Il lato oscuro della simbologia della dama

di Vito Foschi

Ogni simbolo possiede una simbologia celeste ed una simbologia oscura legata alle forze negative. Nel caso del simbolo della Dama, questa simbologia oscura è legata alla simbologia della Grande  Madre nei suoi aspetti ctoni ed uroborici. La figura della Madre primordiale rappresenta l’energia della natura nel suo aspetto violento e crudele, come quella degli eventi atmosferici, dai vulcani, delle belve feroci, e così via, ma anche dalla forza vitale della foresta che si espande sommergendo tutto. Questa vitalità della natura, che si espande in maniera forte e violenta non è mitigata dagli aspetti paterni e razionali associati alla figura del padre. La femminilità rappresentata dalla madre primordiale è dominata dalla passioni più sfrenate e da un istinto non controllato dalla ragione e le sue azioni non sono guidate dalla razionalità. In quanto tali le sue azioni possono essere guidate dalla più sfrenata crudeltà come dalla più estrema generosità.

Nel Perceval di Chrétien de Troyes questi aspetti oscuri li ritroviamo nella madre del giovane che non a caso si rifugia nella Guasta Foresta, escludendosi da ogni consesso civile. La madre di Perceval viene a rappresentare la Natura ingannatrice che avvinghia l’uomo con le sue molteplici forme, non facendogli percepire l’Unità sottesa che lo guiderebbe verso l’elevazione spirituale: è un altro aspetto della Madre Primordiale. La volontà della madre di tenere il giovane all’oscuro del mondo mette in evidenza bene questo aspetto. D’altro canto la stessa Natura può trasformarsi in strumento atto alla trasmutazione se si riesce a percepire nella molteplicità l’Unità sottesa che tutto anima.

l’amor che move il sole e l’altre stelle” Canto XXXIII

In questa ottica, invece, l’altro polo femminile della storia, Biancofiore rappresenta il femminile evoluto mitigato dalla componente paterna, maschile e razionale. Le due Dame evidenziano l’evoluzione di Perceval dal dominio degli istinti e dallo stato selvatico, al dominio della razionalità e allo stato culturale.

Esaminando in dettaglio l’episodio di Biancofiore si nota che all’arrivo del giovane cavaliere la donna è disperata, priva di razionalità, tant’è, che perso il controllo corre seminuda nella camera del giovane per implorargli aiuto. Al contrario, Perceval, che ha ricevuto l’iniziazione alla cavalleria è calmo e gli offre la sua protezione mantenendo il più assoluto sangue freddo.

La Dama ritrova la sua serenità in presenza dell’elemento maschile che la completa, completando a sua volta il cavaliere: sono i due opposti complementari che ritrovano l’unità.

Da un punto di vista psicologico, il femminile rappresenta l’inconscio, mentre il maschile l’io conscio, la componente razionale, ma questa differenza va vista anche in termini simbolici. L’inconscio rappresenta la coscienza addormentata prigioniera degli istinti e delle pulsioni, mentre l’aspetto conscio, di presenza a Sé rappresenta l’anima risvegliata che ha riconquistato il dominio dell’Io e si è ricongiunta con l’Ego e si proietta verso l’eterno.

La Dama è anche simbolo della Sapienza e come tale non può possedere un simbolismo negativo, perché la Sapienza è una conoscenza di tipo superiore emanazione del divino. Se, invece guardiamo alla Sapienza come semplice conoscenza intuiamo quale può essere il simbolismo oscuro legato a questo aspetto: la conoscenza puramente razionale e materiale che fa a meno dell’intuizione metafisica.

Quando la conoscenza è rivolta verso la materia si addensa in grumi per precipitare nell’abisso dell’abominio. Diventa orgoglio e supponenza, sete di potere, pretesa di sapere e negazione di Dio, significa ergere l’uomo materiale a misura dell’Universo. Si conosce solo ciò che si percepisce con i sensi materiali, negando l’esistenza di qualsiasi altra cosa. Diventa desiderio di onnipotenza quando è legata alla manipolazione della materia: è l’alchimia materiale, dei bruciatori di carbone che non cercano altro che di trasmutare il piombo in oro per arricchirsi e non di trasmutare la propria anima bruta in essere celeste.

La conoscenza razionale pretende di derivare delle conclusioni con dei ragionamenti, negando l’esistenza di una conoscenza diretta e immediata. Se vogliamo fare un esempio è come negare l’esistenza, nella geometria euclidea, degli assiomi, ovvero dei concetti primitivi non riconducibili ad altri e che si conoscono in maniera diretta e non mediata e che non hanno una precisa definizione.

L’intuizione metafisica è quella capacità dell’uomo, in quanto essere non solo materiale, ma anche spirituale di conoscere ciò che va oltre la fisica, ovvero di conoscere le cose celesti. La Sapienza, la Sofia, non è altro che la conoscenza ottenuta tramite l’intuizione metafisica, una conoscenza collegata con le sfere celesti che permette di leggere oltre il velo delle cose e di capirne il reale significato.