Crimini di guerra: crimini contro l’Umanità

Si riflette spesso su crimini di guerra e crimini contro l’umanità, e spesso non lo si fa a sufficienza. La storia ha una sua logica perversa. Qui un interessante contributo.

(cc) di Antonio Aroldo

Criminali in Italia e nel Mondo

Nel tentativo di piegare la “Resistenza Partigiana Jugoslava” , gl’italiani approfittarono del “Grande Odio” intercorso fra i “Comunisti” e i due “Maggiori Gruppi Etnici Jugoslavi” : i “Cattolici Croati” e i “Serbo-Ortodossi” . Quest’ultimi due, uniti tra loro dall’odio per i “Partigiani Comunisti” infatti, affiancarono l’“Esercito Fascista Italiano” in “Massicce Azioni di Repressione” contro la “Resistenza Partigiana” .

Questi “Gruppi Estremisti”, con l’aiuto dei “Potenti Mezzi” “Posti a Loro Sostegno” dalle “Truppe Italiane”, fecero crescere, ancora di più, il “Livello di violenza” scatenato contro la “Popolazione Civile”. Il gruppo dei [1]Cattolici Croati, (altrimenti detti “Ustaša”), erano guidati da Ante Pavelich (Bradina, “Impero Austro-Ungarico”, odierna Bosnia-Erzegovina, 14 luglio 1889 – Madrid, 28 dicembre 1959), politicamente cresciuto all’ombra del “Fascismo Italiano”. Quest’ultimo diede inizio a una “Sanguinaria Pulizia Etnica” su tutto il territorio della “Nuova NDH” (“Nezavisna Država Hrvatska”) . I suoi uomini, infatti, uccisero, tra “Campi di sterminio” e “Incursioni”, più di “Mezzo Milione di Persone” tra “Serbi”, “Zingari” ed “Ebrei”.

Immagine1fornovo1945I “Metodi d’Uccisione Preferiti” erano, per lo più, due: l’“Uccisione a Colpi d’Accetta” o l’uccisione tramite “Tremendi Colpi di Manganello”. Anche i “Tradizionali Nemici” dei Cattolici Croati, i Serbo-Ortodossi avevano le “Proprie Frange Estreme” chiamate i “Cetnici” Quest’ultimi, in particolare, avevano “Solennemente Giurato” di non “Radersi la Barba”, finché non fosse stata restaurata la monarchia in Jugoslavia. Gl’italiani, in cambio del loro appoggio, diedero, a questo “Sanguinario Gruppo” d’”Estremisti Monarchici”, il “Pieno Controllo” della “Parte Meridionale” del “Territorio Montenegrino”. I “Leader Etnici”, infatti, firmarono un vero e proprio “Patto d’Alleanza” con il “Governatore Militare Italiano” del Montenegro: il Generale Alessandro Pirzio Piroli . Quest’ultimo, inoltre, aveva un “Comprovato e Viscerale Odio” nei confronti dei “Montenegrini”. Egli, infatti, disse una volta: “Soldati d’Italia che state Combattendo in Montenegro Odiate questa gente; questo è il Popolo contro cui abbiamo Combattuto per Secoli sulle Sponde dell’Adriatico Uccidete, Sparate, Bruciate e Distruggete questa Gente. Ricordatevi che il Nemico è Dappertutto. Sappiate che è meglio essere Temuti, che Disprezzati”.

Mussolini, invece, una volta disse in un suo discorso: [2]”So che siete dei Buoni Padri di Famiglia; Questo va Bene a Casa, ma non Qui, Qui non Sarete mai Abbastanza Ladri, Assassini, Stupratori”. La “Violenza Indiscriminata” turbava, infatti, gli animi di molti soldati italiani. Tutto ciò è dimostrato anche da quello che scrisse un soldato italiano, di nome Mario Casanova, nel suo diario scrive: “Ci siamo fermati in un Pezzo di Terra che era sollevato come un Palcoscenico con diversi uomini che stavano in fondo inginocchiati con la schiena rivolta verso il Plotone di Esecuzione. Improvvisamente è scoppiato l’inferno. Urlavano con voci stridule Strozzati dal Terrore come l’ululato di un Animale Terrorizzato. Improvvisamente il rumore delle voci è stato spazzato via dal fuoco dei fucili che a noi sembrò come un colpo allo stomaco; pochi caddero, perché i soldati non volevano Colpirli, non volevano Ucciderli. Le Grida iniziarono di nuovo, ora mescolate con i lamenti dei feriti; Sparammo di nuovo e gli altri caddero, alla terza scarica erano tutti per terra. I Soldati e gli Ufficiali scomparvero come per Magia. Non so cosa sia successo poi. Tutti se n’erano andati ma io sono rimasto e come in un Sogno mi sono ritrovato sul palcoscenico con la pistola in mano, ho sparato nella nuca di un uomo che mi era più vicino e sono rimasto con il dito sul grilletto anche dopo aver finito tutti i colpi. Non ricordo niente di cosa è successo dopo”.

