Codice Nostradamus: intervista a Natale Lanza

Una diversa interpretazione

Secondo gli studi di Natale Lanza, le Centurie di Nostradamus NON sarebbero delle Profezie.

Intervista a Natale Lanza per il sito di Acam

Di Simone Leoni

 

1)     Simone Leoni: Natale Lanza, tu sei stato già autore di quattro libri tutti autoprodotti sulla figura di Nostradamus e delle sue quartine “profetiche”. Qual è stato il motivo di tale tuo interesse?

lanzaNatale Lanza: Mi sono imbattuto per caso, da ragazzo, in un libro sulle Centurie e sono rimasto affascinato da quell’opera, che ritenevo profetica. L’amore si è poi trasformato in vera e propria passione qualche anno fa, quando la comprensione del vero significato delle quartine e la scoperta della presenza di una struttura codificata hanno dato al mio interesse un contenuto razionale, più adeguato alla mia mentalità pragmatica.

2)     S.L: Recentemente, io e l’amico Stefano Ranucci ti abbiamo intervistato per la rivista Fenix per quanto riguarda una novità in assoluto che riguarda proprio le centurie di Nostradamus: le sue non sono realmente delle profezie. Allora esattamente, cosa sono?

N.L: Cerco di sintetizzare una ricostruzione abbastanza complessa, che peraltro presenta ancora qualche punto oscuro.

Al tempo di Nostradamus, in Francia regnavano i Valois. Contro di essi tramavano i Guisa e i Lorena, che consideravano i Valois degli usurpatori e rivendicavano il trono per se stessi, quali autentici discendenti degli antichi re dei Franchi. Inoltre, sognavano la ricostituzione del Sacro Romano Impero di Carlo Magno da parte di un loro discendente: l’atteso Grande Monarca di antiche profezie, antecedenti a Nostradamus.

Nell’ambito della loro cospirazione, i Lorena infiltrarono alla corte francese Diane de Poitiers, che divenne l’amante del re Enrico II e ne influenzò le scelte fino alla morte. Contemporaneamente, assoldarono e introdussero a corte Nostradamus che, grazie alle sua qualità di valente astrologo, poteva esercitare un grosso ascendente sulla regina Caterina de’ Medici.

Per preparare Nostradamus al suo compito, lo inviarono all’abbazia di Orval, ove il priore Mathias Delvaux gli mostrò antichissimi documenti e gli spiegò i segreti del Casato dei Lorena. Contemporaneamente gli diede istruzioni su ciò che ci si aspettava da lui e lo incaricò, viste le sue particolari abilità, di redigere un resoconto dettagliato o, come dirò più avanti, una specie di documento di legittimazione per il futuro Grande Monarca.

Il ruolo di Nostradamus non passò inosservato a corte, tanto è vero che, a contro spiare lui e a trafugare la sua corrispondenza epistolare, gli fu affiancato come segretario Iean Aimes de Chavigny, presentatogli dall’amico (in realtà prezzolato dal re) Jean Dorat. Questo episodio viene citato assai chiaramente nella quartina II,36.

Nel complesso, una vera e propria spy-story, culminata poi nel massacro di San Bartolomeo del 1572, nella quale tutte le parti in causa erano costrette a fare buon viso a cattivo gioco.

Le centurie di Nostradamus altro non sono che una narrazione criptata della storia della Francia e dei Lorena, mescolata alle istruzioni per una corretta interpretazione. Ho motivo di ritenere che, in alcune quartine, siano stati inseriti degli indizi che solo l’atteso Grande Monarca, evidentemente mai sopraggiunto, avrebbe potuto riconoscere e dai quali sarebbe dovuto partire per decifrare tutto il resto. Ad esempio, in due quartine (VIII,60 e IX,50) Nostradamus chiama esplicitamente in causa i Lorena, anagrammandone il nome in Norlaris (Lorrains).

 

3)     S.L: La tua scoperta è stata del tutto fortuita, o hai analizzato molto bene i suoi scritti?

