Il Generale Israeliano

di Luciano Sampietro

Sul quotidiano israeliano Ha’aretz del 6 maggio è riportata una lunga intervista al capo di stato maggiore israeliano Moshe Ya’alon.

Il pensiero di Ya’alon è improntato a un cauto ottimismo circa la situazione mediorientale:

l’accantonamento di Arafat a favore di Abu Mazen nel governo dell’Autorità Palestinese dovrebbe consentire il riaprirsi di un dialogo, perché, a giudizio dell’alto ufficiale, il conflitto tra israeliani e palestinesi non è irresolubile.

Il rovesciamento del regime iracheno, poi, potrebbe segnare la fine anche di quello degli ayatollah nel vicino Iran, dove la contrarietà al sistema abbraccia la stragrande maggioranza della popolazione (circa l’80 % n.d.r.), che alla fine potrebbe anche sollevarsi contro quel governo fondamentalista ed opprimente.

Per quanto riguarda la Siria, Ya’alon osserva come quel paese abbia tutti i requisiti per essere iscritto al club del così detto “asse del male”, dal momento che  dispone sicuramente di armi chimiche, ospita gruppi terroristici, assicura la presenza nel Libano meridionale degli hizbullah, tramite i quali mantiene viva la tensione con lancio di proiettili di mortaio ed attentati in territorio israeliano. Secondo Ya’alon, se il regime di Assad vorrà sopravvivere e non fare la fine di quello iracheno, la Siria dovrà innanzitutto cacciare dal suo territorio i gruppi terroristici e poi consegnare agli americani i numerosi notabili iracheni che hanno lì trovato rifugio.

L’alto ufficiale israeliano vede dunque per il suo paese un futuro favorevole, che dovrebbe consentire ad esso di prosperare in pace.

Questo è anche il mio augurio personale, ma non sono queste, purtroppo, le previsioni di Nostradamus:

Quartina I, 55

  • Sotto i cieli di Babilonia, iniqui,
  • grande sarà di sangue l’effusione,
  • terra, aria, mare, cielo non proficui,
  • sette, fame, regni, peste, confusione.

La quartina descrive con sufficiente colore la situazione mediorientale, con litigiosità tra stati (regni), attentati terroristici di violente fazioni (sette), fame e malattie.

Quartina V, 24

  • Regno e legge con Venere elevati
  • Saturno avrà  sopra Giove il suo seggio:
  • la legge e il regno col Sole creati
  • dagli Israeliani patirà il peggio.

Saturno e Giove tra l’agosto del 2000 e il luglio del 2001 si trovarono entrambi in Gemelli e nell’agosto – settembre del 2000 scoppiò la sanguinosa Intifada che tutt’oggi è ben lungi dal vedere la fine. Ciò premesso, il significato della quartina appare chiaro: l’Autorità Palestinese, cioè lo Stato di confessione islamica (Venere, perché gli islamici santificano il venerdì), andrà consolidandosi nel 2000 – 2001, nel mentre lo Stato che grazie ai cristiani inglesi e americani (il Sole = domenica) venne creato dagli Israeliani, finirà con il subire il peggio.

Ad esaminare le vicende di questi tempi non sembrerebbe così e il punto di vista del capo di stato maggiore israeliano potrebbe anche essere condiviso, ma vi sono nelle Centurie ulteriori quartine che non paiono lasciare dubbi in proposito, come, ad esempio, la V, 11:

  • Mar non più sicuro per i Cristiani,
  • quelli di Venere avran tutta l’Africa:
  • nel lor regno non più gli Israeliani,
  • e molto cambierà la parte Asiatica.

Si potrebbe anche sorridere increduli nel leggere oggi questa previsione: quando nel 1999 uscì il mio libro, israeliani e palestinesi sembravano avere ormai rapporti idilliaci, dopo il Nobel per la pace assegnato ai loro capi e dopo il trattato di Oslo, eppure già allora avvertivo che quella situazione non sarebbe durata, degenerando rapidamente in aperto conflitto, con ricomparsa del terrorismo a funestare la nostra esistenza…