Defi-Scienza

No alla scienza che Sa Tutto e tutto nega!

di Enrico Galimberti

Siamo pesantemente saturati da una crescente massa di “scienziati” che negano le verità e professano le assurdità.

In televisione è nato un nuovo genere di soap opera dedicato al regno animale e, ovviamente, al genere umano.

Intere prime serate dedicate a ricostruzioni assolutamente incredibili su eroi, personaggi storici e religiosi. Produzioni milionarie che inondano il globo come uno Tsunami di portata devastante.

Ma perché preoccuparsi?

Bene.

Se non fosse che la nostra vita è dedicata alla ricerca non “della”, ma “delle” Verità, il problema non si presenterebbe. Ma non è così.

Siamo (tutti noi che proviamo che la storia sia un “tutto da rifare”) costantemente derisi e irrisi con sorrisi e pacche sulla spalla. Le nostre “teorie”, seppur provate e facilmente accettabili grazie al meticoloso e ossessivo impegno dei nostri Antenati di tramandarci il Sapere, secondo la maggioranza degli “scienziati” sono pura fantasia paranoica e psicotica…

Nonostante ciò, siamo immersi e sommersi quotidianamente fin dal mattino di trasmissioni in cui si parla di come “è comparso l’Uomo sulla Terra”.

COMPARSO? Ho sentito bene? Hai sentito anche tu?

L’Uomo sarebbe “comparso”?

Così.

D’improvviso.

Come tutti gli eventi storici, come tutte le Civiltà, come tutte le Religioni. Tutto, secondo scienziati dal carisma televisivo eccezionale, sarebbe “improvvisamente” comparso.

L’Uomo è “comparso” ad un “certo punto” della vita della Terra.

Discendiamo dalle scimmie? Secondo la catena evolutiva sì, ma mancano…beh…qualche migliaio di anelli che rappresenterebbero una “sicura” congiunzione fra noi e le care scimmiotte africane. Come se ciò non bastasse i pochi, fragili e lenti anelli di questa catena vanno in pezzi uno dopo l’altro. Non siamo più parenti dell’Uomo di Neanderthal. E’ un “ramo parallelo” dell’albero della vita. Un ramo parallelo, come sempre più sono costretti ad ammettere i pochi evoluzionisti sopravvissuti alle selezione naturale…

Un ramo parallelo.

Un ramo parallelo.. ramo… parallelo…

COSA? Un ramo parallelo? E dove affonda le radici un ramo parallelo?! Le rette parallele non si incontrano mai, se non all’infinito. E come puoi provare un’origine comune di una crescente moltitudine di “rami paralleli”? Fluttuano forse nell’aere? Uno accanto all’altro?

C’è chi ci crede e va rispettato.

Così accendo la tv e vedo un bellissimo documentario su come era l’uomo 100.000 anni fa, quello che faceva, quello che voleva e quello che pensava…

Ma come avranno fatto gli archeologi a entrare nella testa dei nostri antenati? Come fanno a conoscere le date di nascita e di morte?

Mi sembra tutto così bello, peccato che, per farci sentire migliori, gli sceneggiatori proiettano i nostri bisogni e pensieri moderni su persone che vivevano in un mondo completamente diverso, in cui non cercavano di conoscere la realtà con misure e calcoli, ma con immagini, in una visione onnicomprensiva e animistica. Per convincerci del progresso, gli studiosi stanno plasmando un enorme castello di sabbia in cui ciò che viene dopo è sicuramente bello e migliore.

Poveri i nostri Antenati! Intere generazioni spese con il solo proposito di insegnare a noi che cosa è l’Universo, il mondo, la vita, la morte. Le loro conoscenze vengono confermate ogni giorno, a distanza di secoli, dalla nostra scienza medievale, inquisitoria, oscurantista.

Qualcuno disse che senza il rispetto per i vecchi non c’è Civiltà.

Ma allora, senza il rispetto dei nostri Antenati, dove andremo a finire?

Chi ci spiegherà come poteva esistere l’acqua corrente ai piani alti degli edifici sumerici di 8.000 anni fa? Chi ci spiegherà da dove veniamo e che cosa diavolo siamo? Chi ci dirà se gli dèi dell’antichità erano astronauti?

Forse gli “Angela” custodi della televisione italiana?

Enrico Galimberti, Direttore Acam.it