Il crollo del regime iracheno e le mire dell’Iran

di Luciano Sampietro

In un articolo apparso su Libero del 30 aprile, Piero Laporta spiega perché l’Iraq non dovrebbe diventare un altro Iran in forza di numerosi argomenti di ordine logico, politico ed economico.

Le conclusioni alle quali il giornalista giunge potrebbero anche essere condivisibili, se non fosse per il fatto che la lettura delle Centurie mi induce a trarre previsioni opposte.

Sono molti anni ormai che seguo quotidianamente i fatti mediorientali attraverso i giornali di lingua inglese e francese presenti in Internet e ciò da quando mi sono reso conto che il futuro che ci aspetta, secondo Nostradamus, è indissolubilmente legato agli accadimenti di quelle terre e in primo luogo alla strisciante guerra tra israeliani e palestinesi.

Nonostante gli obiettivi elementi di diversità rispetto al modello iraniano, ben evidenziati da Laporta, il rischio più grave che sta correndo l’Iraq, dopo essere stato liberato, è quello di precipitare nel soffocante abbraccio di uno stato confessionale di stampo islamico.

Gli eventi iracheni di questi giorni, con milioni di persone a invocare a gran voce l’Islam, fanno affiorare il ricordo del 1979, quando la rivoluzione religiosa di Khomeini fece crollare il regime dello Scià, come aveva esattamente previsto Nostradamus nella quartina I, 70:

  • Pioggia, fame, guerra in Persia non cessata,
  • troppo gran fede tradirà il Monarca:
  • la fine proprio in Francia cominciata,
  • segreto augurio ad un: vittoria parca.

La fame e la carestia in Persia avevano spinto il popolo a una rivolta fortemente connotata dal sentimento religioso, sfociato in un fanatismo talmente violento da non consentire allo Scià di resistere (troppo gran fede tradirà il monarca). E così Khomeini, che aveva a suo tempo avuto asilo politico in Francia e che da lì aveva dettato i tempi della rivoluzione, era ritornato in Persia, dove non aveva sicuramente seguito il consiglio di Nostradamus, quello cioè di essere parco e magnanimo nella vittoria, abbandonandosi invece ad eccidi di massa.

L’attuale governo iraniano sta oggi tentando di esportare il proprio modello in Iraq, in ciò servendosi dei religiosi sciiti iracheni che avevano trovato asilo in Iran e che stanno rientrando nel loro paese, come ad esempio l’hojjatoleslam Abdolaziz Al-Hakim, fratello minore dell’Ayatollah Mohammad Baquer, presidente della Suprema Assemblea della Rivoluzione Islamica dell’Iraq (SAIRI).

Riusciranno i fondamentalisti islamici nel loro intento di trasformare l’Iraq in un altro Iran?

A leggere Nostradamus sembrerebbe proprio di sì, in quanto l’Iran, forte dei suoi oltre 70 milioni  di individui (di cui ben 40 milioni compresi tra i 18 e i 35 anni) e di un esercito moderno e bene armato (dai russi), dovrebbe costituire in un prossimo futuro uno dei principali motori di propulsione bellica nei confronti dei paesi confinanti e dell’occidente:

Quartina V, 25:

  • Capo arabo, Mars. Sol, Venus, Leone
  • di Chiesa il regno per mar distruggerà:
  • dalla Persia con ben quasi un milione
  • Bisanzio, Egitto, per serpe invaderà.

Il primo verso spiega che un capo arabo, giunto al potere quando Marte, Sole e Venere erano insieme uniti in Leone, distruggerà dal mare il “Regno della Chiesa”. Nelle profezie di Nostradamus, infatti, Roma dovrebbe essere occupata dalle truppe islamiche e il Papa (l’ultimo) catturato e ucciso. La congiunzione di Marte, Sole e Venere in Leone si è verificata il 2 agosto del 2000 ed è praticamente coincisa con l’avvento al potere in Siria di Bashar Al-Assad (16 luglio 2000), che proprio in questi giorni, come riporta il Tehran Times del 28 aprile, sta organizzando a Damasco uno storico congresso sull’Imam Hussein, il martire dell’Islam  maggiormente venerato e a questo congresso è prevista la partecipazione di eminenti ayatollah del vicino Iran, con la benedizione dei capi politici delle due parti e l’augurio che “i due paesi possano espandere i loro amichevoli legami anche in altri campi”.

Sarà forse questo il primo passo verso una pericolosa alleanza militare?