Carlos Diaz e Juan Ruiz e lo sciamanesimo: una critica

Continuano i nostri approfondimenti sul tema dello Sciamanesimo e le sue derivazioni.

Il Dott. Stefano Sottile, che su Acam ha pubblicato la sua Tesi di Laurea “Lo sciamanesimo come percorso di crescita personale”, dopo aver proseguito lo studio della materia, è giunto a una altrettanto affascinante contro-tesi che qui vi presentiamo.

Lo sciamanesimo proposto da Carlos Diaz e Juan Ruiz, può esser visto come percorso di crescita personale che educa alla vita?

di Stefano Sottile

A questo materiale seguiranno dei resoconti più dettagliati delle esperienze, grazie a cui questa contro-tesi è potuta nascere (per la datazione delle vicende si fa quindi riferimento ai prossimi scritti)

  • Carlos Diaz = Carlos
  • Carlos Castaneda = Castaneda
  • Juan Ruiz = Juan
  • Don Juan Matus = Don Juan

Partendo dall’assunto proposto nella mia tesi, è possibile considerare gli sciamani con cui ho lavorato come Mentori, senza necessariamente intenderli come Maestri, come Guru o come Salvatori?

JuanruizRiusciamo a intravedere in questo rapporto formativo, se esista una maturità e onestà dell’adulto, o maestro già formato, che riesca a condurre per mano l’allievo fino al punto in cui diventi autonomo? In base a questa relazione e ai nostri tempi, passano davvero i valori di un rispetto autentico per la vita, la natura, gli altri esseri?

Sappiamo che sul caso Castaneda sono emerse forti perplessità di alcuni studiosi, non tanto sulla valenza antropologica quanto sulla veridicità delle sue esperienze e sull’esistenza delle persone coinvolte, ovvero si contesta principalmente l’autenticità del personaggio di Don Juan e anche della geografia dei luoghi di tutta la vicenda. In breve lo sciamano-mentore di Castaneda potrebbe benissimo essere un personaggio inventato quasi come alter-ego su cui far appoggiare tutta l’impalcatura di quegli insegnamenti sciamanici stravaganti.

Per quanto riguarda lo sciamanesimo in Italia, sui casi Carlos Diaz e Juan Ruiz sono state scoperte molte cose contraddittorie, personalmente posso dire di aver dato il via ai dubbi che hanno contribuito a muovere più persone nella direzione dell’indagine e dello smascheramento.

§ Carlos fa il fotografo di professione.

Il fatto che lui dice essere un membro del Consiglio degli Anziani maya che vivono in Tepoztlan e nelle foreste tra cui la selva Lacandona è stato messo in discussione da un mio amico e collega che ha seguito Carlos per molto più tempo di me, in quanto è lui che me lo ha fatto conoscere.

Grazie ai mezzi di indagine che abbiamo oggi sono state contestate le sue prove sul contatto con esseri di altre dimensioni, esseri luminosi, come li chiama, che anche secondo lui sarebbero entità spirituali da considerare alla stregua di guide disincarnate con cui ogni sciamano familiarizzerebbe da sempre. Solo una o due singole foto iniziali (sono messi in discussione tutti i video) che immortalano degli ufo sono riconosciute come autentiche (cioè non sottoposte a falsificazione).

§ Juan Ruiz è psicologo transpersonale esperto nella respirazione Olotropica, appresa grazie alla collaborazione con Grof più che col DalaiLAma, di cui alla fine sembra non avesse che una foto come prova. L’Autoscoperta dei livelli di coscienza che propone passa basilarmente su quei primi artifici accelerativi che sono gli agenti psicotropi, e quando parla del recupero di uno sciamanesimo essenziale insiste sul termine “Nobile” e fa dei paralleli con altri sistemi spirituali e religiosi (rifacendosi alla cultura cristiana compresa, senza però aver indagato secondo me su Tutti i Testi implicati) mettendo sempre in evidenza valori che non sembrano davvero sono rispettosi dello sciamanesimo antichissimo e genuino. È veramente uno dei pochi riconosciuti esperti nell’utilizzo (e quindi nei chiarimenti di tipo psicoterapeutico-medico) delle “piante sacre” quali l’ Ayahuasca?