N.L: Nel tempo ho letto e riletto innumerevoli volte le quartine di Nostradamus, convincendomi sempre di più che i tentativi di interpretazione soggettiva costituivano un grossolano errore, dovuto all’incapacità di trovare un codice nascosto sul quale si basava l’intera struttura. La conferma ai miei sospetti, non so se casuale o se dovuta ad una cocciuta insistenza, arrivò con la scoperta della soluzione dell’enigma delle due cronologie bibliche presenti nell’epistola a Enrico II. Quella scoperta, un giochetto aritmetico semplice e ingegnoso allo stesso tempo, costituì la rivelazione del metodo seguito da Nostradamus e il punto di partenza per le successive indagini.

 

4)     S.L: Ci puoi dare una dimostrazione della tua sensazionale scoperta?

lanza2N.L: Leggendo congiuntamente le prime due quartine, nelle quali si elencano gli elementi che compongono un astrolabio (aerain, flambe exigue, verge, branches, limbe, etc.), il Presagio di gennaio 1555 nel quale viene detto che “il grosso orologio (erain) ordina le ore” e la quartina IX,41 nella quale viene menzionato un certo Carpentras, ho rintracciato l’astrolabio utilizzato da Nostradamus come computer per elaborare l’algoritmo di ordinamento delle quartine. Tale astrolabio, costruito da un certo Guillaume de Carpentras tra il 1476 ed il 1480, è in effetti un astrolabio/equatorium unico al mondo, assai più sofisticato di qualsiasi altro astrolabio conosciuto. Esso si trova oggi custodito presso il Museum of the History of the Science di Oxford e, all’indirizzo che segue, si può trovare menzione della possibilità che sia appartenuto a Nostradamus:

 

http://www.mhs.ox.ac.uk/exhibits/eccentricity/

 

Io ne ho ricostruito una copia in legno e, nel libro “L’ultima chiave di Nostradamus”, ne ho ripercorso l’intera storia, fornendo piena ed indiscutibile conferma della sua appartenenza al veggente provenzale: Questa è solo una delle scoperte che mi permettono di dimostrare due cose: che esiste una sorta di “modello” di lettura delle quartine; che una lettura corretta porta a risultati oggettivamente riscontrabili.

 

5)     S.L: Nostradamus quindi avrebbe creato un messaggio occulto e l’ha inserito nelle sue “profezie”. Quindi ti chiedo: qual è il messaggio? E il destinatario?

N.L: Il messaggio finale contiene le informazioni necessarie per identificare e legittimare l’atteso Grande Monarca delle antiche profezie. Naturalmente, il significato che tale forma di legittimazione poteva rivestire ai tempi di Nostradamus non avrebbe più alcun valore al giorno d’oggi; sarebbe infatti inconcepibile che si presentasse qualcuno a dire: “Guardate che io sono…”.

 

6)     S.L: C’è un tuo libro dove si parla dell’anticristo. Quali collegamenti ha con Nostradamus?

N.L: Nostradamus cita diversi anticristi, che seducono il mondo con l’inganno. In effetti egli parla di sé, poiché inganna i lettori sul vero significato delle quartine (il “mondo” che lui stesso ha creato) e ne distrugge l’ordine originale. La vittoria sull’ultimo anticristo altro non è che il ripristino della stesura originaria delle Centurie da parte di un interprete che ne colga il vero senso o, per usare le stesse parole del dotto provenzale, che ne ricostituisca il “pristin état”.

Faccio un esempio pratico relativo ad uno degli anticristi, per mostrare in qual modo essi rappresentino un inganno. Chi ha letto l’enigma delle due cronologie bibliche presenti nell’epistola ad Enrico II sa che il tempo totale intercorso da Adamo a Gesù Cristo viene indicato in 4758 anni in un caso e in 4092 anni nell’altro. La differenza evidentemente è 666. Ci si è sempre chiesti perché mai, per uno stesso intervallo di tempo, Nostradamus proponga risultati differenti, peraltro discordanti con l’analogo intervallo calcolato sulla base delle corrette informazioni bibliche. Risolvere quest’enigma equivale a sconfiggere la bestia apocalittica rappresentata dal 666.

