La Fine dei Tempi

cinquemanidi Claudia Cinquemani

 

«Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle» (Apocalisse 12,1)

C’è un luogo della nostra terra di maremma evocatore più di ogni altro.E’ la nostra montagna sacra:il Monte Amiata. Dal momento in cui il destino ha scelto per me , permettendomi di servire la memoria di questa terra antica, sono accaduti avvenimenti che hanno assorbito la mia esistenza, spesso coinvolgendo le persone care a me vicine. E’ stato come se qualcosa di potente e sacro avesse permesso di modificare il mio stato interiore perchè potesse connettersi come un’ antenna ad una trasmissione chiara , definita ma di misteriosa provenienza.

Si potrebbe pensare che il Monte Amiata poco c’entri con gli accadimenti che in questi giorni coinvolgono la Chiesa di Roma ma non è propriamente così. Un raggio di luce che entra dalla finestra della nostra camera è lo stesso luminoso raggio che carezza la natura selvaggia di una prateria.Siamo immersi in una matrice strutturata che permea il Tutto e ogni azione distante nel tempo condiziona e coinvolge istantaneamente e a-temporalmente tutti gli altri eventi.Ci sono elementi della nostra vita che riusciamo a comprendere solo dopo che tutte le pedine si sono posizionate:come se gli accadimenti della vita facessero parte di un immenso domino.Il Monte Amiata non proprio casualmente si colloca lungo la via Sacra Michelita che da Mont Saint Michel in Normandia conduce verso la Terrasanta ed è tagliato perpendicolarmente dalla via recentemente denominata “Del Salvatore” che da Sofia conduce verso Finisterre ,ultima tappa del Cammino di Santiago.In questo luogo , Davide Lazzaretti ebbe a ricevere quelle visioni che lo portarono a progettare la creazione della Gerusalemme Celeste in terra:la Piamiatangelica.

Forse questa croce immaginaria fatta di linee energetiche percorse dai pellegrini fin dal medioevo e che interseca il nostro sacro monte ha permesso di attivare un processo di risonanza tramite il quale , le persone tra le più sensibili, riescono ad ascoltare il sussurrare della Madre e percepire in anticipo il corso degli eventi.Se per un attimo prendessimo per buona l’ ipotesi che il tempo lineare per come lo conosciamo noi è pura illusione, tutto sarebbe chiaro ai nostri occhi e le parole del Lazzaretti nella sua opera “La mia Lotta con Dio o Libro de Sette Sigilli” risuonerebbero profetiche per gli eventi che stiamo vivendo.In quest’ opera tra i passi più interessanti che ci richiamano al presente leggo: “Tu Cristo eterno sei, e tu sei quegli che per te si deve al cielo e al mondo aprir le vie di congiunzione eterna fra la natura umana e la natura nostra,onde raggiunto venga il suddetto fine arcano di ogni nostro fine eterno”. Cosa afferma il Lazzaretti? Se nonostante le nostre tribolazioni non è possibile riportare il Mondo nella Luce, allora è segno evidente che la Salvezza deve essere affidata all’ azione degli uomini. Soltanto così dal sesto giorno della Creazione si può aspirare al settimo giorno in cui l’ uomo schiaccerà la Bestia per ricongiungersi all’ Ottava Superiore.La Salvezza sarà affidata non all’ uomo illuminato da Dio ma da un peccatore tra i peccatori. Come non pensare alle parole del Santo Padre che afferma,“Non abbandono la Croce, ma resto in modo nuovo presso il Signore Crocifisso. Non porto più la potestà dell’officio per il governo, ma nel servizio della preghiera resto nel recinto di san Pietro” e ancora in maniera piu’ esplicita“’‘Il Signore mi chiama a salire al Monte, a dedicarmi ancora di più alla preghiera e alla meditazione. Ma questo non significa abbandonare la Chiesa, anzi, se Dio mi chiede questo è proprio perché io possa continuare a servirla con la stessa dedizione e lo stesso amore con cui l’ho fatto fino ad ora, ma in un modo piu’ adatto alla mia età e alle mie forze”.

donna_apocalisseUn Teologo come lo è Benedetto XVI non può non sapere che se la Chiesa si trova minacciata da forze oscure materiali ed immateriali, solo per mezzo della “scelta d’ uomo”è possibile “deviare” il corso degli eventi.

