I Cerchi nel grano e la Bibbia

Già altri si sono accorti della somiglianza fra queste figure ma non so quanti abbiano poi letto la Bibbia…

La figura A rappresenta un crop circle.

La figura B rappresenta una  channukkijah incisa in bassorilievo su rame (ma non sono ancora riuscita a trovare la provenienza e l’anno di questo reperto)

CENNI RELIGIOSI

La festa di Chanukkah, abbraccia un periodo di 8 giorni, durante il quale, è tradizione accendere, un giorno dopo l’altro, i lumi della chanukkijah , la speciale lampada con nove lumi dedicata a questa ricorrenza, in ricordo della riconsacrazione del Tempio di Gerusalemme, operata dai Maccabei nel 169 a.c.

Chanukkah è la festa ebraica che ricorda un episodio dell’antica storia del popolo ebraico, contenuta nel libro dei Maccabei, dal nome del vecchio sacerdote ebreo e dei suoi figli che combatterono contro i Seleucidi per la salvaguardia dell’identità ebraica contro il dilagare della cultura idolatrica di derivazione ellenistica. Essi riuscirono a far ripristinare il culto al Tempio di Gerusalemme, dopo che per anni era stato abolito e reso illegale.

La tradizione narra che in tale occasione sia avvenuto  il miracolo dell’olio. I Maccabei, entrati nel Tempio di Gerusalemme per ripristinare il culto ebraico, vollero riaccendere la menorah, il candelabro a sette bracci, che la Torah prescrive debba rimanere acceso alimentato solo da purissimo olio di oliva. Nel tempio profanato, i Maccabei ne trovarono soltanto una piccola quantità, bastante per tenere acceso il candelabro una sola notte, ma miracolosamente il candelabro rimase acceso per 8 giorni, il tempo necessario per produrre altro olio. Da qui la tradizione dell’accensione delle luci.

L’accensione dei lumi costituisce un rituale importante della festa: ogni sera con la famiglia riunita, dopo il tramonto, viene acceso un lume fino ad arrivare progressivamente, l’ultimo giorno, all’accensione di tutti i nove lumi, uno per ogni giornata più il lume di servizio, della channukkijah, che viene posta alla finestra per essere visibile all’esterno. Tale gesto conferisce a questa ricorrenza una dimensione pubblica e universale, ricordando la vittoria del monoteismo sull’idolatria.

Le figure A e B sono simili es. la Fig.A  ha un disegno più piccolo, al di sopra del crop grande,che sembra rappresentare un toro con le corna o meglio dicendo uno spicchio di luna…,la Fig.B  allo stesso modo, al di sopra degli altri simboli e precisamente nel mezzo ha un altro simbolo più piccolo.

Quello che non combacia è il numero dei bracieri, nel channukkijah ce ne sono 9 come da tradizione…,mentre nel Crop ce ne sono solo 7(forse se ne sono dimenticati 2? No)

La Menorah, il candelabro a sette bracci, è uno dei simboli più antichi dell’Ebraismo.

Vediamo cosa dice la bibbia: : ‘Mi farai –dice il Signore a Mosé (Esodo, 25:31-40)- un candelabro d’oro puro fatto tutto d’un pezzo: il piedistallo e il fusto, i suoi calici, i suoi bocciòli e i suoi fiori formeranno un solo corpo con esso. Sei rami usciranno dai suoi lati, tre rami del candelabro da una parte e altri tre dall’altra…’

La Menorah è citata in numerosi passi biblici: in Esodo 37:17-24 per dire che Betzalel, l’artista designato da Dio in persona, ha costruito il candelabro esattamente come l’aveva progettato il Signore. Sempre in Esodo, 30:27 per raccomandare che il candelabro, insieme ad altri oggetti del Tabernacolo, sia unto con olio sacro. Ancora in Esodo il candelabro è citato tre volte: quando il lavoro è ultimato e portato a Mosé (39:37), allorché il Signore ne ordina a Mosé la collocazione nell’Abitazione o ‘Tenda dell’incontro’ a lui consacrata (40:4). In Numeri è citato due volte: (3:31) per ribadire che l’accensione del candelabro è riservata ai leviti e (8:24) per la raccomandazione del Signore a Mosé che le sette lampade illuminino la parte anteriore del candelabro. Nel Libro di Daniele, il candelabro è citato (5:5) per ricordare il banchetto del re Baldassar, figlio di Nabucodonosor, durante il quale, apparve una mano di fronte al candelabro e scrisse parole che solo Daniele riuscì a interpretare. Nel I Libro dei Re (7:49) e nel II Libro delle Cronache (4:7) per predisporre 10 candelabri all’interno del Tempio: 5 a destra e 5 a sinistra del santuario.Ancora nel II Libro delle Cronache (13:11) si ricorda che l’accensione delle lampade è un obbligo verso il Signore. Nel I Libro dei Maccabei (4:49-50) il candelabro è utilizzato per la riconsacrazione del Tempio, mentre in Siracide (26:17) ha la funzione di metafora poetica: la lampada che brilla sul candelabro è paragonata a un bel volto di donna sopra un corpo grazioso.

Infine, in Zaccaria (4:1-12), il candelabro fa parte della quinta visione del profeta: “L’angelo incaricato di parlarmi venne a scuotermi come si fa con uno che dorme. Mi domandò: ‘che cosa vedi?’ Io risposi: ‘vedo un candelabro d’oro, con in cima un recipiente per l’olio. Il candelabro a sette lucerne e sette beccucci per dare olio a ogni lucerna. Vicino al recipiente ci sono due ulivi, uno a destra e l’altro a sinistra.’ E domandai all’angelo: ‘che significa tutto questo, mio signore?’ Allora l’angelo mi spiegò: ‘Le sette lucerne rappresentano gli occhi del Signore che osservano tutta la terra…” (Forse chi ha disegnato il Crop ci vuole dire che c’è qualcuno che ci controlla??)

A voi la sentenza.

Claudia