La Chiaroveggenza

di Enrico Galimberti

La chiaroveggenza è la capacità di acquisire conoscenze di eventi, luoghi o oggetti, che possono essere lontani (nel tempo o nello spazio) oppure nascosti, attraverso una presunta percezione extrasensoriale.

La parola deriva dal francese clairvoyance, «visione chiara», e questa dal latino clarus, «chiaro» e videre, «vedere»; a seconda del contesto si può intendere sia alla lettera come percezione di tipo visivo, sia in senso esteso come acquisizione generica di conoscenza; in questo senso esteso è chiamata anche telestesia o metagnomia.

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chiaroveggenzaNel suo significato proprio la Chiaroveggenza definisce la visione che travalica il normale canale sensoriale che noi tutti adoperiamo; è quindi la percezione di fatti, oggetti o persone lontane nel tempo o nello spazio dal soggetto in possesso di tale facoltà.

Il fenomeno chiaroveggente può manifestarsi in tutte le sfumature che caratterizzano la sensibilità del soggetto a cui si presenta. Non sempre consiste in una vera immagine visiva o solo in essa: a volte può presentarsi solo come l’oscura impressione che un dato fatto è accaduto o accadrà (retrocognizione e precognizione); altre volte, all’immagine visiva si accompagnano percezioni auditive o addirittura tattili.

Vi sono dunque un’infinità di manifestazioni, che comprendono anche l’Autoscopia o visione degli organi interni del proprio corpo, la Criptoscopia detta anche visione occulta o visione attraverso corpi opachi, e la Chiaroveggenza Viaggiante, quando il soggetto prova la sensazione di trovarsi addirittura nel mezzo dell’ambiente percepito a distanza. Molte ipotesi sono state formulate cercando di dare una spiegazione a questi fenomeni. Interessante è la teoria propria dei grandi pensatori rinascimentali, che si potrebbe definire del “Collegamento Universale”: una Mente unica pervaderebbe l’Universo, avrebbe conoscenza di tutto ciò che avviene ed esiste, e comunicherebbe tale conoscenza travalicando i limiti dell’individualismo alle singole menti.

Non mancano poi coloro che vedono la possibilità di tale collegamento attraverso la cosiddetta “Quarta Dimensione”. Vi è infine un’ipotesi fisica, secondo la quale i fenomeni sarebbero da riferirsi ad energie di carattere elettromagnetico, ma finché esperienze precise non la confermeranno ampliando enormemente i confini della fisica attuale, nessuna teoria potrà essere costruita su di essa.