Vi racconto un episodio cui ho assistito di persona. Eravamo al casello autostradale di uscita da Roma verso Firenze, davanti alla mia macchina quella su cui erano Juan e Maria, non ricordo se i thermos con dentro il biberon di Ayahuasca li aveva già dati a me perché poi li mettessi in frigo. Ci ferma (ci aspettavano?) un intera squadra mobile di finanza con tanto di cani molecolari.

“Avete qualcosa da dichiarare?” subito mi ricordai che avevo comprato i souvenir di piantina plastificata, così lo dichiarai, quindi me li sequestrarono, aggiunsi che me li aveva dati lo sciamano terapeuta li di fronte, che ci aveva appena fatto il seminario e che aveva il permesso di portare quelle piante a scopo terapeutico.

Ergo ci fecero accostare e scendere. Non controllarono nessuna delle 3 macchine della nostra carovana, né dentro le bauliere né dentro gli abitacoli.

Intorno a me e la mia ragazza fecero passare i cani che abbaiarono solo a lei, mi voltai per vedere se facessero lo stesso con Juan, non era così, evidentemente gli avevano solo chiesto la carta di identità perché stava sorridendo e mostrando quella e altri cartellini al finanziere. Questi gli fece si col capo e gli risorrise come a dire tutto ok e lo lasciarono andare prima di me. Dal mio punto di vista ero convinto che avesse operato una certa ipnosi a fin di “bene”, purché passasse la pianta, anzi, ci fece capire Juan tra le righe che era proprio la pianta stessa che aveva operato perché doveva arrivare anche in Umbria e in Toscana. Lui era un tramite in quei primi tempi, non era Il Maestro, ma la Pianta si, è e sarebbe stata per noi la nostra “Maestra”.

Carlos Diaz e Juan Ruiz, avevamo il Maya e l’ Inka per un recupero della spiritualità Tolteca, come voleva Castaneda.. Ora mi viene da pensare se i due collaborassero appoggiandosi nel loro lavoro e con la loro “hermandura” (fratellanza) o se fosse più un accordo di marketing..

Solo il già citato mio amico li ha visti insieme a Tepotzlan durante la cerimonia in cui per la prima volta ha partecipato un gruppo italiano. Solo una volta io li ho visti insieme in Italia e mai durante i seminari e le cerimonie condotte da Juan.

§ Adesso facciamo dei paralleli….:

Mircea Eliade: in moltissime pratiche antiche (io aggiungo interculturalmente) è presente il principio di comunicazione fra la vita e la morte nell’ iniziazione sciamanica, una delle più note è lo smembramento del corpo1.

È una metafora della Guarigione: ci si fa a pezzi per esaminare ogni pezzo, pulirlo e reintegrarlo in un tutto migliorato. La via della Medicina per attuarsi al meglio sul fisico e sull’energetico sottile deve contemplare la comunicazione tra i livelli di esistenza, così la caverna, il labirinto, il tempio, il giardino etc.. sono simboli concreti per attuare guarigioni, implicano elementi geografici naturali o manufatti che si rivelano come percorsi. Collegati a questi ci sono elementi fisici, fisiologici del corpo umano, che a loro volta assumono valore simbolico utilizzato dagli insegnamenti di cui si tratta. In antichità si agiva andando al centro, nelle profondità che possono essere anche interiori, come processo e percorso naturale, senza bisogno di passare per un perdersi inteso come qualche forma di peccato originale.

Il problema odierno infatti è che la rivisitazione di queste pratiche è svolta più sulla base di un recuperare questa sensazione di perdita collegata semmai a qualcosa di religioso piuttosto che di naturale.

Ora, la prima cosa che insegnano a scienze della Formazione è che Educare deriva da Ex-ducere, il che significa Condurre per mano…, dove, quindi?

Davvero in certi percorsi si può dire: fino a quel punto che il mentore-guru-maestro-guida conosce meglio di noi? La dove solo lui sa che ci può lasciare andare?

Come dimostrerò anche in altre sedi, purtroppo questo condurre diventa troppo spesso un Ab-ducere, cioè un Addurre, un prendere e portare via con sé come un atto di rapimento, che in questo specifico caso ha una dinamica che sfocia in una sindrome di stoccolma, a cui le parti in gioco hanno dato consenso o si ritrovano a darlo.

