Caso o Caos?

Al termine della seconda Guerra del Golfo il mondo corre agli armamenti e si gettano alle ortiche le conquiste degli ultimi 60 anni.
a cura del direttore di ACAM, Enrico Galimberti.

E’ il Caso o il Caos?

La seconda Guerra del Golfo è finita.

In tv non si vedono più scene raccapriccianti di corpi mutilati e edifici devastati.

Si torna alla normalità. Ma ne siamo proprio sicuri?

Siamo tornati nella situazione mondiale del prima dell’11 settembre 2001? E’ davvero tutto così “normale”?

Secondo me no!

Ci avevano abituati a credere che il mondo fosse in pace o, meglio, che le guerre non potessero più toccarci.

Ci avevano abituati a credere che le guerre mondiali fossero il triste ricordo di nonni e papà; che la paura di armi apocalittiche e dell’olocausto nucleare  fosse soltanto spunto per film da premio Oscar.

Ci eravamo davvero convinti che la nostra vita fosse fuori discussione, che il nostro futuro era solamente nelle nostre mani e che quel futuro, grazie al “progresso”, non potesse che essere “meglio di così”.

Ma il sogno è finito e dobbiamo rendercene conto.

Le ombre delle Twin Towers  sono diventate il simbolo di un mondo senza più regole. I fanatismi religiosi mescolati con una buona dose di odi tribali e rancori fratricidi hanno trasformato le religioni in una nuova causa di divisioni, guerre e tragedie.

Un tempo furono le Crociate. Ma un tempo il mondo andava così. Come è possibile che oggi, in un mondo da Peter Pan in cui i papà giocano alla Play Station mentre i figli all’asilo imparano a navigare in internet, si torni ad una tale assurdità?

Ci si batte per la supremazia dell’uno o dell’altro profeta, si uccidono innocenti in nome di Dio, si addomesticano i popoli con fanatismi e dittature.

“Tutto questo non ci tocca” dicono i più cauti. Ma come si può pensare che sia così? Tre quarti del mondo vivono senza istruzione, senza cultura e senza nulla di cui sfamarsi. Qualcuno, aiutato da qualche “Paesone” di quelli che contano sale al potere, e riesce a piegare i popoli alla sua volontà, attaccandosi all’unica cosa che non si compra, che non si coltiva, l’unica cosa che ognuno ha, la più semplice, vera, e dà un senso alla vita stessa: la fede.

Grazie all’ignoranza, la fame e il fanatismo, i popoli si addomesticano come bestie e si aizzano contro i propri nemici.

Tre quarti del mondo sono pronti a scatenarsi contro il mondo che conta, quello dove si vive bene, dove gente tranquilla e assuefatta alla tranquillità conduce pigramente la propria esistenza.

Il mondo non è mai stato perfetto, ma a casa nostra non è mai mancato nulla e quindi pochi si interessano del problema.

Poi, l’11 settembre, il Caos. In casa di gente tranquilla, al lavoro come tutti i giorni, qualcuno fa esplodere l’incubo.

Il mondo non è più sicuro!

Passano i mesi e… tutto come prima, soprattutto in Europa, dove la tragedia ha toccato più per la paura di essere le prossime vittime che non per vera solidarietà con il popolo americano.

Mezzo mondo è governato da pazzi mitomani che dichiarano guerra a tutti ma… ci siamo accorti che quei tutti siamo noi? Milioni di persone, milioni di nuovi nazisti, ci hanno dichiarato guerra!

L’America, la Cina, la Corea, la Siria, persino l’Australia corrono alle armi. Riprendono i test nucleari, l’industria bellica torna in auge, chiunque ha qualche motivo per far guerra al proprio vicino!

Cosa possiamo fare per fermare le logiche conseguenze di un mondo in rovina?

Sarebbe bello poter dire che noi possiamo fermare le guerre o quant’altro, ma non è possibile. Soltanto riscoprendo ciò che unisce tutti gli esseri umani, soltanto recuperando l’unità spirituale di tutte le religioni che invocano lo Stesso Dio ma solo in lingue diverse, soltanto recuperando valori diversi dall’edonismo, il successo e il denaro il mondo può tornare in pace e fratellanza.

Eravamo tutti o quasi in piazza per la pace, ma le guerre per il petrolio sono dovute al fatto che tutti noi assaltiamo i centri commerciali e i negozi per riempirci di inutili cianfrusaglie che muovendo gli affari creano destabilizzanti interessi globali. Considerando che in due a volte non si trovano punti di contatto, proviamo ad immaginare di trovare un compromesso tra milioni di affari che NOI stessi, amici della pace, abbiamo inconsciamente generato.

La semplicità è l’unico grande dono che tutti i profeti hanno proclamato.

Saper Vivere bene con poco, significa Essere TANTO.