Il Caduceo

di Achille Giachino

L’origine del misterioso e affascinante caduceo o bastone alato si perde nella notte dei tempi; è infatti uno dei simboli più antichi nella storia dell’umanità, comune a civiltà diverse.

Come si è pervenuti a considerarlo il simbolo della scienza medica? Per rispondere a questa domanda è necessaria una disamina attraverso miti, credenze e religioni dei tempi passati.

Il caduceo è costituito da un bastone dotato di due ali, simboleggianti il primato dell’intelligenza che si pone al di sopra della materia per poterla dominare per mezzo dell’intelligenza, e di due rettili che si accoppiano, simbolo della polarità del bene e del male tenuta in equilibrio dal dio che ne controlla la forza, attorcigliati in senso inverso fino alla sommità e posti l’uno di fronte all’altro. In questo intreccio il serpente maschio, di ascendenza solare, è posto a destra, mentre quello femmina, di ascendenza lunare, è posto a sinistra.

Astronomicamente, la testa e la coda dei due rettili rappresentano i punti dell’eclittica in cui il Sole e la Luna si incontrano, quasi in un abbraccio.

Metafisicamente, rappresenta la discesa della materia primordiale nella materia grossolana.

Fisiologicamente, rappresenta le correnti vitali che scorrono nel corpo umano.

Riferito all’Universo, indica la capacità di dominare il caos e di porre ordine in esso, creando armonia tra le diverse tendenze che ruotano intorno all’asse del mondo.

Riferito al corpo umano, indica il potere taumaturgico di colui che è in grado di portare armonia in un organismo malato.

Il caduceo indica pure la capacità di conciliare tra loro gli opposti, creando armonia tra elementi diversi come l’acqua, il fuoco, la terra e l’aria. Per questo motivo ricorre frequentemente anche in alchimia, quale indicazione della sintesi di zolfo e mercurio, oltre che nel simbolismo della farmacopea.

Il reperto archeologico più antico nel quale è raffigurato un caduceo è una coppa appartenuta al re mesopotamico Guda sovrano della città di Lagash. Lo si è inoltre trovato su tavolette indiane della civiltà vedica, sui monumenti egiziani (spesso il dio dei morti Anubi è raffigurato con in mano un caduceo), nella mitologia babilonese associato al dio Mingzida, nei templi greci e romani.

A che cosa è dovuta la presenza dei serpenti sul caduceo? Gli antichi, secondo Plinio, attribuivano al serpente intelligenza e sentimenti particolari e furono grandemente impressionati dalla sua vita misteriosa e sotterranea, dalla sua capacità di secernere veleni mortali e dalla sua velocità, pur essendo privo di arti. Al serpente fu anche attribuito il simbolo di potenza: lo si trova infatti sulla corona dei faraoni d’Egitto.

Il termine caduceo deriva dal greco Karkeion (araldo, messaggero) e rappresentava per l’appunto il simbolo di Ermes o Mercurio,messaggero degli dei, che lo esibiva come simbolo per dirimere le liti. Era infatti portato dagli araldi e dagli ambasciatori come simbolo della loro funzione e come emblema della loro inviolabilità personale. Ma prima che a Mercurio, il magico bastone venne attribuito come emblema a Ermete Trismegisto, mitico progenitore dell’arte magica tradizionale, intesa come sintesi del sapere universale in ogni sua applicazione: medicina, legge morale, filosofia, religione, scienze naturali, matematica, etc. Il mito di Ermete risale alla più remota civiltà egizia, ripreso poi dalla mitologia greca che ne trasse il dio Hermes poi divenuto Mercurio con i Romani.

Secondo Virgilio (IV libro dell’Eneide) Apollo donò il caduceo ad Hermes, in cambio della lira; Apollo spesso è però raffigurato con il serpente ed il dio era considerato il padre di Asclepio (Esculapio presso i Romani) dio della Medicina, e di Igea, dea della salute.

Per quale motivo Asclepio dei Greci ed Esculapio dei Romani vengono sempre rappresentati con il serpente, quasi confondendosi a volte con esso? Secondo taluni, il serpente sacro ad Esculapio sta a significare che i malati per guarire debbono costruirsi un corpo nuovo, ossia lasciare l’antica pelle come fanno i rettili ad ogni muta. Altri, pur ammettendo l’idea del ringiovanimento, affermano che gli antichi nutrivano una grande considerazione per il serpente soprattutto per l’acuzie della sua vista e per la sua attenzione, prerogativa richiesta ed indispensabile ai medici. Altri ancora ne esaltano la vigilanza, che deve essere la qualità precipua del medico.

Ecco quindi che inizia a delinearsi la risposta al quesito principale del nostro articolo. Infatti il caduceo ebbe una valenza medica oltre che morale, rappresentando la salute fisica della persona e al tempo stesso la condotta onesta di chi pratica la nobile arte della medicina.

In conclusione, il caduceo simboleggia l’enigma della complessità umana e delle sue infinite possibilità di sviluppo ed è universalmente riconosciuto come emblema della medicina. Con Asclepio l’antica verga diventa scettro di dominio sulla natura, consentendo all’operatore di utilizzarla per guarire i malati. Ciò che vi è di negativo nelle cose terrene diventa positivo grazie al caduceo ed alla lotta dei due serpenti che si fronteggiano; sostanze originariamente prive di significato diventano salvifiche, tramutandosi in rimedio grazie alla scienza del medico.

E’ il trionfo dell’arte medica, attraverso la quale si compie il recupero delle forze vitali grazie ai segreti conosciuti dal detentore del caduceo.