Castel del Monte

di Andrea Romanazzi

Nonostante nome ed apparenza, Castel del Monte contraddice ogni elementare regola sulla edificazione di castelli; infatti non e’ presente un fossato, né un ponte levatoio, mancano sotterranei in cui rinchiudere i prigionieri e lo spazio per le guarnigioni del sovrano ,inoltre le ampie finestre del piano superiore costituiscono facile bersaglio per chiunque volesse attaccare; in mancanza di cio’ però ci sono ampie sale dotate di ogni lusso, servizi igienici, alti camini per riscaldare gli ambienti più riservati, il tutto impreziosito da marmi che abbelliscono le pareti. Tutto e’ basato su quel numero magico, l’otto , che cerca di avvicinarsi sempre piu’ alla quadratura del cerchio per fondere le due figure geometriche simboli del cielo e della terra.

Da sempre, tra tutti i simboli, è il cerchio che rappresenta la perfezione,il divino. Se guardiamo agli edifici sacri vediamo che molti di essi sorgono su base quadrata, poi il loro perimetro si trasforma in ottagonale ed infine sono chiusi da una semisfera ispirata dalla volta celeste.

L’ottagono, dunque, è il passaggio dalla terra al cielo, la via per avvicinarsi alla divinità e la forma che piu’ di tutte puo’ canalizzare l’energie nascoste.

Il cerchio e’ figura sacra anche in oriente.

Mandala in sanscrito vuol dire cerchio e questo è il simbolo che indica sempre – nel culto solare dei primitivi o nelle religioni moderne, nei miti o nei sogni, nei motivi mandala dei monaci tibetani o dei mistici islamici, nei rosoni delle cattedrali il divino e la sua ricerca.

Alla luce di queste sintetiche note a Castel del Monte per molti appare come un simbolo, ovvero un Mandala di pietra , un edificio sacro che riassume il pensiero federiciano .A confermare la segretezza della progettazione del castello, a differenza di tutti gli altri costruiti dal sovrano e’ la scarsita’ di documenti che lo caratterizza.

Federico II nel gennaio del 1240 si trovava a Gubbio quando scrisse una lettera a Riccardo di Montefuscolo che era giustiziere di Capitanata. La lettera incomincia così: “anche se tu non sei competente per territorio guarda di approntare il materiale per “l’actractus” del castello” .”Actractus ” è una parola del latino medievale. Un glossarista del ‘600 traduce actractus come recinto. A seguito di alcune ricerche il prof. Tavolaro ha reperito altre lettere scritte da Federico II, nelle quali “actractus” si potrebbe leggere come cantiere, quindi questa lettera è l’unica testimonianza scritta che noi abbiamo che Federico II abbia avuto a che fare con Castel del Monte. Ma torniamo alla simbologia….

Sovrano in questo castello è il numero d’oro: 1,618. Questo rapporto lo troviamo nel corpo umano: la distanza dal gomito sino alla mano con le dita tese moltiplicato per 1, 618 dà la lunghezza del braccio, la distanza esterna degli occhi diviso 1, 618 dà la larghezza bella bocca, la larghezza della bocca diviso 1, 618 dà la larghezza del naso. Sono le misure della bellezza canonica utilizzate dai grandi scultori dell’antichità. Questo rapporto lo ritroviamo anche nel mondo naturale ; se ad una rosa misuriamo la larghezza della foglia e la moltiplichiamo per 1,618 otteniamo la lunghezza della foglia stessa.

Non mancano anche particolarita’ astronomiche sulle due colonne d’ingresso ci sono due leoni e uno di questi due leoni guarda esattamente nella direzione in cui sorge il sole al solstizio d’inverno, l’altro guarda esattamente nella direzione in cui sorge il sole al solstizio d’estate.

Iniziamo il nostro viaggio all’interno del castello.

Entriamo nel cortile ottogonale, si possono subito notare 3 rosoni, di cui uno spostato sulla verticale e tre bifore. Il numero tre rappresenta la perfezione, e sara’ quella la meta’ che l’adepto raggiungera’ alla fine del percorso. La tradizione vuole che al centro del cortile ci fosse una vasca ottagonale monolitica: Chi ci ha tramandato la descrizione della vasca dice che all’interno della vasca ottagonale c’era un sedile, e a luglio l’ombra prodotta dalla parete del castello coincideva esattamente con il sedile. A cosa poteva servire questa vasca? A effetturare il rito del Baphomet….come lo chiamavano i templari. Ma riprendiamo il nostro percorso.

Sul muro a destra del portone di entrata e’ rappresentato il Triangolo Pitagorico, “la conoscenza che l’adepto deve possedere per poter proseguire il viaggio “.