Devo ammettere che è vero che mi sono sentito smembrato e ricomposto, ma è avvenuto con perdita di identità e dopo aver contattato la sensazione di perdita, del disperdersi e sentirsi sperduto, la sensazione del ritrovamento del tutto-in-uno si è rivelata solo indotta, cioè una volta finito l’effetto invece di radicarsi nel vivere quotidiano si è amplificato il senso di solitudine e bisogno di guida. (qui la pianta-astro-nave madre-maestra fa le veci della costante vicinanza e controllo del maestro in persona)

Ancora Eliade parla di torture iniziatiche, legittimate però dal fatto che non bisogna: « confondere lo sciamanesimo strictu sensu con pratiche “magiche” diffuse… »

Vediamo alcuni dettagli della mia esperienza:

1° una iniziazione smembramento, la morte e la resurrezione simbolici del neofita, la discesa agli Inferi e l’ascensione al Cielo.

Allora questo itinerario potrebbe essere giustificato, riprodotto in termini metaforici con seminari teorici e a seguire in termini pratici con viaggi psicotropi (“allucinogeni”). Come già detto però non sono risorto con i nodi di colpa “infernali” sciolti, anzi ancora più attrigati (come si dice in paese).

2° viaggi estatici di guarigione dove lo sciamano è psicopompo.

Ergo dobbiamo affidarci ai bisturi del curatore, anestetizzati sul lettino della fiducia in lui riposta. (*non voglio qui infierire sui curanderos amanuensi che ti rimescolerebbero le budella nel vero senso della parola) Il nostro affidarsi diviene quindi un aprirsi a queste incursioni “mediche” di liberazione. Non essendo completamente coscienti o bene che vada scevri da suggestioni a base “sacra”, non sappiamo però quanto poi in realtà ci intrappolino.

3° la “padronanza del fuoco

Ho sentito il fuoco purificatore fino all’incenerimento ma non ho avuto insegnamenti su come padroneggiarlo in modo autonomo e gestirlo senza atroci sofferenze.

4° forme animali > l’estasi »

Ho percepito movimenti nel e del corpo che potevano ricondursi a capacità animali a noi sconosciute e senza possibilità di contattarle o sentirle e quindi riprodurle durante lo stato di veglia ma sono durate l’attimo di avvertirle e non hanno avuto ripercussioni sulla realtà (come insegnante di difesa personale so cosa significa padronanza di movimenti felini)

§ Eliade continua con: « L’estasi non è qui intesa come rapimento per devozione estrema verso una delle figure divine, siano esse quelle cristiane della Vergine Maria o del Signore Gesù.. », oppure quelle Indù di Krishna, Shiva o Shakti, aggiungerei io. Ma come abbiamo visto i seminari erano farciti di riferimenti alla psicologia transpersonale intrecciati con alcuni insegnamenti spirituali esoterici, questi ultimi mescolati ad arte come si suol dire per condurre il cavallo dove si vuole, e cioè fino a portarci a riporre fede e spaventate preghiere di salvezza nelle figure divine. Ora, lo sciamano è il canale, il medium terreno di queste divinità, come fosse un sacerdote, perciò va da se che siamo condotti attraverso le esperienze estatiche a provare devozione verso una persona che incarna ai nostri occhi un obiettivo da raggiungere.

Riprendiamo a tal proposito le parole di Carlos Diaz: « Ricordate che chi è veramente sciamano non lo grida ai quattro venti … E tuttavia chiunque può accorgersi di un qualcosa di diverso, che possiede questa persona rispetto a tutta la “gente comune”».

Lui, come Juan, lo vedevo (non solo io) come un vero sciamano dei tempi moderni con conoscenze ancestrali, che mi poteva iniziare ai segreti dell’arte, anche se a dirla tutta al contrario di Juan, Carlos non ispirava devozione piuttosto stima e simpatia, resta però il fatto che entrambi divenivano figure di riferimento perché incarnavano degli ideali.

Quell’affermazione difatti mi risuonò così potente da sembrare che mi avesse fatto partecipe di un “segreto” riservato agli iniziandi.

