Il Crac Parmalat

di Luciano Sampietro

Questa volta voglio essere leggero e, per sdrammatizzare un poco l’atmosfera che si respira nelle Centurie, scriverò del caso finanziario che in questi primi giorni dell’anno sta monopolizzando le prime pagine dei giornali non solo italiani, ma di ogni parte del mondo.

In effetti la cosa è enorme: è la prima volta, per quanto possa ricordare, che un gruppo economico – imprenditoriale di grandi dimensioni, quotato in borsa, con deliberato e spregiudicato disegno letteralmente fabbrichi documenti falsi per esporre un bilancio tranquillizzante e indurre così gli ignari risparmiatori a investire. Su ACAM il 19 maggio 2003 avevo scritto un pezzo relativo alla borsa e alle frodi perpetrate in danno degli investitori, che la quartina VII, 35 descrive con sorprendente attualità, ma qui, sul piano del comportamento, si è superata ogni fantasiosa rappresentazione, in quanto quel che sconcerta è proprio la positiva azione di fabbricazione di titoli falsi, che si aggiunge alle alterazioni dei dati contabili.

Non posso affermare con sicurezza che Nostradamus abbia voluto dedicare veramente a Calisto Tanzi e alla Parmalat una quartina, ma quella che mi accingo a commentare può avere con la vicenda più di un suggestivo addentellato, anche se l’interpretazione, come già ho avuto modo di osservare, non può mai portare a un risultato certo:

 Quartina IX, 98 

  • Dall’azione del “Tanti” i sinistrati
  • meneranno contro le opposte bande,
  • quelli di Lygon saranno pressati
  • a consegnar di Malta il capo grande.

Nel testo francese Nostradamus parla di persone che sono state afflitte dall’azione di un “taint”, che significa “tinto, macchiato”, aggettivo che non ha certo significato in rapporto alla frase, ma che potrebbe allora proprio sottendere il nome dell’autore, con il quale ha non poca assonanza, soprattutto se anagrammato da “taint” in “tanti”. Con il termine “quelli di Lygon” (in francese Lygonnois) il Veggente indica a mio giudizio persone di lingua inglese, dal momento che quella dei Lygon è una nota casata, alla quale in Inghilterra e negli altri paesi di lingua anglosassone sono dedicate vie, piazze, alberghi ecc. Infine il quarto verso fa preciso riferimento a Malta (Melite).

A questo punto potremmo anche azzardare la seguente ipotesi interpretativa: quelli che sono stati rovinati dall’opera di Calisto Tanzi cominceranno ad accusare e a denunciare violentemente tutti coloro che in un modo o nell’altro hanno colpevolmente consentito che succedesse un simile disastro (banche, Consob, società di revisione ecc.) e la loro azione sarà tale che anche all’estero si muoveranno per consegnare alla magistratura i colpevoli e tra questi un personaggio di Malta che dovrebbe aver avuto un ruolo determinante nella frode finanziaria. Non va dimenticato, infatti, che proprio Malta costituiva il cruciale snodo dei flussi finanziari che finivano poi per sfociare in società e istituti di varie parti del mondo, rendendo difficilissima la ricostruzione dei movimenti.

E proprio in questi giorni stanno convergendo in Italia esperti inviati da numerose banche estere (soprattutto inglesi) ed altre istituzioni finanziarie (specie canadesi), che avevano piazzato a peso d’oro presso i propri clienti solo pochi mesi fa la carta straccia delle obbligazioni Parmalat: che il loro intervento abbia effetto risolutivo sul criptato mondo finanziario maltese?