Cacciati dall’Eden

di Enrico Galimberti

Miliardi di anni orsono, in un punto imprecisato del nulla primordiale, si innescò quel processo evolutivo che condusse fino a noi.
Ma la Terra nasconde da sempre tanti misteri quante sono le galassie che gravitano nell’Universo. Molti di essi, sfidano la mente umana lanciando segnali della loro tacita presenza… Altri posano indisturbati nell’infinito invisibile che ci circonda e condizionano la nostra esistenza con forze inconcepibili e immanenti.
Quando ci sarà concessa la consapevolezza delle nostre origini?

Fin dalle sue lontane origini, l’uomo non si accontentò di vivere, ma sentì il bisogno di tornare a far parte dell’infinito progetto dal quale era convinto di essere stato strappato. Ma perché tanta certezza? In tutte le culture che si sono susseguite sul pianeta, esiste l’idea di una patria lontana, di un Paradiso Terrestre, in cui l’uomo era tutto e il tutto fluiva in lui. Non c’era nulla da desiderare, eppure voleva di più e osò avvicinarsi alla verità, alla conoscenza, al frutto proibito. Fu allora che Dio punì la sete di ambizione dell’uomo e lo condannò ad una vita di stenti e di fatica, su un mondo selvaggio e ignoto, coltivando dentro di sé il bisogno di facoltà che reputava sacre, ma che un tempo sapeva governare.
Che cos’è l’uomo? Che cosa nasconde il 95% del suo cervello, le cui funzioni sono ancora occulte?

Al giorno d’oggi siamo riusciti a tracciare la mappa del patrimonio genetico, nota come genoma umano.
Tuttavia, più si procede nella conoscenza e più si affaccia la possibilità che l’essere umano sia molto più di quanto sembri.
La magia, le facoltà extrasensoriali, le esperienze fuori dal corpo(OBE) non sono fantasia. Si dice che chi manifesti queste facoltà sia maggiormente dotato rispetto a tutti noi “normali”. Ma siamo sicuri che siano qualità paranormali? Quando l’uomo viveva con gli dei, era in grado di fare tutto, perché era gli dei.
Ma allora che cosa può essere accaduto, in un punto imprecisato del tempo, che ha fatto cadere l’uomo sulla Terra, poco più di un animale, costretto a inventarsi un modo di sopravvivere su un pianeta selvaggio e ostile?

A mio parere, l’emergere delle cosiddette facoltà paranormali non è che un indizio delle prove che un tempo l’uomo fu “manipolato”. E’ più facile credere che pochi siano superiori a noi oppure che quei pochi siano più vicini di noi alla vera umanità? Umano e divino sono da sempre strettamente legati. E’ possibile che “qualcuno”, punendoci per la nostra superbia, abbia deciso di dividere l’umanità dalla spiritualità?

Da sempre l’uomo è andato alla ricerca di qualcosa di tanto vicino ma perduto. E’ forse questa la vera rivelazione di uno spirito divino latente in noi? In tutti i miti dell’antichità, non esiste l’idea di un premio; tema costante è il castigo. Se siamo uomini deve essere allora considerato un castigo? Secondo il Cristianesimo la vita difficile è un mezzo per raggiungere la pienezza nella trasfigurazione finale, quando l’uomo vedrà Dio e sarà di nuovo in Lui.

E’ mia convinzione che l’uomo sia davvero il microcosmo o per lo meno lo era. I miti non sono altro che realtà scientifiche raccontate nei secoli per la gente semplice, sotto forma di storie. Questa che ho appena descritto non è che una possibile chiave di rilettura della storia umana, vista attraverso l’occhio mitico, nel tentativo di togliere quel velo di Maya che ancora ci avvolge e ci condanna ad una esistenza da cacciati dall’Eden.