Purtroppo oggi ha un eco di falsa umiltà. Evidenziando il riferimento alle ultime parole “tutta la gente comune”, mi viene da chiedere, comune a cosa e altra da chi? Notare il “tutta”…

A posteriori ci rivedo quella presunzione egoica tanto demonizzata da queste pratiche, tanto che questo ego è il cardine di tutto il lavoro, soprattutto per quanto riguarda la parte che ho considerato “Religiosa” … figurarsi come si amplifica questo senso di superiorità che crea gerarchie, se lo rivestiamo anche dei panni del Cristianesimo..

La domanda è: Dove sta in tutto ciò lo sciamanesimo autentico?2

Anche Fericgla infatti fa una distinzione simile a quella di Eliade, anche se inquadrata nel nostro tempo, ed è quella tra “Sciamanesimo Classico” e “sciamanesimo di consumo”.

Quest’ultimo è riferito a impostori che rispondono alle domande del mercato “new age”. Perché, si dice, c’è chi è disposto a pagare per una esperienza esotica: «…ebbene si è convertito piuttosto in un semplice prodotto per essere venduto nel mercato delle credenze in cui abbiamo convertito la Terra »3.

L’autore legittima le pratiche con piante psicotrope in relazione ai loro effetti sugli schemi respiratori e «Con questo, lo sciamanesimo si converte nel primo sistema storico organizzato per cercare l’equilibrio psichico e fisico dell’essere umano».

Secondo me è appoggiandosi a questo e a sperimentatori come Grof, che Juan si serve anche della Respirazione Olotropica e di una musicoterapia di impatto severo (tipo le maracas per riprodurre il suono del serpente) che sono amplificate durante le cerimonie così da giustificare le procedure iniziatiche di queste ultime.

castaneda§ Juan ha affermato che Castaneda fu come “gettato”, con un mezzo di trasporto non idoneo, in una dimensione percettiva che distorce la dimensione sensoriale del reale in modo brusco. Allora aggiungo: « Ah, e io no ??! »

Va anche più in là nella sua presunzione, ricordo quanto dettatoci nel corso del primo seminario esperienziale tenuto in Italia di cui io fui il traduttore (23 Novembre 2002):

«Molto probabilmente Don Juan non era uno sciamano, bensì uno stregone, soltanto un guaritore, non un veggente, neppure un maestro». Qui siamo in totale contraddizione coi principi di umiltà suddetti.

Juan si sta mettendo su un gradino molto superiore allo stesso Castaneda, va in giro per il mondo con l’intento di creare maestri e quindi chissà a che livello oltre il maestro sia, così declassa Castaneda ai primi livelli del suo metodo, gradi che dice essere riconosciuti dagli anziani. Ma sappiamo che non è vero, non ci sono livelli, men che meno da raggiungere con istruzione strutturata alla maniera moderna.

Poi continua: «…..alcuni fanno un cattivo uso della sessualità, altri respirano un’aria contaminata e altri ancora, oltretutto, contaminano la loro mente, le loro emozioni.. ». Abbiamo già parlato della questione ricompensa-punizione, che aveva un tono tutto cattolico, qui dirò solo che la sua insistenza sulla sessualità fu tale che il primo condizionamento mentale fortissimo era ascoltare i suoi dogmi “bigotti”.

Leggendo quest’altro passo in cui ci propone di fare attenzione a quello che ha chiamato “sciamanesimo rudimentale”, praticamente fa un quadro del peggior lato di se stesso all’opera e si risponde da solo corroborando la mia critica appena fatta, mostrando di fatto quanto alla fine non sia possibile all’atto pratico tenere distinta la classificazione tra “rudimentale” (quindi scadente) e “essenziale” (cioè eccellente) : «Ci sono sciamani, per esempio lavorando con alcune piante e misconoscendo le effettive capacità di altre, che si dedicano solo a far danno ad altre persone o altri sciamani, o entrano in uno stato ampliato di coscienza connettendosi col corpo astrale della persona e per esempio, utilizzando il loro canale uditivo, gli fanno udire delle voci e gli raccontano chissà cosa… C’è tutta una serie di pratiche di questa natura e ovviamente fra questo tipo di sciamani ci sono lotte e scontri, attacchi nel senso della magia nera, col risultato che la mente ne viene condizionata».

