La caduta di Costantinopoli ed il re del Marocco

di Luciano Sampietro

Un’altra quartina che ha turbato i miei sonni è la VI, 54:

  • Sul far del giorno, al secondo canto del gallo,
  • quelli di Tunisi, Fez e Bugia:
  • prigioniero degli arabi il re del Marocco,
  • l’anno mille seicento e sette della Liturgia.

Il Veggente, a modo suo, indica un anno preciso che pare partire però non dalla nascita di Cristo ma da quella della Liturgia. Dopo lungo pensare e ricercare, ero giunto alla conclusione che la Liturgia, intesa come il complesso di atti che regolano la celebrazione della Messa, era stata precisata e codificata nel Concilio di Cartagine del 397 d.C., quando erano stati definiti i sacri testi i cui brani potevano essere letti nel corso della celebrazione.

A questo punto, sommando 1607 con 397 si otteneva 2004 e quindi in quell’anno il re del Marocco avrebbe dovuto subire la cattura e la prigionia.

Nulla di tutto ciò è avvenuto, né mi è stato possibile rinvenire nella storia della Chiesa un’altra data soddisfacente che potesse definire la nascita della Liturgia.

Il problema, ancora una volta, appariva irresolubile, ma la relativamente trascurabile importanza dell’evento, mi aveva fatto accantonare i propositi per una soluzione dell’enigma.

Ciò, fino a quando, nel decifrare alla fine la bellissima quartina X, 72, ho compreso il metodo enigmistico delle date, che si fonda su due numeri fondamentali: neuf che si presta con il suo doppio significato (nove – nuovo) a mascherare le date del nuovo millennio e sept, che anche in francese significa solo sette, ma questo numero è fondamentale nella cronologia di Nostradamus, che si fonda sui sette millenni (da qui il titolo del mio libro).

Abbiamo visto, nell’esaminare la quartina dei “giochi di Ecatombe”, che il settimo millennio è venuto a concludersi nel 2004, per cui da quell’anno ha cominciato l’ottavo, che sul piano dei numeri cardinali va ovviamente indicato quale millennio 7.

Ora l’attenzione va prestata all’ultimo verso, tralasciando per il momento la parola Liturgia.

Se rappresentiamo in cifre staccate la data otteniamo 1 6 0 0 e 7 (della Liturgia). Consideriamo ora che anche in francese come in italiano la congiunzione et può sostituire il + (2 e 2 sono quattro). Quindi se questo è quanto è indicato, va fatta la somma della cifra 1 con il 6 (i due zeri, rappresentati da cens, ovviamente non contano) ed otteniamo così 7. A questo punto però il Veggente ci avverte che bisogna considerare il millennio sette e, poiché noi sappiamo che l’anno di partenza del millennio 7 è il 2004, ne deriva che l’anno dell’accadimento è il 2011 (anno 7 del millennio 7).

Va ora esaminato il motivo per il quale Nostradamus fa riferimento alla Liturgia. Anche questo depone a favore della soluzione che propongo. La parola liturgia trova la sua origine nella Bibbia e in particolare nella sua prima traduzione in greco ad opera dei settanta; costoro con tale termine tradussero quello ebraico di avodà . Con esso nella Bibbia si indica in particolare il culto riservato a Dio dai sacerdoti e dai Leviti del tempio.

Con la parola Liturgia, dunque, il Veggente ha reso attento l’interprete sul fatto che il tempo di partenza era quello della Bibbia che è poi quello stesso di Nostradamus, dato che l’inizio dell’era attuale postatlantidea e il tempo in cui la Bibbia fu scritta praticamente coincidono.

Resta ancora da definire il giorno e il mese.

Il primo verso non pare casuale: in particolare vi fu un evento epocale che si verificò “sul far del giorno, al secondo canto del gallo” : era il 31 maggio 1453 e Giorgio Sfranze, gran cancelliere dell’Impero Bizantino così annotò sul suo diario l’ora in cui si verificò l’ultimo e decisivo assalto ottomano, che determinò la caduta di Costantinopoli e con essa la fine dell’Impero Romano d’Oriente.

Se tutto ciò è corretto se ne deve dunque dedurre che il 31 maggio del 2011 il re del Marocco sarà catturato in seguito evidentemente a una rivoluzione interna alimentata dai paesi confinanti.