ACAM

Dopo
la tragedia dell'11 settembre, il mondo traballa e la pace soccombe. Ora si rischia tutto. Ma
perché?
Le riflessioni del Direttore di ACAM, Enrico Galimberti.
La guerra dei cloni...ma non è
un film!
Già, proprio così.
Questa volta il cinema non
c’entra. Non siamo nell’episodio II di Guerre Stellari.
Nelle quattro parole del titolo
è racchiuso molto dello scenario reale e minaccioso che si protende verso il
nostro futuro prossimo. E’ una “minaccia fantasma”, certo, ma con nomi e
cognomi vergognosi che evito di menzionare per rispetto della sensibilità mia e
vostra.
E’ un periodo cupo.
E’ un periodo denso di memorie
orribili e profetici avvertimenti.
60 anni fa l’orrore del
Nazismo, folle misticismo esoterico che fece della politica e della barbarie i
suoi macabri ed epidemici orpelli.
Da allora e ancora oggi dottrine
oscurantiste che in molte nazioni annullano ogni forma di libero spirito e
individualità religiosa e politica.
Miriadi di guerre e battaglie in
Paesi di cui il giornalismo di copertina si occupa solo raramente e
frettolosamente, giusto il tempo per rimediare a un senso di colpa che porta poi
a scaricare su di noi, persone semplici, la responsabilità di tutti i mali del
mondo.
E’ un periodo in cui la gente
avverte più violento l’horror vacui dinnanzi ad un futuro che appare
oggi più che mai incerto.
Dopo le strampalate
farneticazioni di mitomani “illuminati” o forse “fulminati” che
propongono come compito dell’umanità quello di ripopolare il pianeta con
fotocopie deambulanti di noi miseri mortali; dopo schiere di predicatori
esagitati che rivolgono offese innaturali a tutti coloro che la pensano
diversamente in una sorta di campagna elettoral-filosofica in cui, direbbe
Darwin, “il più forte sopravvivrà”…
…cosa dovremmo ancora
attenderci?
Meglio imbrigliare il pessimismo
ed armarci di speranza. In fondo anche la scienza insegna che non tutti i
processi in atto sono irreversibili.
Nonostante tutto qualcosa è
vivo.
Nonostante tutto la vita
esiste ancora, così come l’amore, l’amicizia, la famiglia,
il rispetto, la fratellanza, l’onore e l’onesta!
Molte persone vivono ancora con
questi ideali. E’ una lotta dura, esistenziale. La solitudine culturale e
l’abbandono a volte turbano.
Prima di imparare ad accendere il
fuoco, i nostri antenati dovevano andare alla ricerca di piccoli incendi,
catturare la fiamma e mantenerla, continuando ad alimentarla.
Oggi, l’umanità orbata di ogni
dimensione spirituale, vive in una condizione metaforicamente simile. Impresa
titanica forse, ma vale la pena di provare. Anche perché senza i valori citati
sopra, il mondo così come è non sarà più.
Tutto
il mondo si arma per la III Guerra Mondiale.
Se la guerra comincerà, tutto
andrà perduto.
La politica ha fallito se
nonostante la dialettica e le mediazioni di paesi “civili” nel 2003
(!) si innalzano ancora le spade in attesa di versare sangue innocente.
Già, perché chi dichiara
guerra non morirà mai in guerra!
I grandi condottieri riflettevano
a lungo prima di mettere a repentaglio le vite di coloro che “grandi” li
aveva fatti diventare.
Che il Dio di tutti, Cristiani,
Ebrei, Musulmani, Induisti, Buddisti, illumini le menti e che il sogno di un
mondo migliore ci aiuti a restare svegli.
Voi come la pensate? Scrivetemi a narmer@iol.it.
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