ACAM - Associazione Culturale Archeologia e Misteri -
Il Triangolo delle Bermuda III

RITROVATI!

I giornali di tutto il mondo, il 18 maggio 1991, hanno dato grande rilievo al ritrovamento da parte di una società specializzata in recuperi sottomarini, sui fondali al largo di Fort Lauderdale (Florida), di cinque aerei TBM Avenger che, secondo gli scopritori, costituirebbero i resti della celebre Squadriglia 19 scomparsa misteriosamente il 5 dicembre 1945. E' dunque la fine di un mito durato cinquant'anni, che ha ispirato decine di libri e diversi film (compreso Incontri ravvicinati del terzo tipo di Steven Spielberg, che si apre proprio con la loro ricomparsa in pieno deserto)? In realtà sembrerebbe di no: infatti l'identificazione degli aerei ritrovati come facenti parte del Flight 19 è stata successivamente smentita (ma solo alcuni giornali italiani lo hanno riportato) dagli stessi scopritori, che sarebbero stati tratti in inganno dall'interpretazione delle sigle fotografate sulle carlinghe sott'acqua. Per la verità già nel febbraio 1987 era stato recuperato il relitto di uno dei motosiluranti Grumman Avenger, da parte di un'altra società di recuperi sottomarini, che aveva individuato la carcassa dell'aereo fin dal 1971, durante le ricerche di un galeone, 20 miglia ad ovest della Florida, il che confermerebbe che la tesi dell'U.S. Navy secondo cui gli aerei sarebbero finiti fuori rotta rimanendo a corto di carburante, ed il resto del mistero sarebbe dovuto alle deformazioni e falsificazioni via via introdotte da scrittori sensazionalistici.


UN TRIANGOLO ANCHE NELL'ADRIATICO?

Pesci impazziti, fondali sconvolti, pescherecci trascinati da correnti misteriose, bagliori sottomarini, bussole e radar che impazziscono e pescatori nel panico. Tutto questo accadeva alla fine degli anni '70 nell'Adriatico, al largo dei litorali marchigiano e abruzzese. L'allarme fra i pescatori iniziò a diffondersi nel novembre 1978. I primi a raccontare un inspiegabile episodio furono i fratelli Scordella imbarcati sul motopeschereccio Trozza di base a Pescara. Mentre erano intenti a pescare a quattro miglia dalla costa, vennero improvvisamente trascinati al centro di un gorgo che per miracolo non travolse il loro natante. Il più anziano dei quattro fratelli raccontò: "Il mare era calmo, ma l'acqua attorno a noi ribolliva come fosse in tempesta. La bussola girava vorticosamente, il radar lampeggiava e segnalava un ostacolo largo. A un tratto abbiamo avuto la sensazione di correre più della normale velocità."

Ancora più misteriosa la tragedia che negli stessi giorni costò la vita ad altri due fratelli. Partiti per andare a pesca con il mare in completa bonaccia, furono ritrovati cadaveri. Nessuno fu in grado di comprendere come era avvenuta la disgrazia. Si arrivò persino, all'indomani della tragedia, a paragonare l'Adriatico alle Bermuda, avanzando l'ipotesi di un "triangolo maledetto".

In effetti, da alcuni decenni i pescatori lamentavano il danneggiamento degli attrezzi da pesca a strascico nel mare Adriatico centrale. Più recentemente, con l'impiego degli scandagli acustici, hanno segnalato improvvise "buche nel fondale" e a queste hanno fatto risalire i loro incidenti sul lavoro. Quando poi hanno avvistato sottocosta improvvise colonne d'acqua alte anche 20 metri, onde anomale, fiamme nel cielo, ribollire dell'acqua sotto lo scafo, li hanno classificati come fenomeni strani dovuti agli UFO o a segretissimi mezzi navali sottomarini.

Uno studio condotto da Piero Vittorio Curzi, dell'Istituto di Geologia Marina del CNR, in collaborazione con altri ricercatori, ha identificato le varie depressioni a forma di cono che si trovano sul fondo del mare Adriatico nei cosiddetti pockmarks. Tali strutture, presenti anche nel Mare del Nord e nel Golfo del Messico, con diametri in corrispondenza del fondo marino variabili da poche decine di metri sino ad un massimo di 350 metri, sono collegate a fratture che si estendono in profondità nel sottofondo marino. Attraverso tali fratture, profonde anche 80 metri, si sono incanalati gas naturali presenti nel sottosuolo. L'attività sismologica della zona contribuirebbe alla fuoriscita dei gas che spiegerebbe l'anomala attività marina.

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