Il Cristo Tricefalo di Santa Maria delle Schiacciaie in provincia di Grosseto

Cristo Tricefalo

Eresia Tricefala

di Claudia Cinquemani

Cristo Tricefalo affrescato sulla volta della Chiesa di Santa Maria delle Schiacciaie a Montelaterone

Nel 2012 venni accompagnata all’interno di una piccola chiesa edificata probabilmente in un luogo ove sorgeva un culto devozionale. Essa si trova a valle dell’abitato di Montelaterone nel comune di Arcidosso, in corrispondenza di un crocevia affacciato sul Monte Amiata in Toscana. Dista poche centinaia di metri dalla più nota Pieve ad Lamulas con la quale condivide la stessa croce d’altare e la raffigurazione della Madonna con Bambino Gesù che stringe a sé una rondine. Contrariamente alla facciata ancora in ottime condizioni, quando nel 2012 entrai per la prima volta nella chiesetta, trovai l’interno buio e con acre sentore di umidità. Dopo che gli occhi si furono abituati alla penombra rimasi sbalordita da ciò che potei osservare nel soffitto affrescato: un grandissimo Cristo Tricefalo con tre aureole intersecate mi osservava dall’alto. Capii subito che l’affresco era rarissimo e confidai la mia meraviglia al mio accompagnatore che allora era guida turistica del luogo. Concessi alcune interviste che apparvero su giornali locali sotto forma di articoli e inserii alcune osservazioni nei miei scritti. Sono felice di aver appreso che oggi la chiesa con i suoi affreschi e questa rarissima raffigurazione è divenuta oggetto di recupero e spero che presto sia fruibile agli appassionati d’arte e di simboli.

L’immagine del Cristo con tre teste provviste di tre colli, risulta essere una delle uniche due superstiti in Italia e la quarta in Europa. Delle altre, sicuramente molto numerose, si è persa traccia sotto strati di intonaco o cancellature censorie per volere di Papa Urbano VIII. Nel 1628, infatti, il Pontefice vietò il modo di dipingere la Trinità mediante la figura di Cristo con tre teste.

Ad essere raffigurato così era il demonio, l’essere mostruoso per eccellenza. Tale divieto di raffigurare Dio con un’immagine tricefala era giustificato dalla Chiesa anche da una spiegazione dottrinale: il dogma della Trinità non può essere tradotto in immagine, l’ineffabilità delle fede verrebbe meno davanti un banale tentativo di utilizzare la ragione per spiegare la Verità. «Quel tipo di rappresentazione è inappropriato a raffigurare Dio», fu questa la conclusione del Pontefice che si preoccupava del fatto che i richiami al culto pagano fossero evidente segno di eresia. Infatti non mancano identità iconografiche relative ai miti antichi. Gerione, per esempio, protagonista della decima fatica di Ercole era un fortissimo gigante con tre teste, tre busti e due sole braccia, proprietario di un regno esteso fino ai confini della mitica Tartesso. La Santa Trinità è presente in molte radici pagane dall’antica Roma con Giove, Giunone e Minerva fino alle divinità d’Oriente come Brahama, Siva e Visnù.

Cristo tricefalo di Armeno
Madonna a tre teste di San Pietro a Monte Caprario

 

L’altro Cristo Tricefalo che non compete però in bellezza con quello di Santa Maria delle Schiacciaie si trova affrescato in una colonna della Chiesa di Armeno in Piemonte. Esiste in Italia anche una raffigurazione di Madonna tricefala che si trova nell’Abbazia di San Pietro a Perugia all’interno del chiostro seicentesco. L’affresco è di scuola giottesca o arnolfiana e Valentino Martelli, che era stato progettista del chiostro decise saggiamente di preservare tale opera invece di occultarla. Come Santa Maria delle Schiacciaie a Montelaterone, anche  l’Abbazia che custodisce la Madonna Tricefala, si erge dove esisteva una primitiva chiesetta, immersa nella fitta boscaglia di una collinetta del Monte Caprario. La Madonna a tre teste, imbarazzante antenata di Diana Trifrons  viene  ancora adesso descritta come una Trinità maschile.

Il Cristo tricefalo di Santa Maria delle Schiacciaie che regge con la mano sinistra il Vangelo e con la mano destra compie il segno tre con le dita rimane un rarissimo esempio di eresia iconografica e le sue tre aureole incrociate sono simili ad una delle raffigurazioni presenti nel Liber Figurarum di Gioacchino da Fiore. Fu forse intenzione dell’artista enfatizzare la differenziazione dei tre volti del Cristo, giovane, maturo ed anziano, a voler significare le Tre Età dello Spirito.

Padre,Figlio e Spirito-dal Liber Figurarum di Gioacchino da Fiore

________________________________

Per approfondimenti, dello stesso autore:

La Luce della Dea-Viaggio tra Lamula e dintorni

Guida alla Maremma insolita e misteriosa

Tradizioni Magiche in Maremma- Guida alla scoperta di luoghi, segni, testimonianze e culti arcaici.