commissionò una serie di grandi progetti di architettura a Parigi e Versailles.

Invitò il Bernini come consigliere e testimone di questi eventi storici e, nello specifico, come sovrintendente alla progettazione della nuova facciata del Palazzo del Louvre,  la residenza dei re di Francia (e oggi museo più famoso d’Europa).

A quel tempo la reputazione di Bernini era universale,  aveva appena iniziato il lavoro che lo avrebbe immortalato come architetto: il disegno della grande piazza di fronte alla Basilica di San Pietro a Roma.

La visita del Bernini a Parigi fu un evento unico, in quanto è stata la prima e unica volta che egli avrebbe viaggiato fuori d’Italia. Come si è scoperto, il viaggio di Bernini a Parigi fu in qualche modo un fiasco.

Litigò con gli architetti francesi e finì con l’offendere Luigi XIV, che fù costretto a negargli la progettazione del nuovo Louvre.

Tuttavia il re sole pagò Bernini generosamente per la sua visita, e Bernini tornò a Roma come un uomo molto ricco.

Egli, tuttavia, lasciò in Francia due eredità artistiche sotto forma di sculture (nota:. Un busto del re sole di Bernini è oggi esposto al Museo del Louvre, e l’altro, una statua equestre di Luigi XIV.  Una copia di questa statua venne portata da Versailles al Museo del Louvre nel 1998, dove è stata collocata in perfetto allineamento con il cosiddetto Asse Storico degli Champs Elysées, che passa attraverso l’antico obelisco egiziano in Place de la Concorde e si estende ad ovest verso il tramonto in due speciali date dell’anno: 6 agosto il giorno del ‘Trasfigurazione di Cristo’ e 8 maggio la festa di ‘St. Michel du Printemps’).

E ‘stato negli anni dopo la sua visita a Parigi (da giugno a ottobre 1665), che il Bernini ha completato la progettazione della Piazza San Pietro nel 1667, dove, ora postuliamo, l’intenso simbolismo’ solare ‘che evoca la prima legge di Keplero è stato utilizzato in combinazione con l’obelisco egizio di Eliopoli, la ‘Città del Sole’, che si trovava al centro del progetto base.

ELLISSE

Progetto anatomico di piazza san Pietro
Progetto anatomico di piazza san Pietro

Sguardo su Piazza san Pietro in direzione est
Sguardo su Piazza san Pietro in direzione est

Il disegno del Bernini della piazza di fronte alla Basilica di San Pietro a Roma è enigmatico. È vero, c’era bisogno di un grande spazio organizzato per contenere le grandi folle che si radunavano per la benedizione del Papa in occasioni speciali, e Bernini fu chiamato a progettarlo. Bernini arrivò con un design efficace però insolito: propose una grande ellisse che secondo lui rappresentava le braccia che abbracciano della “Chiesa Madre”  tutti “i cattolici per confermare la loro fede, e per accogliere gli altri nella Chiesa e mostrare loro la Via”

La cosa più interessante in questo progetto tuttavia, è che l’enorme ellisse di Bernini aveva come suo centro un antico obelisco egizio che originariamente era  a Heliopolis in Egitto,  la quintessenza della “città del sole”  del mondo antico. Tutta la piazza è di circa 340 m. in larghezza, e l’ellisse ha un arco di 240m.

L’ellisse è parzialmente chiuso su entrambi i lati da un colonnato coperto di 284 colonne e 88 pilastri, e le balaustre sulle cime di ogni colonnato hanno un totale di 140 statue raffiguranti santi cattolici. Infine, alla base dello scalone che conduce alla Basilica ci sono due grandi statue di San Pietro e San Paolo che salutano i fedeli.

