Il riaccendersi del conflitto Isrlaelo-palestinese

di Luciano Sampietro

Come era prevedibile e come avevo previsto in precedenti articoli, anche la “Road Map” , cioè il piano di pace russo – americano per la Palestina, è miseramente fallita.

Comprenderne i motivi non è poi così difficile: un groviglio ormai indistricabile di rivendicazioni territoriali, odi religiosi e razziali, rancori alimentati dai  lutti. La tensione viene poi tenuta alta da Stati come la Siria, che dà ospitalità alle delegazioni di Hamas, le finanzia ed arma, così come arma gli Hizbullah libanesi e come l’Iran, che per motivi non solo di fanatismo religioso, vede in Israele il mortale nemico da abbattere.

E proprio in questi giorni ha avuto luogo un cordiale incontro tra il ministro degli esteri iraniano Kharrazi e il presidente siriano Assad e in occasione di tale incontro le parti, come riportato dal Theran Times del giorno 10 settembre, hanno riscontrato perfetta identità di vedute sugli scottanti problemi internazionali dell’Iraq e della Palestina. Con la morte di Hafez Assad nel giugno del 2000 e l’avvento del figlio Bashar molti si erano illusi che la Siria sarebbe stata acquisita alla linea politica occidentale: Bashar, medico oculista, vissuto per molti anni in Inghilterra, dove si era specializzato e aveva conosciuto la propria moglie, figlia di un primario di origine siriana, era stato visto quale elemento che avrebbe potuto modernizzare il suo paese, allentando la morsa del fanatismo e dell’estremismo. Invece così non è stato e la Siria si è progressivamente allontanata dall’Occidente.

Assad ha ieri licenziato il suo primo ministro Mohammed Mustafa Miro e ha nominato in sua vece Mohammed Naji al – Otri, già capo del parlamento e acceso oppositore della politica americana, nonché nemico dichiarato di Israele.

E’ dunque da presumere che la Siria si allontanerà ulteriormente dall’Occidente, andando a stringere legami ancora più stretti con paesi praticamente relegati all’isolamento internazionale.

Era prevedibile tutto ciò?

Nostradamus l’aveva sicuramente previsto, come si può evincere dalla Sestina 28:

  • Seicentonove o quattordici sarà,
  • Pasqua in Quaresima Charon farà,
  • Seicentosei, tutto ciò scriverà,
  • il Medico, grandemente stupito,
  • al tempo stesso in persona insignito,
  • ma, per certo, l’uno e l’altro verrà.

In forza di una chiave cronologica nascosta nell’opera, l’anno 609 è il 2001 e il 614 il 2006.

I primi due versi dicono dunque che nel 2001 o nel 2006 il vecchio Caronte (il traghettatore dei morti) farà Pasqua in Quaresima, cioè farà festa per i numerosi decessi.

E’ curioso da notare come in francese Charon si pronunci come Sharon, l’attuale leader israeliano, che vinse le elezioni politiche nel 2001 in piena Quaresima!  Il verso, dunque, ha un duplice significato. Alcuni anni prima e precisamente nel 1998 (606) un “Medico” aveva previsto l’esplosione della nuova guerra. Nel 1998 Bashar Assad andava progressivamente a rilevare il potere del padre Hafez, gravemente ammalato e non più lucido, svolgendo, soprattutto in Libano, delicate ed importanti missioni, nel corso delle quali aveva ripetutamente scritto e parlato sia della liberazione del Libano dagli israeliani (effettivamente avvenuta nel maggio del 2001), sia del fallimento di ogni piano di pace per la Palestina. Bashar non era il successore designato dal padre, ma lo divenne dopo la morte per incidente stradale del fratello Basil, fatto che modificò radicalmente ed inaspettatamente la sua vita, da qui lo stupore cui il verso fa riferimento.

Il primo verso, però, indica anche l’anno 2006 (614): cosa mai succederà in quell’anno? La sestina purtroppo non alimenta troppe speranze di pace e tra tre anni sia il Medico che Charon, nella sua duplice veste, saranno ancora i protagonisti dello scenario mediorientale.