Si entra dalla porta a sinistra, il primo piano e’ dominato dal buio, e’ il piano dell’iniziazione. Entriamo nella prima camera, sulla volta troviamo una faccia con le orecchie d’asino, e’ re mida, che sta a significare “una verita’ che non puo’ essere svelata”, questa sara’ l’essenza di cio’ che si capira’ a castel del monte .

Questa simbologia nn e’ casuale, ma si rifa’ alla leggenda di re mida e le sue orecchie. In breve il dio Pan fu sfidato, un giorno, da Apollo ad una gara di musica ,il re passando dalla zona si fece “arbitro” del confronto afffermando che Pan fosse piu’ bravo del dio solare. Per questo affronto Apollo puni’ il re avventato col dono di un bel paio d’orecchie d’asino .Mida, per tener celata quella sua ridicola mostruosità, copriva le orecchie con una tiara che non si toglieva mai dal capo per nascondere a tutti la sua disgrazia, non però al suo barbiere naturalmente, al quale impose di serbare la verita’. Il poveraccio per un po’ di tempo, soffocò dentro di se la voglia irresistibile di propagare il sergreto; ma quando non ne poté più, ritiratosi in un luogo appartato, e scavata una fossa vi avvicinò la bocca; e, guardandosi d’attorno per assicurarsi che potesse sentirlo, confidò alla Terra il suo segreto: “Mida re non ha orecchie d’uomo, ma d’asino”; dopo di che, sentendosi alleggerito d’un gran peso riempì di nuovo la fossa e se ne andò. Sulla terra smossa, il destino burlone fece, però, nascere un canneto: e quando i primi venti soffiarono s’incaricarono di ripetere anche a chi non avesse voluto sentirle, le parole che il barbiere credeva di aver ben sotterrate.

Torniamo al castello. Dal cortile Si passa nella camera araba, dove un doppio cerchio include 4 cerchi, sono cerchi magici, rappresentanti i 4 elementi, aria, fuoco, terra, acqua; tale disegno e’ paragonabile ad un circuito magico, o ad un mandala orientale. Molte persone che entrano in tale stanza si sentono male, infatti i cerchi amplificano le correnti terrestri o telluriche , in questa sala verosimilmente si imparavano i rudimenti di quell’ arte che sara’ chiamata Alchimia, inventata dagli arabi, precisamente da Khem, e che tutti gli adepti dovevano conoscere. Prima di entrare troviamo una epigrafe ammonitrice, C-L-P-DIE bb >bs IS. che il dott. Dell’aere nel suo gia’ citato libro “il segreto di federico II di svevia:l’ultimo faraone” ha tradotto come :”entrate nella stanza dei cerchi (C) durante il giorno (DIE) per scoprire la pietra (bb) custodita(>bs) nel luogo sacro (IS) “.L’intero castello e pieno di epigrafi. Nella stessa stanza araba leggiamo “P D P” che ancora il dottor Dell’aere ha tradotto come Pericolum Decede Peritis ( dato il pericolo cedi il passo a chi sa”.Nella stanza successiva si puo’ osservare un camino,in tutto i camini sono 5,ove 5 e’ il numero legato al fuoco. Tutto castel del monte e’ basato sulla simbologia, si pensa che tra gli autori di tale magnificenza ci fosse, oltre che federico, anche SCOTO e FIBONACCI, due dei piu’ grandi pensatori dell’epoca e in particolare l’ultimo che invento’ la famosa serie di Fibonacci e il suo tutore, Teodoro, esperto in tutte le arti. Dopo la fase meditativa che appunto avveniva nelle stanze basse del castello, si poteva accedere alle stanze superiori, attraverso delle scale a chiocciola che a differenza di tutte le altre costruzioni,, si percorrono in senso antiorario per indicare come da ora tutte le conoscenze saranno rovesciate.

