ACAM

Riattivare le Risorse Interiori con le “Submodalità”: piccoli strumenti per
grandi cambiamenti
di
Vincenzo Fanelli
L’uomo percepisce la realtà
attraverso i cinque sensi: vista, udito, olfatto, tatto e gusto. Noi tendiamo
a concentrare la nostra attenzione su uno di questi in particolar modo. Ad
esempio, ci sono persone che quando incontrano qualcuno inizialmente tendono a
notare com’è vestito e l’abbinamento dei colori; altri invece si focalizzano
su quello che ascoltano soppesando le parole; oppure c’è chi valuta le persone
dalle sensazioni che gli trasmette.
La Programmazione Neurolinguitica distingue tre categorie di individui in base
al canale preferenziale (anche se questa definizione è riduttiva in quanto si
tratta di strategie): Visivi (vista), Auditivi (udito) e Cenestesici
(sensazioni). In questo ultimo canale generalmente si raggruppano anche
olfatto e gusto anche se si tratta di un raggruppamento un po’ grossolano.
È bene ribadire che se qualcuno è Visivo non significa che non usa l’udito o
non prova sensazioni ma che semplicemente ama inizialmente ricevere
informazioni in quel particolare canale.
Per approfondire l’argomento vi
rimando alla lettura dell’articolo
"I Sistemi Rappresentazionali (PNL)" di Michele Viggiani.
Visivo, Auditivo e Cenestesico vengono denominati Modalità; al loro interno
esistono delle specificazioni denominate Submodalità.
Ad esempio: se una persona è vestita con un completo classico (modalità), posso
analizzare di che colore è la giacca, il pantalone, che tipo di cinta e scarpe
possiede, com’è la sua voce, ecc.. (submodalità). Quindi le submodalità sono una
specificazione delle modalità e possono essere Visive, Auditive e Cenestesiche.
Le SM sono strumenti molto potenti: ad esempio posso trasformare un film serio
sostituendo la voce dei protagonisti con altre comiche. Pensate ad una persona
che vi incute timore e sostituite mentalmente la sua voce con quella di, ad
esempio, Paperino. Sicuramente cambia la percezione stessa del soggetto e vi
incute meno timore.
Per comprendere meglio il
concetto di SM, provate a fare questo esercizio:
Guardate (o immaginate) un vostro amico e pensate di mettergli un cartello con
la scritta:
- IL PIÙ ONESTO DEL MONDO.
In seguito cambiate il cartello con un'altra scritta:
- IL PIÙ GRANDE CRIMINALE DEL MONDO.
Le percezioni sul vostro amico cambiano. Questa operazione tendiamo ad attuarla
inconsciamente su tutte le persone che conosciamo “mettendo” cartelli immaginari
con le scritte più fantasiose.
Le SM sono potenti strumenti di cambiamento per compiere trasformazioni
interiori.
Un buon esercizio di trasformazione delle percezioni interne “negative” consiste
nel pensare al momento presente, come ci si vede in questo preciso istante ed in
seguito cambiarne le S.M.. Sedetevi comodamente e immaginate di vedere la vostra
immagine all’interno di uno schermo televisivo: com’è l’immagine? È disturbata?
L’audio è perfetto o vi è un fruscio di sottofondo? Se vi sono delle
interferenze, immaginate di agire sulle manopole di regolazione fino a quando la
ricezione è perfetta.
Questo esercizio vi aiuta a prendere confidenza con le S.M..
Analizziamone un altro che può
essere utile per recuperare risorse interiori.
Ad esempio, da un po’ di tempo non siamo molto motivati e desideriamo
riacquisire risorse positive che avevamo in passato.
Il primo passo consiste nel creare un immagine del nostro Stato Presente in cui
non siamo soddisfatti. Immaginate di poterla collocare nello spazio della camera
in cui vi trovate e notatene tutti i particolari: la vostra fisiologia
nell’immagine, luminosità, se vi è una cornice, un suono, che tipo di
respirazione avete, tono di voce, ecc. (in altre parole, estraete le submodalità).
Il secondo passo consiste nel creare l’immagine del nostro stato desiderato. Per
fare questo possiamo attingere ad un immagine del passato e in seguito
immaginare di collocarla nello spazio della camera. Come per l’immagine dello
stato presente, notate tutti i particolari che la compongono.
Sicuramente le due immagini saranno collocate in posti diversi e i particolari
che le riguardano saranno differenti.
L’individuazione spaziale dell’ immagine motivante è importante. Infatti, il
posto in cui collocate quella dello stato desiderato coincide con il luogo
ideale in cui si trovano le risorse positive.
Prendete l’immagine dello stato presente (negativo) non desiderato;
allontanatela e avvicinatela, scoprendo se varia lo stato emozionale.
Ora, dovete cambiare le submodalità del vostro stato presente inserendo quelle
dello stato desiderato.
Ad esempio, supponiamo che l’immagine dello stato presente sia nebulosa, con una
cornice scura e che vi sia una strana sensazione di ovattamento; in quella
desiderata la cornice è dorata, è luminosa e siete raggianti. Dovrete inserire
queste ultime nello stato presente sostituendone le SM.
Infine, quando le avrete cambiate rendendole identiche, dovrete spostare
l’immagine dello stato presente nel posto in cui si trova lo stato desiderato.
Quando operate la costruzione dell’immagine desiderata, svincolatela
dall’immagine negativa presente in quanto creerete qualcosa che comunque sarà
collegata al passato. Dovete operare su un foglio bianco e non creare un
immagine di “reazione” all’evento negativo, altrimenti sarà sempre collegata
all’evento non desiderato.
Prima di procedere con l’operazione, definite il cambiamento. Ad esempio, quando
vogliamo fare dei lavori in casa, prima decidiamo il cambiamento da apportare e
poi prendiamo gli attrezzi (SM).
Utilizzare queste tecniche prima di coricarsi permette al nostro inconscio di
metabolizzare meglio il lavoro analogico.
vincenzofanelli@libero.it www.vincenzofanelli.com
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