 

7)     S.L: Visto che fino ad ora si è sempre parlato di profezie e non di un codice, quali sono le probabilità che un evento o più descritti da Nostradamus si verificasse?

N.L: Come dimostrato dalle infinite e contraddittorie interpretazioni in circolazione, le quartine sono così ambigue che ognuno vi può vedere ciò che vuole. Incrociandole con gli eventi storici verificatisi dall’epoca di Nostradamus ad oggi, è praticamente impossibile non trovare un evento applicabile a una qualsiasi quartina o non trovare una quartina applicabile ad un qualsiasi evento.

 

8)     S.L: Sempre su uno dei tuoi libri parli del Graal e di Nostradamus. Anche qui che nesso c’è? Cos’è per te realmente il graal?

N.L: Qualunque cosa sia il Graal, penso che esso abbia una stretta relazione con un percorso iniziatico, in grado di permettere all’uomo di ritrovare il suo Sé superiore.

Mi sembra che Nostradamus consideri il Graal un oggetto fisico, collegato in qualche maniera all’atteso Grande Monarca e alla sua dinastia. Egli afferma che il “Roy crestien du Gral”, anagramma di parte del secondo verso della quartina X,72 ([res]usciter le grand Roy), “farà rinascere il suo sangue dall’antica urna” (V,41).

Faccio notare con l’occasione che, in numerosissimi casi, l’anagramma di parte dei versi fornisce una spiegazione sintetica, assolutamente coerente con l’intera quartina che li contiene.

 

9)     S.L: Ci si chiede, se ha inserito un codice occulto nelle sue quartine ci sarà sicuramente un segreto che deve essere custodito. Quale potrebbe essere?

Il messaggio, riservato al Grande Monarca e presunto discendente dei Lorena, doveva passare indenne sotto gli occhi di chiunque, fino ad essere percepito da colui che, sulla base di certi indizi, avrebbe dovuto riconoscervisi. Il contenuto di questo messaggio, come già accennato, consisteva essenzialmente nelle informazioni necessarie a legittimare le pretese al trono.

Tutto questo può sembrare assurdo a noi che ragioniamo con la mentalità di oggi e in condizioni diverse da allora. Dovremmo invece tenere conto che tutta l’architettura è stata progettata a beneficio di una mentalità attenta alle tradizioni e alle profezie, per un’epoca che si riteneva prossima e in un ambiente che, già da secoli, attendeva l’arrivo di un Grande Monarca in grado di dare splendore al mondo cristiano. Si è evidentemente ritenuto che le “profezie” di un noto veggente come Nostradamus, rivendicate da un uomo con forti credenziali dinastiche, sarebbero state accettate come disposizioni divine. Non era neanche necessario che fossero interamente comprese, come dimostra il credito di cui godono perfino oggi.

Riproduzione astrolabio di Natale Lanza10)S.L: Ecco, ci puoi spiegare cos’è questo astrolabio più nello specifico? aveva altre funzioni?

 

N.L: L’astrolabio era uno strumento che, riproducendo la volta celeste, permetteva di determinare la posizione del sole. Quello di Nostradamus comprendeva un “equatorium”, cioè uno strumento molto complesso utilizzato per calcolare la posizione anche degli altri pianeti, compresa la luna. Ricordo che, nel sistema tolemaico, il sole e la luna erano considerati pianeti. Lo stesso Nostradamus, nella lettera del 9 settembre 1561 indirizzata all’amico Rosenberg, scrive: “ho tentato di apportare dei miglioramenti usando un planisfero [astrolabio] con un altro strumento [equatorium] pervenutomi dal mio bisnonno materno Jean de Saint-Remy, al fine di ottenere una maggiore perfezione astrologica”. L’equatorium di Nostradamus, in ottone, è l’unico esistente al mondo. Per la verità, ne esiste un altro, conservato nel Museo di Liverpool, ma si tratta di una realizzazione del XVII secolo, di tipo copernicano anziché tolemaico. Tutti gli altri equatoria di cui si ha notizia sono incompleti oppure sono solo dei modelli in cartone oppure sono semplicemente descritti in antichi manuali. Come sostiene un moderno specialista di questi strumenti, John North, l’equatorium veniva usato sia come strumento di osservazione che come computer. Nostradamus lo ha usato per assegnare delle coordinate alle singole quartine nell’ambito dell’intera opera.

