La chiave del mistero di Rennes-Le-Chateau

Nelle Spire del Serpente Rosso

di Milena Mazzarella

Si dice che il modo migliore per nascondere qualcosa sia di metterla bene in vista. Se sei un uomo con una fantasia particolarmente florida e qualche ambizione un po’ fuori dalle righe, puoi anche prenderti la briga di costruirci intorno una scenografia molto articolata, così da attirare su quella gli sguardi e le attenzioni di chiunque si avvicini e, per calcolo o per caso, generare uno dei misteri più appassionanti del XX secolo.

Questa storia inizia alla fine degli anni ‘50 nella cittadina francese di Annemasse, al tempo in cui un esponente dell’estrema destra fondò un’associazione chiamata Priorato di Sion – C.I.R.C.U.I.T., dal nome di una montagna vicina. Pierre Plantard aveva l’intenzione puramente politica di favorire il ritorno al potere della monarchia e della cavalleria, quando venne a conoscenza di un fatto destinato a cambiare la struttura del Priorato e la sua vita.

ren1Alla fine dell’800 il parroco Bérenger Saunière, era stato assegnato al villaggio di Rennes-le-Château e, durante i lavori di ristrutturazione della vecchia chiesa dedicata a Maria Maddalena, aveva trovato “qualcosa” che aveva nascosto gelosamente fino alla sua morte. Nessuno aveva mai saputo di che si trattasse, ma si erano diffuse voci sulla possibilità che fosse la prova incontrovertibile capace di confermare un’antica leggenda. Questa affondava a sua volta le radici in uno dei misteri più sconcertanti di tutti i tempi, le cui premesse erano delineate nella Legenda Aurea di Jacopo da Varazze, un’opera compilata nel XIII secolo, la quale narrava le vite dei santi e affermava che c’era stato un seguito alla crocifissione di Cristo, e che Maria Maddalena aveva lasciato la Palestina, rifugiandosi nella Francia meridionale, in una regione che ospitava già una fiorente comunità ebraica, nella quale sarebbe stata accolta come una regina. La posizione di prestigio riconosciuta alla donna sarebbe dipesa in parte dalla sua appartenenza alla tribù di Beniamino, in parte dal fatto che portava in grembo il frutto del proprio matrimonio con Gesù di Nazareth. Da questo erede avrebbe avuto origine la stirpe dei re conosciuti come Merovingi.

Secondo la storia ufficiale, il ramo principale della dinastia merovingia si sarebbe estinto con la morte di re Dagoberto I a seguito di una congiura di palazzo, ma alcuni racconti folkloristici lasciavano intendere che egli avesse un figlio legittimo, Sigeberto IV, che si sarebbe salvato all’epoca del delitto, nascondendosi nella regione del Razès, l’antico nome del territorio su cui sorgeva Rennes-le-Château. Plantard, intuendo il poren2tenziale di questi racconti, aveva cambiato la connotazione della propria associazione, avvicinandola alla massoneria e attribuendole caratteristiche esoteriche, e l’aveva dichiarata una sopravvivenza di un antico Priorato di Sion, nato all’epoca dei Templari allo scopo di custodire il segreto della discendenza di Cristo. Aveva poi cominciato a presentare se stesso come ultimo discendente dell’erede di Dagoberto I. Questo processo era passato attraverso la creazione di una serie di documenti che erano stati depositati presso la Biblioteca Nazionale di Francia alla fine degli anni ’60. Essi erano stati concepiti per dare l’idea di essere destinati a una cerchia ristretta, identificabile appunto nel Priorato, e di essere stati sottratti in circostanze tragiche e misteriose allo stesso tempo, per poi essere resi pubblici accidentalmente. Questi documenti sono conosciuti come Dossier Segreti di Henri Lobineau e costituiscono un insieme molto eterogeneo, in cui spiccano articoli di giornale, lettere private, alberi genealogici e immagini.

Sebbene lo stesso Plantard, ripetutamente intervistato sull’argomento, abbia alla fine ammesso di aver montato un imbroglio, si è sempre conservato il sospetto che l’intera faccenda dovesse aver tratto origine da quel famoso “fondo di verità” comune a molti misteri irrisoltiren3. Nonostante avesse messo il suo zampino in modo molto creativo, Plantard non era certamente l’autore di tutti i racconti sulle caratteristiche dei re Merovingi, sul presunto matrimonio di Gesù con Maria Maddalena e sull’esistenza di un erede perduto. Inoltre, all’interno dei Dossier esiste un documento particolarmente controverso. Si tratta di un opuscolo di 13 pagine, costituito da una premessa in versi (Avant-Propos) e da una raccolta di immagini e brani tratti da altre opere sulla storia della Francia e della città di Parigi, il cui titolo suona “Il Serpent Rouge – Appunti su Saint-Germain-des-Prés e Saint-Sulpice di Parigi”. Il documento è, in sostanza, una sorta di monografia dedicata all’origine dell’abbazia più antica della capitale francese e di una delle sue chiese più famose. Che legame poteva avere con la storia della dinastia perduta o con i piani di Pierre Plantard?

Questa domanda è tanto più interessante, poiché nei versi che compongono l’introduzione all’opuscolo sono mescolate metafore oscure e riferimenti espliciti sia alle due chiese del titolo che a quella di Rennes-le-Château. Esiste dunquren4e un legame fra questi luoghi di culto così lontani fra loro? Circostanza ancora più sorprendente, nessuno è mai riuscito a comprendere il significato dei versi, e le spiegazioni più accreditate si limitano a poche parole o a qualche frase, ma non sono in grado di decifrare ogni verso nella propria interezza. E’ possibile che Pierre Plantard, nel corso delle ricerche destinate a raccogliere il materiale per i suoi piani, abbia scoperto qualcosa di veramente eccezionale, creando il Serpent Rouge per custodirlo? E’ possibile che l’insieme del Dossier sia stato assemblato appositamente per mimetizzare l’opuscolo e che alle spire del Serpente sia stata affidata la chiave per scoprire il filo conduttore, capace di collegare le tre chiese e svelare i messaggi nascosti nelle opere che le decorano?

La risposta a queste domande è: sì. La raccolta di immagini, citazioni, piante, inclusa nella seconda parte del testo è stata concepita appositamente per nascondere gli indizi necessari a decifrare i versi, ed è possibile un’interpretazione coerente di questi ultimi, parola per parola. Il messaggio è una versione del tutto nuova e sconcertante non solo delle vicende ambientate nella chiesa di Rennes-le-Château ma anche del ruolo di Saint-Germain-des-Prés prima e di Saint-Sulpice successivamente, in relazione alla storia di Parigi e al culto della Maddalena.

ren5Al di là della simbologia massonica, dei riferimenti all’alchimia e all’esoterismo, alle rivendicazioni di Pierre Plantard, il Serpent Rouge è dunque un modo molto ingegnoso per mettere bene in vista qualcosa allo scopo di nasconderlo. Questo “qualcosa” è un segreto che ha influenzato per molti secoli la storia della Francia, coinvolgendo grandi artisti, uomini di fede e sovrani, rimanendo in sordina, talvolta rinnegato e appositamente occultato, ma pur sempre in vita fra le strade della Ville Lumière e nella penombra delle due grandi chiese che ne sono l’ultima testimonianza. Esso si riferisce solo in parte alla leggenda dell’erede dimenticato, e Rennes-le-Château, da cui il mistero prende il nome, non è che una piccola nota: il “la” che ha permesso alla “voce del sangue di restituire l’immagine di un passato ancestrale” per dirci che il tesoro di Saunière esiste e indicarci la via per trovarlo.