Il sorgere del sole al solstizio d'estate alla latitudine di Roma
Il sorgere del sole al solstizio d’estate alla latitudine di Roma

Veduta aerea di piazza San Pietro. Da notare l'allineamento ai solstizi di estate e inverno e le due fontane a destra e sinistra dell'obelisco centrale
Veduta aerea di piazza San Pietro. Da notare l’allineamento ai solstizi di estate e inverno e le due fontane a destra e sinistra dell’obelisco centrale

OBELISCO VATICANO

L’obelisco egizio che si trova al centro del disegno di Bernini ha una storia controversa. Conosciuto oggi come ‘L’Obelisco Vaticano’, si distingue per la sua altezza di più di 25 metri e pesa 320 tonnellate.

Obelisco in Vaticano
Obelisco in Vaticano

Fu scolpito da un unico blocco di granito solido. E ‘uno dei dodici obelischi egizi originali che si possono ancora vedere a Roma. L’Obelisco Vaticano è un po ‘insolito, in quanto nessuna delle sue facce presenta iscrizioni geroglifiche. Sappiamo, però, che è stato portato a Roma dall’Egitto per ordine dell’imperatore Caligola (12-41 dC). E ‘stato trasportato attraverso tutto il Mediterraneo in una nave speciale e messo in posizione nel 37dc nel Circo Vaticano, che Caligola aveva costruito per le corse dei carri. Per quanto riguarda l’antica provenienza egiziana dell’obelisco, apprendiamo dallo storico romano Plinio, un contemporaneo di Caligola, che era stato fatto per “Nuncoreus, figlio di Sesostris”. Il riferimento, ovviamente, è quello di un successore della dodicesima dinastia del faraone Sesostri I (1971-1926 aC), che è noto per aver effettuato una ristrutturazione del grande Tempio del Sole di Heliopolis.

Heliopolis, naturalmente, era il cuore dell’antica religione egiziana del sole, e aveva per gli antichi egizi lo stesso potente significato che ha oggi San Pietro per i Cristiani Cattolici.

L’obelisco è rimasto nel Circo Vaticano per i seguenti 1600 anni, proprio nel luogo dove si crede che San Pietro sia stato martirizzato nel 64 dC. Il sito è stato poi ristrutturato per diventare il centro del mondo cattolico: il Vaticano.

La basilica di San Pietro venne iniziata nel 334 dC da Costantino il Grande, ma venne completata solo nel 16 ° secolo dall’architetto e scultore Bramante, seguito da Raffaello e infine da Michelangelo.

La basilica è posizionata sopra la metà della parte superiore dell’antico Circo Vaticano di Caligola. Intanto l’obelisco di Caligola era finito vicino alla parete sud della Basilica, quasi dimenticato in un piccolo vicolo in parte coperto da rifiuti e detriti fino al 15 ° secolo. L’idea di spostarlo nella posizione d’onore di fronte alla Basilica di San Pietro venne a Papa Niccolò V (1447-1455). Il Papa ha voluto che la base dell’obelisco poggiasse su quattro statue in bronzo a grandezza naturale degli Evangelisti e che la sua punta fosse sormontata da un’enorme statua in bronzo di Gesù con una croce d’oro in mano. Ma Papa Niccolò morì prima di poter commissionare il lavoro, e il progetto è stato accantonato.

Il compito di spostare l’obelisco alla fine è passato a Papa Sisto V (1585-1590) l’ultimo dei ‘papi del Rinascimento’.

Sisto scartò le quattro figure degli Evangelisti proposti da Nicola V e li sostituì con quattro leoni intorno a un piedistallo di pietra. Sostituì anche l’idea di una statua di Gesù in equilibrio sulla punta dell’obelisco. Mantenne la sfera di bronzo (che popolarmente si ritiene contenga le ceneri di Giulio Cesare, il primo imperatore “divino” di Roma e anche “faraone” d’Egitto) e mise al suo interno frammenti della vera croce di Cristo, presumibilmente in possesso del Vaticano .

Poi ordinò che il simbolo araldico della sua famiglia, una stella su tre piccole montagne, fosse posto posto al di sopra della sfera di bronzo, e poi, sopra la stella, mise una croce d’oro.

