Il Mitico Enrico

di Luciano Sampietro

Nostradamus dedica le ultime tre centurie a Enrico Secondo di Francia con una lunga lettera piena di enigmi, artifici linguistici e misteri. In apparenza la lettera è dedicata al sovrano dell’epoca, Enrico Secondo, ma per una serie di elementi che sarebbe lungo spiegare, l’Enrico della lettera non è quel sovrano di Francia, del quale, tra l’altro, Nostradamus predisse la morte in un torneo cavalleresco nella quartina I, 35 (pubblicata nel 1555), morte effettivamente avvenuta il 30 giugno del 1559! L’Enrico della lettera deve ancora arrivare e se la cronologia che propongo nel mio libro “Nostradamus: Settimo Millennio” è corretta, come personalmente ritengo sia, allora il tempo in cui il sipario della storia si alzerà per questo personaggio è molto vicino e non dovrebbe andare oltre il 2006-2007. Henri, secondo il Veggente, dovrebbe essere il salvatore dell’umanità, il condottiero che attraverso una lunga ed aspra guerra riuscirà a prevalere sull’Anticristo e le sue forze, donando alla fine al mondo quasi mille anni di pace ininterrotta.

Il Veggente non si limita a svelarne il nome, ma attraverso non poche quartine e sestine ne indica inequivocabilmente la sua appartenenza alla famiglia dei Borboni, che regnarono in Francia fino alla rivoluzione francese, a Parma e nel Regno delle due Sicilie fino alle guerre di indipendenza e che regnano tuttora in Spagna. I Borboni, nella loro storia millenaria hanno perseguito una politica matrimoniale talmente abile da essere imparentati con numerose casate, per cui non è certo compito semplice quello di individuare chi sia l’Enrico delle Centurie, che oggi dovrebbe essere già uomo, di età compresa tra i trenta e i sessant’anni.

Di quando in quando, pertanto, proporrò ai lettori un possibile personaggio contemporaneo, discendente dai Borboni e di nome Enrico (o Henri, Henry, Heinrich, Enrique, Erik).

Questa volta vorrei soffermarmi su un regnante che pare avere in sé tutti gli elementi per essere individuato in Henri: si tratta dell’attuale Granduca del Lussemburgo, nato il 16 aprile 1955 e quindi di 48 anni di età; suo nonno era Felice di Borbone – Parma, casato che egli accosta, a differenza del padre, a quello della casa regnante del Lussemburgo (Nassau – Weilburg).

I motivi per i quali ritengo altamente possibile che il Granduca di Lussemburgo sia l’Henri di Nostradamus non derivano solo dal suo nome e dalla sua ascendenza, ma dalla quartina VI, 24:

  • Marte allo Scettro si troverà giunto,
  • sotto il Cancro calamitosa guerra:
  • poco dopo un re nuovo sarà unto,
  • che a lungo pacificherà la terra.

Premesso che con la parola “Scettro” il Veggente suole indicare Giove, cioè il re degli dei, la quartina in apparenza prevede una congiunzione di Marte e Giove in Cancro, che è avvenuta nel maggio – giugno del 2002. In realtà bisogna apprezzare la virgola alla fine del primo verso, con il che la quartina prevede l’inizio di una calamitosa guerra quando il sole, in un anno in cui vi sarà una congiunzione Marte – Giove, sarà in Cancro (giugno-luglio).

Nel 2000 Marte e Giove sono stati uniti in Toro dal 24 marzo al 3 maggio. Nel luglio del 2000 naufragava il tentativo di Clinton di far sottoscrivere ad Arafat e Barak a Camp David un definitivo accordo per dar vita a un autonomo stato palestinese, iniziava così l’Intifada, che avrebbe portato con sé lutti e rovine non solo in Israele e Palestina, come l’11 settembre 2001 tragicamente ricorda.

A distanza di poco più di due mesi, il 7 ottobre 2000, in seguito all’abdicazione del padre Jean, Henri veniva incoronato Granduca del Lussemburgo…