11)S.L: Ci sono indizi che il celebre profeta avesse fatto parte di un gruppo di iniziati? se ce ne fossero quali sono? e a quale ordine iniziatico si può ipotizzare che appartenesse?

 

N.L : Non so se facesse parte di qualche ordine o fratellanza, ma certamente aveva vicinanza con ambienti Templari, ai quali gli stessi Lorena erano legati. Sospetta, in tal senso, anche la permanenza nell’abbazia di Orval, di derivazione cistercense. Aggiungo adesso che la principale chiave di lettura delle quartine è di tipo cabalistico, con particolare uso della Gematria, consistente nella sostituzione delle lettere dell’alfabeto con dei numeri. Impossibile che Nostradamus non si sia accorto che il numero delle quartine delle Centurie, 942, è la trasformazione gematrica delle iniziali di Jacques de Molay, Gran Maestro dei Templari. Poiché il discorso si farebbe lungo, dovendo dimostrare che egli utilizzava un alfabeto di 22 lettere nel quale la “J” equivaleva alla “I”, non posso che rimandare al mio libro “Nostradamus: la Cabala, i Templari, il Graal”. Potrei citare altri indizi, ma mi limito a segnalare la terza quartina delle Centurie, che va letta unitamente all’enigma di Dog e Dohan dell’epistola a Enrico II. Anche in questo caso la spiegazione è molto lunga e può essere trovata nel citato libro. Qui dico solo che, interpretata correttamente, la quartina ha la funzione di fornire la cifra 1314, che è l’anno di morte di Jacques de Molay. Il riferimento ai “bianchi e rossi”, cioè ai colori del mantello e della croce dei Templari, integra il significato di quella cifra.

12)S.L: Vuoi aggiungere qualcosa per i lettori di Acam?

 

N.L: Mi piacerebbe invitarli a fare qualche riflessione.

Tutte le opere ermetiche hanno sempre avuto un senso nascosto. Perciò, già in linea di principio, credere che Nostradamus abbia scritto delle profezie sarebbe come credere che Dante Alighieri abbia veramente descritto l’Inferno, il Purgatorio ed il Paradiso. Del resto, perché mai Nostradamus avrebbe dovuto spendere anni della sua vita per lasciare un’opera incompresa, che ognuno interpreta a modo suo? Questa, in particolare, è la domanda che io stesso mi sono posto a lungo, prima di scoprire che le Centurie sono un’opera rigorosamente codificata, che non lascia spazio alle interpretazioni personali.

Natale Lanza

http://codicenostradamus.blogspot.it/

 

Biografia di Simone Leoni: Simone Leoni nasce a Roma nel 1984. Si incomincia a interessare a tematiche misteriose in età adolescenziale. Nel 2008 organizza il primo convegno sul tema Rennes Le Chateau nel quale partecipano relatori di fama nazionale come Adriano Forgione, Enrico Baccarini, Giorgio Baietti, e Stefano Maiorca. Ha partecipato ad altri due convegni su Rennes Le Chateau, ha partecipato alle trasmissioni radiofoniche “Manhattan” di Radio Manà Manà condotta da Riccardo Rastelli e Maurizio Modica, al programma radiofonico La terra di mezzo su radio Trs condotto da Marco Bignozzi, nel 2013 ha partecipato al Premio Nazionale Ricerca nel mistero. Collabora con il sito www.terraincognitaweb.com, con il sito www.luoghimisteriosi.it , www.metapsichica.com . Inoltre collabora come articolista con le riviste Fenix e Xtimes.