Zola Genazzini, soldato nel “Quinto Reggimento d’Artiglieria degli Alpini” Stanziato in Montenegro, ha “Ricordi molti Vivi” del suo servizio militare in quel paese. Egli ricorda che un giorno, insieme al suo “Attendente”, assistette a una “Raccapricciante Scena”: due “Artiglieri” stavano portando, un partigiano appena arrestato, al “Comando di Divisione”. Quest’ultimi, però, mentre si stavano incamminando, all’improvviso arriva il “Maggiore Ricci” che vede il “Prigioniero” afferrando il “Moschetto” di uno dei due soldati, lo carica e dice gridando: “Ecco come si Devono Trattare questi Delinquenti, questi Improperi”. “In quel Momento l’Uomo era tra me e il mio Attendente, ma Leggermente più Avanti rispetto a noi”. Il Maggiore Ricci gli Sparò un Colpo e lo prese in un Occhio”. “Noi Dietro fummo Investiti da Cervello e Sangue, perché il Cranio Scoppiò”. Genazzini, in una sua intervista, afferma, infatti, che lui e il suo attendente in tale occasione, rimasero “Esterrefatti”. Il “Partigiano Ribelle”, naturalmente, era morto in una “Pozza di Sangue”.

Sebbene, molti soldati e ufficiali si rifiutassero di commettere questi “Orrendi Massacri”, spesso non c’erano alternative. Molti “Fanatici Fascisti”, però, sembravano considerare, tutta quella “Indicibile Violenza”, come “Qualcosa di Normale” di cui “Compiacersi a Casa” nelle “Proprie Lettere”; una “Camicia Nera”, per esempio, (il primo luglio 1942), scrive alla famiglia facendo un “Agghiacciante Racconto”: “Abbiamo Distrutto Tutto da Cima a Fondo senza Risparmiare gli Innocenti; ogni Notte”, in quest’ultimo periodo, abbiamo Ucciso Famiglie Intere; Picchiandoli a Morte o Sparandogli. È Sufficiente che Faccino un Movimento e gli uccidiamo Senza Pietà; e se Muoiono, Muoiono”! “Questa Notte ci sono stati Cinque Morti: Due Donne, un Bambino e due Uomini”.

Le “Rappresaglie Fasciste”, in quella parte del mondo, erano ordinate dal “Generale Mario Roatta”; quest’ultimo, infatti, in una “Sua Circolare” dichiarò: “No! Occhio per Occhio, Dente per Dente, piuttosto una Testa per ogni Dente”! Lo “Storico-Scrittore”: Giacomo Scotti, afferma in una sua intervista, che: “Secondo una Stima della Commissione Jugoslava di Stato per i Crimini di Guerra, pubblicata nel 1946, le Truppe Italiane d’Occupazione in Jugoslavia, Sarebbero Responsabili della Morte di 500.000 Jugoslavi”. Scotti, però, come tanti altri suoi colleghi, non è affatto d’accordo con questa cifra perché corrisponderebbe, se fosse vera, a “Quasi l’80% della Popolazione della Slovenia, del Montenegro e della Dalmazia”; questa “Straordinaria Entità di Morti”, quindi, può dirsi scientificamente improponibile; “Anche se”, continua dicendo Scotti, “In Questa Cifra vengono Considerati anche i Partigiani Caduti nelle Grandi Operazioni Militari”.

Tutta quest’”Orribile Vicenda Storica”, in ultima analisi, serve a dirci “Chi sia Stato un Criminale e chi Non Lo Sia Stato, perché Decine di Migliaia di Persone, Forse Centinaia di Migliaia di Persone, sono state Uccise, Massacrate e non in Combattimento, ma a Sangue Freddo”; forse soltanto esaminando, tutto ciò, (e molto altro ancora), con lo “Sguardo Gelido e Attento” del “Positivismo Storico”, noi riusciremmo un giorno a portare alla luce tutta la “Realtà Storica Fattuale” che è la “Radice” e il “Cuore” di tutta la “Cultura Umana”.

I “Criminali di Guerra Italiani”, al termine del “Secondo Conflitto Mondiale”, erano molti; comunque, i più “Ricercati”, sono stati il Generale Mario Roatta, (“Assassinio, Massacro” e “Terrorismo Sistematico”), il Generale Alessandro Pirzio Piroli, (“Assassinio, Terrorismo, Tortura di Civili” e “Uccisione d’Ostaggi”); nel mondo però, i guantanamocriminali di guerra italiani, purtroppo, sono stati “Ricercati” quasi dappertutto. La “Maggior Parte” di essi, però, non sono stati mai ricercati per crimini commessi in Africa e nei Balcani da quasi tutti i “Governi del Mondo”. Il Maresciallo Badoglio, per esempio, fu sottoposto a giudizio per quello che successe in Africa. Negl’anni trenta, difatti, l’esercito italiano gassò la resistenza etiope con  l’“Iprite”[3], ma fu solo una farsa. Nessuno ha mai potuto processare o condannare nessuno, né in Africa, né nei Balcani. Quelle persone infatti, secondo gl’anglo-americani, avevano tenuto l’Italia lontana dal “Pericolo Comunista”. Il “Numero Complessivo” di ricercati, dell’epoca, era 1283. Questo numero, per fortuna, oggi, sembra, essersi fermato; il “Numero Complessivo” dei “Criminali di Guerra Internazionali”, invece, sembra aumentare in “Maniera Esponenziale” e aumenta anche, purtroppo, il “Grado della Loro Impunibilità”. Una prova di tutto ciò ci è stata fornita da quello che è successo in Iraq[4]  (nella prigione di Abu-Ghraib) e a Guantánamo[5] (a Cuba).

Antonio Aroldo



  • [1] http://www.h-net.org/reviews/showrev.php?id=14651
  • [2] http://www.youtube.com/watch?v=2IlB7IP4hys
  • [3] http://it.wikipedia.org/wiki/Iprite
  • [4] http://www.altrenotizie.org/esteri/141-abu-ghraib-e-guantanamo,-in-nome-della-democrazia.html
  • [5] http://it.wikipedia.org/wiki/Campo_di_prigionia_di_Guant%C3%A1namo