Il big bang nei miti egizi della creazione

di Enrico Galimberti

Fra i miti egizi della creazione, ha suscitato in me notevole interesse quello “elaborato” a Ermopoli. La città si chiama oggi El-Aschmuneim, in egiziano antico Khmun, il numero otto, che corrisponde alle divinità dell’Ogdoade la cui esistenza precedette quella di Ra. Nell’antichità, essa fu il centro del culto di Thot, il dio della saggezza protettore degli scribi, Ermes per i Greci: da qui il toponimo. In età greco-romana, Thot era adorato come Ermete Trismegisto, cioè tre volte grande, cui si attribuiva il cosiddetto Corpo Ermetico, cioè un insieme di scritti di oscura interpretazione e di carattere mistico.

Il mito ermopolita, si discosta non di molto da quello eliopolita, anche se per particolari inquietanti.

La materia primordiale vi è descritta con precisione quasi scientifica ed è popolata da otto creature divine, rane e serpenti, che nuotano nelle sue acque. Sono Nun e Naunet, le acque primigenie, Heh e Hanhet, divinità dello spazio infinito, Kek e Hehet, l’oscurità, Amon e Amaunet, dei dell’ignoto: quattro coppie unite in un gruppo di otto, per gli Egizi la totalità perfetta, l’Ogdoade. Sono “i padri e le madri che vennero in essere all’inizio, che fecero nascere il Sole e che crearono Atum”; esse, a un certo punto, si fusero a formare un grande uovo, da cui sarebbe uscito il creatore.Secondo altri, le loro forze unite avrebbero dato vita a un’esplosione di energia, tale da creare dal nulla la terra.

Il richiamo alla teoria del Big Bang ci sembra più che giustificato, sebbene non ci permettiamo una libertà tale da cucire addosso alla nostra ipotesi i panni di una teoria scientifica.

Ad ogni modo, se gli egizi avessero voluto toglierci ogni dubbio sul fatto che avessero elaborato una teoria scientifico-religiosa (ricordiamo che all’epoca tutte le scienze erano sacre) simile al nostro Big Bang, il mito avrebbe recitato più o meno così:

“e le forze che esercitavano sulla divina massa primordiale si fusero tra loro e diedero vita ad una ineffabile esplosione di inaudita potenza, da cui il divo spirito creatore si sprigionò e diede inizio alla creazione di tutte le cose, dei cieli e della terra”.

Se ci fate caso, a parte il nostro volo pindarico , non esiste così tanta differenza fra le due versioni.

Probabilmente questi nostri interrogativi non avranno risposta, tuttavia è lecito ricordare che gli Egizi furono i veri padri fondatori della Civiltà occidentale, la cui terra fu riconosciuta fertile di sapere e conoscenza persino dai Greci, che ivi appresero l’arte della filosofia e della letteratura.

In Egitto, come la stessa archeologia sta dimostrando con le sue scoperte, sono sepolte tradizioni mistico-religiose che ormai è moralmente e scientificamente scorretto ritenere frutto di un popolo che secondo la oligarchica ortodossia archeologica, appena uscito dalla barbara preistoria, fu in grado di innalzare al dio del cielo la meravigliosa imponenza delle Piramidi, meraviglie dell’umanità divinamente ispirata.