Fu in questa forma che l’antico obelisco di Heliopolis venne finalmente innalzato nel cuore del Vaticano il 27 settembre 1588.

L’obelisco fu poi esorcizzato da un vescovo che solennemente disse:

“Io ti esorcizzo, creatura di pietra, in nome di Dio onnipotente, che tu possa diventare una pietra degna di sostenere la Santa Croce, che tu possa essere liberata da ogni traccia di impurità e vestigia di paganesimo, e da ogni assalto di impurità spirituale. “

Queste parole possono essere viste oggi scolpite in latino sul lato occidentale e orientale della base dell’obelisco. (Nota: stranamente, un obelisco sormontato da una croce in realtà rappresenta, negli antichi geroglifici egiziani la parola “An”, il nome egiziano antico per Heliopolis, ‘Città del Sole’; da notare anche la ‘croce all’interno del cerchio e di come si può paragonare alla “croce all’interno dell Ellisse” di Bernini che segna le albe e i tramonti nei solstizi).

Il nome AN in geroglifico di Heliopoli (da Wallis Budge's An Egyptian Hieroglyphic Dictionary vol. II)
Il nome AN in geroglifico di Heliopoli (da Wallis Budge’s An Egyptian Hieroglyphic Dictionary vol. II)

Bernini deve aver imparato da Kircher che il suo piano era una combinazione di ideologie dell’antico Egitto e contemporanee che evocavano la verità eliocentrica.

Inoltre sarebbe strano, vista la sua stretta amicizia con l’astronomo Nicola Zucchi, se Bernini non fosse stato consapevole del fatto che mettendo un ellisse attorno ad un simbolo solare (l’obelisco) avrebbe evocato in modo palese la prima legge dei moti planetari di Keplero.

NICOLA ZUCCHI

zucchiNicola Zucchi (1586-1670) era un fisico e un astronomo gesuita, con un interesse particolare per la scienza dell’ottica. Come professore al Collegio Romani, insegnò matematica, retorica e teologia. Zucchi venne nominato rettore del nuovo collegio Gesuita di Ravenna dal cardinale Alessandro Orsini.

Zucchi pubblicò vari libri scientifici, fra cui il suo famoso Optica philosophica nel 1652.

Nel 1632 Zucchi servì come legato Pontificio alla corte del sacro romano imperatore Ferdinando II a Praga. Lì incontrò Giovanni Keplero che, apparentemente, voleva convertire all’ordine Gesuita. Zucchi mantenne una regolare corrispondenza con Keplero anche dopo il suo rientro a Roma.

Piu tardi, quando Keplero affrontò difficoltà finanziarie, Zucchi gentilmente gli donò un telescopio ddisegnato da lui stesso. Bernini era strettamente associato con Zucchi e aveva molto rispetto e ammirazione per lui.

Dalle parole di Bernini stesso: “io ammiro e rispetto il grande dono che lui (Zucchi) possedeva di illuminare il potere della mente”

Fu Bernini che nel 1656 disegnò il frontespizio del libro di Zucchi Optica phylosophic, nello stesso anno in cui incominciò il suo lavoro di disegno della piazza San Pietro.

IPOTESI

E’ mia ferma convinzione che Zucchi, che era chiaramente coninto riguardo alla prima legge di Keplero sui movimenti planetari, possa aver a sua volta convinto Bernini.

Questo avrebbe prodotto un enorme conflitto spirituale in entrambi Zucchi e Bernini dato che da un lato non potevano negare la verità del sistema eliocentrico, mentre dall’altro erano devoti cattolici e accettavano ciecamente l’infallibilità del Papa, che rifiutava la teoria eliocentrica e la vedeva come eretica.

Affrontando questo dilemma, e ovviamente estremamente consapevoli del fatto che ogni aperto supporto alla teoria eliocentrica avrebbe messo le lro vite (o almeno la lor libertà) a repentaglio, Zucchi e Bernini possono aver segretamente complottato di incorporare uno strumento ermetico nel design di Piazza San Pietro, insistendo sull’idea del Bernini che il disegno fosse solo un simbolo di Madre Chiesa che abbraccia i fedeli, cosa che il Papa approvava pienamente.