Si passa cosi’ al secondo piano, il piano della luce, finite le scale a chiocciola, nel vano di ingresso possiamo vedere un altro Re Mida, una verita’ che non puo’ essere svelata e insieme al volto del re (sempre in ombra),vi e’ il volto della dea madre (anche esso in ombra) e un terzo elemento, ora mancante che pero’ era sempre illuminato…Tutte le stanze del secondo piano (8) hanno una forma particolare, infatti attorno al perimetro di queste grandi stanze corrono dei sedili in marmo, non e’ facile immaginare come tali stanze fossero usate per banchetti, ricevimenti, infatti non era possibile mettere tavoli, inoltre non essendoci camini l’ambiente era molto freddo. Possiamo cosi’ azzardare nuove ipotesi: infatti dopo l’iniziazione -una verita’ che non puo’ essere svelata- si passa al vero insegnamento, tenuto nelle grandi sale del secondo piano, qui si insegna matematica,astronomia ,alchemia,e soprattutto i principi della nuova religione, del culto isideo e l’utilizzo dell’energie telluriche, e proprio mentre il papa romano stava facendosi costruire la sua nuova residenza, ecco che federico gli contrappone Castel del Monte, Il santuario eretto alla nuova religione. Nella prima camera troviamo l’epigrafe “IERO” ancora una volta tradotta dal Dottor Dell’ Aere “per giungere al divino e’ necessario essere Affamato (IErulum) di sapienza prima di ricevere il battesimo del fuoco (Rogus). Si passa cosi’ alla famosa camera del re, cosi’ erroneamente chiamata, infatti il re non si sarebbe mai sistemato in una stanza ove si trovavano gli argani per sollevare il portone centrale; cio’ nonostante e’ la camera piu’ importante, piu’ ricca di simboli esoterici, anche in questa camera vi e’ il re mida e, forse, era accessibile solo ai grandi iniziati. Affacciandosi dalla finestra lo sguardo e’ colpito da uno “spazio vuoto” nel quale verosimilmente si doveva trovare la grande verita’, che poteva essere capita sono da tale livello, poco piu’ sopra si puo’ notare un drappello di uomini a cavallo rappresentante Alessandro Magno durante la sua campagna in oriente , un pezzo archeologico che federico volle montato non a caso in tale posizione esso rappresenta la cerca del mitico regno di Avalon e di prete gianni,ma di questo ci occuperemo in altra sede. Nella camera antistante quella del re possiamo osservare sulla volta dei serpenti, Il serpente reppresentala Vita Eterna,(non per nulla gli alberi della vita che si trovano sui portali di numerose catttedrali hanno alla loro base un serpente, essere poi demonizzato dalla chiesa,come la sirena, che rappresenta la donna che aiuta l’uomo nella ricerca della conoscenza: infatti a differenza della Chiese, il sufi non faceva distinzioni tra uomo e donna infatti ambedue da soli sono imperfetti, ma insieme diventano come Dio, in grado di diffondere la VITA.). Sulla parete sinistra che immette alla sala del trono troviamo un altro crittogramma rivelatore:”In Deo In Deo Edictis aeterNA DiaboLO Edo DIE MalefitIO Isbb” cioe’ “nel nome di dio, nel nome di dio lo costruii per l’eternita’ per mezzo dell’ottava conoscenza e fino al giorno del giudizio questo luogo sara’ sacro”.

Usciamo , infine dalla torre “astronomica”; e’ l’unica torre che conserva una cisterna d’acqua che non cede tale elemento in nessun ambiente, troviamo cosi un altro forte significato esoterico,i nfatti il castello e’ basato sui 4 elementi,1 e’ la torre “dell’acqua”,5 sono i camini “del fuoco”,8 le torri che mettono in comunicazione il cielo “aria” con il suolo “terra”,; si puo’ notare sulla tromba delle scale,6 figure umane stanno a rappresentare il cosmo con una rosa in mezzo, rosa che ritroviamo anche sul portone d’ingresso e in altre svariate camere,e che rappresenta SIRIO, cioe’ la conoscenza.

Alla fine del percorso ritorniamo al cortile e alla famosa vasca ottogonale che avevamo descritto inizialmente. Avevamo accennato che essa serviva per il rituale del Baphomet o anche detto della “lacrimah di Dio”. Cosa e’ dunque il baphomet, idolo adorato dai templari e per il quale furono accusati di eresia? Cosa centra con federico II?

Ebbene molto spesso il significato del Baphomet e’ stato travisato….in realta’ esso nn sarebbe un idolo, ma etimologicamente proverrebbe da BAFE’ (immersione) e METIS (saggezza) e quindi significherebbe “battesimo di saggezza”. Ora i detrattori dei templari li fecero accusare di eresia dicendo che essi adoravano una figura barbuta, appunto il baphomet, ma in realta’ questa era solo una figura simbolica, sicuramente rappresentava una operazione di tipo mistico-esoterico imparata dai cavalieri in oriente. Federico II conosceva lo stesso rituale…il rituale della purificazione finale, detto appunto della “lacrimah di dio”.

Dunque cosi’ descritto castel del monte nn sembra altro che un tempio dedicato al dio unico , catalizzatore di energie telluriche e percorso spirituale per i nuovi adepti.

Purtroppo federico non pote’ raggiungere il suo desiderio di vedere il suo tempio dedicato ad una religione unica , come unificazione dell’Ebraismo , Islamismo e Cristianesimo, essendo morto poco dopo la sua edificazione, ma e’ sotto gli occhi di tutti il mistero che avvolge questa NUOVA CAMELOT.

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Bibliografia:

-Il segreto di Federico II di svevia,l’ultimo faraone
Vincenzo Dell’Aere

-Il volto nascosto di Castel del Monte e la sua simbologia
Alberto Milella-Chartroux

-Castel Del Monte e il Santo Graal
Aldo Tavolaro