Maria Grazia Lopardi nel suo libro edito nell’ anno 2000“Il colle magico di Celestino”riporta una frase destinata a risuonarmi poi nella mente per anni:”L’ umanità è slittata in un mondo parallelo, sbagliato. Occorre tornare a quello giusto ,subito”. Non può non sapere il Santo Padre che per far si che ciò avvenga è stato necessario porre la rinuncia al papato nel momento in cui l’ agire degli astri e quindi del Cosmico avrebbero influito con la loro maggior potenza. Da antichi scritti apprendo infatti che il rito di consacrazione di un sacerdote di Osiride comincia quando il sole è nel segno dei pesci e, dopo i tre giorni della luna nuova, ricompare la falce lunare.

La preparazione dura quaranta giorni e culmina la notte di luna piena prossima all’equinozio di primavera ove candidato diviene Osiride e si eleva al Cosmico entrando in contatto con l’ Angelo- Messaggero di Dio.
L’angelo del rito isiaco anticipa l’angelo che nei Vangeli annuncia, presso il sepolcro vuoto, l’avvenuta resurrezione di Cristo.
L’apparizione del dio nel rito Isiaco è la stessa di Cristo che ritorna fra i discepoli increduli dopo la morte.

La Pasqua è il Navigium Isidis e come questo è una data variabile, legata alla prima luna piena successiva all’equinozio di prima ed è ciò che resta di una parte della festa isiaca :la resurrezione dell’iniziato.
Lo schema narrativo della morte/resurrezione del ciclo solare ovvero il succedersi di equinozi e solstizi sappiamo bene che sta alla base di tutte le religioni e da queste tradotto in mitologie :come Horus, come il Cristo.

Prendendo in esame Il Libro dei Sette Sigilli che il Lazzaretti scrisse alla Certosa di Grenoble stranamente proprio nel periodo di quaresima ,”al 14 marzo 1876 bell’ appunto…per 33 giorni”, nel capitolo XXIV trovo scritto con espressioni permeate della visione apocalittica:” Essa (..la Sposa vestita di Sole che aveva partorito la Verga..)….attende ansiosa questo felice tempo,poichè ogni altro suo e mio figlio le dà pena, perchè con lei gemono afflitti e sconsolati nell’ incuranza e traviamenti degli adottivi figli che primi membri sono delle mie membra.Essi ignari di ogni loro dovere,amano solo sé stessi nel piacere e comodo della vita, e l’ amore e la carità e la giustizia più nel suo cuore non regna,perchè resi arbitri delle disordinate passioni e del vizio…….della loro avara ingordigia, delle loro frodi e della loro ipocrisia e le loro lordure hanno infestato quasi tutto il mondo in ogni classe e condizione sociale e depredato i diritti del culto e della legge”.

La sposa di cui parla il Lazzaretti è la riproposizione, come scrive lo storico Mauro Chiappini, del tema della Sposa ,partorita dalla Grande Madre sapienza il cui parto è perennemente insidiato dal Drago dalle 7 teste che si interpone fra la donna vestita di Sole con la luna sotto i piedi e la Terra simbolo dell’ Umanità .” Il pontefice dimissionario in quest’ ottica condurrebbe l’ umanità verso il settenario per far si che si attivi l’ elevazione verso l’otto. Scrive la linguista Sonja Ulrike Klug a tal proposito:”Sino ad ora sono stati identificati pochissimi luoghi sacri;si suppone però che ne esistano molti:88.888,poichè 888 è il numero di Cristo:Il reticolo intorno alla terra viene chiamato anche Reticolo di Cristo…..La posizione di queste località non è casuale;essa è stata preordinata da una Coscienza Superiore ed è disposta secondo una struttura geometrica definita…nei “nodi” agiscono forze molto potenti…. e formano centri di forza in corrispondenza di corsi d’ acqua sotterranei irradianti energia verso l’ alto”.Non è un caso che questo numero 8 sia presente ripetuto tre volte come 888 con tutta la sua potenza di luce e di pietra,nel labirinto di Collemaggio, Chiave di Volta della nostra umanità futura. Lì riposa Celestino V che rifiutando il papato cercò per primo di far accedere l’ Umanità tutta verso l’ Era della Rivelazione, nel tentativo , come scrive la Lopardi :“ di convogliare la spiritualità popolare verso un’ alternativa all’ istutuzione”.Tuttavia i lupi si travestono spesso da agnelli e il terrificante pensiero che ci assale è l’ipotesi dell’ impotenza di riconoscere il bene nel caos. L’ ottenario e le sue emanazioni , seppur metaforicamente e simbolicamente ci tracciano il cammino , il resto forse è solo utopia e illusione.

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