Bernini e Zucchi in realtà stavano cercando di salvare la Chiesa dal grave errore di negare la verità della creazione?

O forse questi uomini di arte e scienza, ma anche ferventi Cattolici, stavano dando al vaticano l’opportunità, in un prossimo futuro, di affermare che questa “verità” era nota ed era stata integrata nel design della piazza, nonostante l’opposizione ufficiale dell’inquisizione?

L’EVIDENZA ASTRONOMICA DEL SIMBOLISMO SOLARE BASATO SULLA TEORIA DI KEPLERO NEL DISEGNO DELLA PIAZA DI SAN PIETRO.

Quando Bernini iniziò a lavorare sul progetto di Piazza San Pietro e il suo colonnato, la Basilica era stata già da tempo completata da Bramante e Michelangelo.

Sembra ovvio che l’asse est/ovest della Basilica era frontale intendeva seguire il sorgere del sole agli equinozi, ma se questo era voluto, l’allineamento non è esatto perchè devia di due gradi circa verso il nord (azimuth 358 gradi).

In ogni caso, quando più tardi Bernini pianificò la piazza, corresse questo errore e si assicurò che l’asse est-ovest della piazza fosse allineato precisamente verso est (azimuth 360 gradi).

Questa differenza fra gli allineamenti della basilica e della piazza possono essere visti chiaramente quando si guarda frontalmente la basilica.

Quando si sta in piedi all’obelisco guardando verso est, il limite del colonnato a destra e a sinistra dell’osservatore marca la posizione del sorgere del sole al solstizio d’estate (sinistra) e del solstizio di inverno (destra) agli azimuth di 57,5 gradi e 122,5 gradi rispettivamente ( 32,5 gradi a nord dell’est, 32,5 gradi a sud dell’est).

Il contorno della piazza è chiaramente ellittico con i due fuochi simboleggiati dalle posizioni delle fontane a est e ad ovest dell’obelisco. (nota: c’è una storia curiosa di come bernini spostò le fontane nella posizione in cui si trovano ora. Le due fontane possono sembrare identiche, ma vennero in effetti costruite a distanza di 50 anni l’una dall’altra. La prima, sula destra del colonnato, è un lavoro di Carlo Maderno del 1613. La seconda venne realizzata dal Bernini e inaugurata nel 1677. La prima fontana di Piazza San Pietro esisteva già nel 1490, ma era posta sul lato destro della piazza,  costruita con lastre decorate da figure e con due larghe vasche. Nel 1612 Papa Paolo V (Borghese), commissionò a Carlo Maderno la connessione della fontana al nuovo acquedotto proveniente dal lago di Bracciano. Quando più tardi Papa Alessandro III commissionò a Gian Lorenzo Bernini di costruire il colonnato, Bernini costruì una seconda fontana identica a quella del Maderno, e spostò la vecchia fontana in linea con l’allineamento est-ovest che passava attraverso l’obelisco e la nuova fontana.

 

Nota: L’obelisco venne più tardi usato come gnomone. Il prolungamento della sua ombra proiettata a mezzogiorno in diversi momenti dell’anno venne segnata sul pavimento con lastre di marmo bianco su cui vennero incisi i mesi dell’anno. L’ombra più corta, che segna il solstizio d’estate, è marcata come “Cancro”, 22 giugno, giorno in cui il sole raggiunge il Tropico del Cancro (nell’astronomia reale del cielo questo daterebbe il sito dal 1500 AC al 1DC. Al tempo in cui bernini disegnò la Piazza, 1656-1667, il vero solstizio d’estate era in gemelli. Oggi è in Toro a partire dal 2000, e si sposterà in ariete nel 4650, basandoci su IAU baundaries.