(Rivedere a tal proposito nella tesi i passi riguardanti Mottana, Kramer, Alstad)

§ Prima delle cerimonie con la pianta sacra ci sono i seminari che preparano all’esperienza, carichi di insegnamenti (suggestioni) che riguardano l’ego, in modo tale che i partecipanti sotto l’effetto delle alterazioni chimiche nel metabolismo poi si trovano davanti a una serie di questi elementi minaccianti.

La spiegazione che ci viene data è che lo Spirito stesso si serve di queste allucinazioni generate dall’Ego per non permettere l’entrata nei vari livelli divini a chi non ha un intento chiaro. Il problema è che questa entrata così pericolosa e (cristicamente) martirizzante, essendo una sfumatura del proprio ego, si risolve in un torturarsi, un fare violenza a tutti gli aspetti di se stessi, i quali andrebbero accettati in modo più simpatico e “leggero” piuttosto che in modo intenzionalmente punitivo. Fatto sta che se l’Ego mi ha ostacolato in modo assurdo e atroce fin da subito, non può esser detto che fu per l’incertezza del mio intento perché non credo che chi era li con me in quei giorni avesse un intento più chiaro e forte di quello che IO AVEVO! Nessuna forza al mondo può toccare questo fatto, io l’avevo, e potente fino al rischiare la vita, per dirla alla Castaneda, se non è questo intento chiaro e inflessibile….!

§ Juan: «… .Quindi bisogna lavorare molto per ricordarci che siamo esseri divini perché il tempo sta finendo. …solo in questo modo possiamo cambiare davvero la nostra vita e il mondo» 4.

E qui vi anticipo solo quel che mi preoccupa di questa frase e che a quel tempo non potevo vedere così chiaramente. Sulla base di esperienze odierne, e mi riferisco a conferenze che trattano di studi comparati tra antiche-nuove scoperte nel campo dell’archeologia misteriosa e gli ufo messi in relazione ai progetti di condizionamento mentale da parte di poteri forti e occulti. La pericolosa risonanza la potete sentire ormai tutti: “il tempo sta finendo” = parola magica di urgenza di rifacimento, troppo vicina a “nuovo ordine mondiale”.

« Ho trovato persone pronte, che stavano aspettando l’esperienza sciamanica per poter entrare nell’altra realtà. »

Conoscendo la dinamica di arrivismo spirituale direi che basta imbonire un po’ la gente, spaventarla con suggestioni che rivisitano in chiave esoterica le antiche correnti autoctone, e il gioco è fatto, la tavola è già pronta per il pasto esotico.

«Persone che si sono rese conto di come sono dentro, quali sono le loro virtù e i loro difetti. »

Su quale base si rapportano virtù e difetti? Sulla sua base sciamanica le più importanti virtù e conseguenti difetti apparivano quelli del bigottismo da bibbia.

«Gli italiani hanno il cuore aperto ed ho incontrato uomini e donne che hanno già fatto il lavoro interiore»5.

Ora, questa espressione, specialmente detta da uno che dice di avere radici nelle popolazioni Inka, è pericolosamente evocativa dei rituali (più o meno controversi) di sacrifici umani con prelievo di organi, e anche se si trattasse come dicono alcuni di metafore, cioè di “operazioni sciamaniche” solo energetiche e non fisiche materiali, Juan sta dicendo che siamo già pronti per esser messi nella sua “sala operatoria”.

L’intera vicenda si è conclusa così: in seguito agli episodi occorsi a me sono state denunciate molte cose dell’operato di Juan, anche da altre persone e da importanti giornalisti, mi riferisco soprattutto alla diffusione, o incentivazione all’utilizzo dell’Ayahuaska (sotto non si sa alla fine quale dosaggio scorretto) e al non devolvere, come prometteva, il suo ricavato alle popolazioni disagiate in Perù. Non ho più sentito parlare di Juan. Durante la conferenza a Trieste dov’era presente il nostro Enrico, ho chiesto anche a Florentina e Forgione, i quali conobbi appunto durante la permanenza di Juan in italia (Florentina era tra le partecipanti al primo seminario introduttivo di Juan che tradussi io): Flò non aveva più notizie e Adriano mi ha detto che anche a lui certe cose non quadravano del predicare bene e razzolare incerto di Juan..

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