Chi guida la nostra vita

L’inconscio e la parte logica

di Vincenzo Fanelli

Tempo fa ho casualmente iniziato una serie di ricerche sull’inconscio che hanno letteralmente ribaltato la mia personale concezione sulla vita, la realtà e la nostra stessa natura di esseri umani. Senza saperlo avevo iniziato un viaggio senza fine e senza una meta precisa. Sono sempre stato stimolato da tutti i meccanismi della nostra mente, soprattutto quelli inconsci e le potenzialità latenti che restano confinate in cantina per tutta la nostra esistenza. Durante questo viaggio ho scoperto che siamo formati da due menti, una parte logica ed una inconscia. La prima è razionale, sequenziale, matematica, organizza la parola…è quella messa su un piedistallo dalla società occidentale. La seconda, la parte emotiva, è irrazionale, intuitiva, creativa, vive nel mondo dei sogni ed è quella chiusa in gabbia perché in una società come la nostra vi è poco spazio per lei.

La parte logica si trova nell’emisfero sinistro del nostro cervello, mentre l’inconscio occupa quello destro. Le due parti sono separate idealmente e non realmente altrimenti non potremmo vivere. Questa distinzione significa che la maggior parte delle funzioni razionali sono collocate nella parte sinistra, mentre quelle emotive sono situate nella parte destra del nostro encefalo. In realtà possiamo ricorrere ad un’altra raffigurazione: quella di Freud. Quest’ultimo paragonava la nostra mente ad un iceberg dove è visibile solo la parte emergente. Quando ne vediamo uno tendiamo pensare che quello che osserviamo sia tutto il blocco di ghiaccio…mentre esiste una parte sommersa dieci volte più grande. Quale delle due parti ha un ruolo fondamentale per lo spostamento nel mare della massa di ghiaccio? La parte emergente sulla quale soffiano i venti? O la parte sommersa su cui operano le correnti marine? Mi sembra ovvio che quest’ultima sia la riposta giusta. Freud diceva che la mente umana è simile ad iceberg proprio per questo motivo: vediamo solo la parte razionale ed ignoriamo l’esistenza dell’inconscio; per questo motivo tendiamo a pensare che la logica sia influente nella direzione della nostra vita. Ma se fosse così, perché a volte si prendono delle decisioni che non riusciamo a portare a termine. Ad esempio, decido di non vedere più una persona che mi fa soffrire ma il giorno dopo una parte di me mi spinge a telefonarla. Oppure, decido di non mangiare più cioccolata e dopo due ore sono davanti al barattolo di Nutella. Vi siete mai chiesti chi realmente guida il tram?

Come nell’iceberg, le correnti pulsionali e tensionali fanno presa sull’inconscio e ne influenzano la direzione. Vi propongo un’altra metafora per farvi comprendere meglio questo meccanismo. Un mio maestro paragonava l’inconscio ad un elefante e la parte logica ad una mosca posata sulla sua testa. Si trovano in una giungla e ad un certo punto la mosca vede una montagna di zucchero: “Hei – grida la mosca – gira a destra che c’è una montagna di zucchero!”. Ma l’elefante la ignora perché vede davanti a se un ruscello che può dissetarlo. L’insetto insite inutilmente in quanto il pachiderma invece di girare a destra preferisce dissetarsi.

Quando prendete una decisione, consultate il vostro elefante? Spesso facciamo la figura della mosca…

I problemi sorgono quando entriamo in conflitto con l’inconscio e ci ostiniamo a seguire piani di vita in netto contrasto con le sue esigenze. La parte emotiva, in questi casi, ci manda dei “colpi di avvertimento”: un’emicrania, stanchezza, tensioni, dolorini senza una spiegazione logica. Se insistiamo nel nostro comportamento, l’emisfero destro ricorre a messaggi più incisivi e convincenti: ad esempio, possiamo cadere e farci male seriamente. Un medico di nome Groddeck sosteneva che alcune malattie o incidenti sono messaggi dell’inconscio che ci esortano a non andare in una determinata direzione.

Un mio maestro paragonava la lotta tra parte logica e inconscio ad un conflitto tra uno staterello armato di cerbottane e un altro fornito di testate nucleari. Il primo è destinato comunque a perdere, ma se la lotta continua il risultato è l’autodistruzione.

Il conflitto non è mai una valida soluzione mentre l’alleanza è un opzione ricca di potenzialità .

Cerchiamo di spiegare la vita con la logica, di raggiungere i nostri obiettivi grazie alla razionalità e ci sforziamo di organizzare la nostra vita in maniera matematica. Chissà perché poi le cose non funzionano. Spesso abbiamo intuizioni su scelte che dovrebbero essere prese in maniera difforme dal puro calcolo. Dato che sono scelte non logiche le accantoniamo e prendiamo decisioni che vanno contro le nostre intuizioni. Solo in seguito scopriamo che l’inconscio aveva ragione perché la scelta logica, in quel caso, si è rivelata sbagliata.

“Ma come è possibile” direte voi “che l’inconscio sappia in anticipo l’esito di alcuni eventi?”. La risposta è semplice: la vostra parte emotiva decodifica migliaia di informazioni mentre la parte logica è limitata solo ad alcuni “pezzi” di informazione. L’inconscio è in grado di percepire la variazione dell’umidità e della temperatura nella camera in cui vi trovate mentre voi state leggendo questo libro, ed è in grado di percepire quello che accade in un’altra camera. Quindi possiede una visione d’insieme delle situazioni più ampia rispetto alla parte razionale. Vi faccio un esempio pratico: vi è mai successo di incontrare qualcuno che vi ha fatto degli ottimi discorsi logici ma che profondamente non vi ha convinto? Dentro di voi vi era una sensazione di scetticismo! Ma, dato che le sensazioni sono irrazionali, la avete accantonata e vi siete fidati razionalmente. Chissà perché poi avete scoperto che l’inconscio aveva ragione. Vi è mai successo?

Quando comunichiamo con le persone, mentre parliamo, il nostro inconscio decodifica in tempo reale tutta la gestualità del nostro interlocutore scoprendo eventuali incongruenze. Lui cerca di avvisarci con una sensazione di diffidenza, ma noi siamo troppo impegnati ad ascoltare la parte logica, le sue parole. La parte razionale può mentire, l’inconscio no! In altre parole ascoltiamo la mosca e non l’elefante, l’unico vero “autista del tram”.

La soluzione migliore consiste nell’alleanza tra queste due parti. Sarebbe un errore sbilanciarsi troppo nell’emotività. Se qualcuno ci ha fornito una parte logica, un motivo ci sarà. Ad esempio, quando bisogna prendere un decisione io consiglio di applicare questa tecnica: analizzate e raccogliete quante più informazioni potete sulla situazione da risolvere (uso dell’emisfero sinistro); in seguito affidatevi all’intuito (emisfero destro)