La buona formazione degli obiettivi

Semplici regole per porsi con successo gli obiettivi desiderati
di Vincenzo Fanelli

La formula del successo per raggiungere gli obiettivi nella propria esistenza consiste nel comprendere se quanto ci proponiamo sia in sintonia con le nostre risorse e se sia ecologico per la nostra parte profonda.

Ad esempio, se decido di intraprendere una nuova professione, devo rendermi conto se ne ho le capacità, le risorse, tempo a disposizione per specializzarmi (se il nuovo lavoro richiede nuove competenze), e se è in linea con i miei valori. Spesso la gente si pone obiettivi fuori dalla propria portata o in maniera vaga, impiegando molte energie e tempo per poi abbandonarlo a causa di mancanza di energie o stimoli. Oppure, semplicemente scopre che quanto desiderato non è quello che realmente vuole.

Vi faccio un esempio concreto: supponiamo che io decida di diventare un giornalista, un inviato speciale all’estero. Impiego molte energie per farlo e alla fine riesco a coronare il mio sogno: un giorno sono in Spagna, il giorno dopo sono in Russia a fare il lavoro tanto ambito. Mia moglie mi chiama sul cellulare e mi ricorda che fra due giorni è il compleanno di nostra figlia e che è estremamente importante che io sia presente. Ma, mentre sto per imbarcarmi sull’aereo che mi riporterà a casa, mi chiama la redazione per dirmi che devo andare urgentemente in Australia per un nuovo servizio: non sarò presente al compleanno.

Questo modo di vivere va avanti per un anno, sempre lontano da casa, ma contento per il lavoro che faccio fino a quando…un bel giorno mi arriva la richiesta di separazione da parte di mia moglie. Solo in quel momento mi rendo conto che sto perdendo la mia famiglia e che è più importante del lavoro di inviato speciale. Ma me ne rendo conto troppo tardi.

Come potevo immaginare che quel obiettivo poteva comportare dei costi non accettabili? Esiste un gioco chiamato “come se”: in altre parole, quando ci poniamo un obiettivo possiamo fare “come se” fosse già realizzato. In questo modo possiamo analizzare tutti i pro e i contro che la meta comporta.

Gli individui che raggiungono con successo i propri propositi si distinguono dagli altri perché seguono inconsciamente uno schema ben determinato:

1. Conoscere bene il proprio obiettivo.

Sembra una banalità ma molti si pongono vagamente le mete da raggiungere. Il vostro inconscio, non avendo un “bersaglio” chiaro, non si muove nella giusta direzione. Se invece vi ponete un obiettivo preciso, la vostra parte profonda focalizzerà meglio le sue energie su di esso.

2. Avere un piano o una strategia per raggiungerlo

Una volta chiarito “il bersaglio”, prendete carta e penna per approntare una strategia (anche se in maniera poco dettagliata) per raggiungerlo. Per predisporre un piano dovrete rispondere ad una serie di domande:

a. Sai dove sei ora rispetto all’obiettivo?

Sapete quanto manca al raggiungimento della meta ambita? Un mese, un anno, due anni? È un obiettivo vicino o lontano?

b. Dove, quando e con chi lo vuoi?

In quale luogo deve realizzarsi? In che tempo desiderate che si realizzi? Siete soli o in compagnia?

c. Conosci le risorse a tua disposizione per raggiungerlo? (elencale)

Le risorse possono essere finanziare, o in termini di tempo a disposizione per dedicare energie al suo conseguimento.

d. Conosci le risorse di cui hai bisogno per raggiungerlo? (elencale anche se non sono note, possono essere generiche)

Vi sono risorse che non avete e che sono necessarie per raggiungere la meta?

Le risposte vi aiutano a stilare un progetto preliminare (che ultimerete grazie ad altre domande che troverete in seguito). Non rispondere ai punti a,b,c, d significa pregiudicare la buona formazione dell’obiettivo.

3. Osservare il risultato delle proprie azioni

Quando lo metterete in atto dovrete osservare il risultato delle vostre azioni (o azioni passate inerenti l’obiettivo) e analizzare quello che funziona e cosa non ha funzionato. Non esistono errori o fallimenti ma solo esperienze di apprendimento che ci aiutano ad “aggiustare” il tiro la prossima volta.

4. Essere flessibili con il proprio comportamento e modificarlo fino al raggiungimento dell’obiettivo

Fino a quando farete quello che avete sempre fatto, otterrete quello che avete sempre ottenuto. Se un comportamento non porta risultati, è inutile persistere in esso. Dovete cambiare strategia fino a quando non raggiungete la meta.

Per completare il progetto è importante conoscere il rapporto costo-benefici in quanto serve a rendersi conto se la meta è così importante da essere raggiunta.

Anche in questo caso dovrete rispondere ad una serie di domande:

  1. Quali sono i vantaggi che ottengo se raggiungo l’obiettivo?
  2. Quali sono gli svantaggi che ottengo se raggiungo l’obiettivo?
  3. Quali sono i vantaggi che ottengo se non faccio nulla?
  4. Quali sono gli svantaggi che ottengo se non faccio nulla?

Rispondere ai punti sopraccitati vi aiuta delineare tutti i possibili scenari e decidere se l’obiettivo è degno di essere conseguito o meno.

Infine, dovrete sempre ricordare che un buon obiettivo deve essere sempre “Positivo” e “sotto il proprio controllo”.

“Positivo” ha due significati: deve essere espresso senza parole come il “no” e il “non” in quanto il nostro inconscio non le computa. Ad esempio, se vi dico “non pensate ad una bella luna piena”, la vostra mente tenderà a pensarci nonostante io abbia affermato il contrario. Quindi se ad esempio scrivo come obiettivo “Non voglio continuare a fare il solito lavoro”, il mio inconscio registra: “…voglio continuare a fare il solito lavoro”. La frase dovrebbe essere trasformata in “Sono X (professione desiderata)”.

Il secondo significato si riferisce alla cornice positiva che dobbiamo creare attorno all’immagine della meta. La nostra parte emotiva è stimolata da immagini luminose o colorate; per questo motivo è importante sia avere un’immagine chiara di quanto vogliamo realizzare (focalizzare le energie), sia renderla positiva grazie alla luminosità o colori.

“Sotto il proprio controllo” indica che un obiettivo ha alte probabilità di riuscita se la sua realizzazione dipende esclusivamente dalle nostre azioni. Quindi, se dipende dalle azioni di altri individui fuori dal nostro controllo, la meta ha poche probabilità di essere concretizzata.