Il codice astronomico degli Estensi: palazzo Schifanoia

 © di Nicola Iannelli per Acam.it

(testo tratto dal libro Simboli e Costellazioni, Pontecorboli editore, 2013)

fig. 1La sala delle costellazioni di Palazzo Schifanoia a Ferrara costituisce uno dei più grandi misteri della storia dell’arte.

Le teorie sulla genesi e il significato degli affreschi si sono presentate numerose nel corso degli anni. Ma oggi abbiamo a disposizione software per la ricostruzione dell’aspetto del cielo in qualunque data e anche sofisticate simulazioni di computer grafica.

Grazie a queste nuove tecnologie è possibile dimostrare che il ciclo degli affreschi di Schifanoia tende a rappresentare Borso d’Este, signore di Ferrara, con il chiaro intento di celebrare il mecenate in una data particolarmente importante, quella della sua prima investitura a duca.

Borso nasce nel 1413 da Niccolò III d’Este e dalla favorita cortigiana Stella dé Tolomei. Succede al fratello Leonello d’Este il 1° ottobre 1450 e da allora comincia per lo stato estense una politica di espansione e di nobilitazione che, come vedremo, si rifletterà nel salone di palazzo Schifanoia.

Il duca Borso d’Este
Il duca Borso d’Este

Questo processo vede il culmine il 18 maggio 1452, quando Borso viene insignito dall’imperatore Federico III, che si trovava in visita a Ferrara, del ducato di Modena e Reggio e della contea di Rovigo.

Il più importante trionfo politico di Borso d’Este si celebra dunque alla festa dell’Ascensione, l’evento noto come l’ultimo episodio della vita terrena di Gesù, che quaranta giorni dopo la morte, ascende al cielo. Simbolicamente anche il nuovo duca quel giorno di maggio “ascende”, sale nella scala gerarchica delle personalità politiche dell’epoca.

Dall’analisi condotta con appositi software astronomici e grafica computerizzata è possibile trovare corrispondenze formali tra la configurazione del cielo alla data dell’investitura a duca e il sistema dei trionfi delle divinità classiche, delle costellazioni e dei decani, che influenzano le attività della vita di corte rappresentate nel ciclo di affreschi.

Questa nuova lettura si inserisce nel solco della tradizione rinascimentale delle rappresentazioni celesti, per la quale date ed eventi particolarmente importanti per i signori dell’epoca venivano impressi a futura memoria.

A palazzo Schifanoia con tutta probabilità l’intento era di preparare l’imminente investitura di Borso d‘Este a duca di Ferrara da parte del papa Paolo II (programmata per il 1471), attraverso la rappresentazione del suo operato di “principe illuminato” a partire dalla data simbolica del 18 maggio 1452.

fig. 3
Il salone affrescato di palazzo Schifanoia a Ferrara

Il cantiere viene infatti attivato nell’imminenza della proclamazione, ed essendo Ferrara feudo papale il titolo assumeva un significato politico fondamentale.

Per l’importanza dell’opera il duca Borso deve aver controllato personalmente l’intero programma iconografico, attraverso il coordinamento assegnato al bibliotecario, storico di corte e astrologo Pellegrino Prisciani, con il concorso di altri eruditi, come l’importante astronomo Giovanni Bianchini.

Dietro la composizione degli affreschi del salone si cela un dettagliato programma astronomico di fondo, che costituisce la base sulla quale si inseriscono le figurazioni astrologiche e le antiche fonti.

La sala delle costellazioni è orientata infatti secondo i punti cardinali e si configura come un sistema indicativo di un preciso episodio storico, quel 18 maggio 1452 che segna l’ascesa del duca Borso d’Este, quando il sole brilla ad Est al mattino (ore 9:00) esattamente al centro del segno del Toro.

Dall’esame della configurazione del cielo di quel giorno possiamo notare che la fascia pittorica rappresenta effettivamente un sistema sferico trasferito su una superficie piana; con una impressionante e riuscitissima combinazione tra scienza e arte, il ruotare delle stelle è stato ricondotto a una serie di simboli e di immagini proiettate sulle pareti della sala.

Se sovrapponiamo alla parete la configurazione del cielo a Est in quel dato momento, otteniamo una corrispondenza perfetta con la posizione delle costellazioni della fascia mediana dell’affresco.

fig. 4
Proiezione delle costellazioni sulla parete Est alle ore 9:00 del 18 maggio 1452

In questo quadro ad ogni segno zodiacale corrisponde la propria costellazione e ogni decano è associato ai cosiddetti “paranatellonta”[1], in modo che la sua figurazione simbolica evochi efficacemente la configurazione degli astri che compongono tale costellazione.

Parete Est: fascia pittorica della Costellazione del Toro.
Parete Est: fascia pittorica della Costellazione del Toro

La fascia mediana, in una dimensione celeste, ci offre invece una fotografia delle costellazioni e dei decani al momento dell’ascesa al ducato di Borso d’Este e questo elimina alla radice il problema a lungo dibattuto dagli studiosi sul senso di lettura inverso delle costellazioni e dei decani.

I decani procedono infatti da sinistra verso destra, come il muovere delle costellazioni nel cielo quando realmente le osserviamo.

Sullo sfondo di azzurrite, i segni zodiacali ed i decani sono stati modellati in modo plastico mediante le ombre e vengono raffigurati senza altri effetti spaziali, con il sole e la luna a marcarne la disposizione rispetto all’orizzonte e la relativa visibilità. Questo mette ulteriormente in evidenza l’effetto di profondità del colore, a dimostrazione della ricerca di una proiezione “reale” delle figure astrali presenti nel cielo del 18 maggio 1452.

Nella fascia superiore, in una dimensione mitica, i grandi numi tutelari si muovono su carri trionfali, in una trasposizione simbolica del viaggio trionfale che il novello duca intraprenderà a breve per visitare le sue nuove terre.

La fascia mediana, in una dimensione celeste, offre invece una fotografia di costellazioni e decani al momento stesso della nomina a duca di Borso d’Este.

fig. 6
Le costellazioni che rappresentano i decani del Toro nella rappresentazione celeste

Nella fascia inferiore si scende alla dimensione terrestre; qui gli affreschi, collocati quasi all’altezza dello spettatore, illustrano episodi della corte e del “buon governo” del duca, ritratto in ogni scena con gli stessi abiti della cerimonia d’investitura.

La configurazione del cielo è confermata anche dall’interpretazione astrologica, per cui nell’oroscopo di Ferrara del 18 maggio 1452 alle ore 9:00 il Sole è nella costellazione dei Gemelli (nell’affresco infatti Apollo regge il disco del Sole), mentre la Luna e Mercurio si posizionano nel Toro.

La fede che gli Este hanno nelle stelle è dichiarata presentando al mondo dell’epoca la rappresentazione della configurazione astronomica all’ascesa al potere di Borso d’Este, momento insieme culminante e di partenza della sua carriera politica.


[1] Dal verbo greco paranatello (sorgo, mi levo accanto), il paranatellon è l’astro o la costellazione extra-zodiacale che sorge presso un segno zodiacale o parte di esso.