La grande Caterina e il Fuehrer

di Luciano Sampietro

Sabato scorso, nel partecipare ad una trasmissione televisiva su RAI 3, mi venne chiesto fuori microfono dal cortese interlocutore circa una quartina che avrebbe alluso ad Hitler, indicato con il nome Hister. Gli risposi che sicuramente si riferiva alla II, 24, in merito alla quale effettivamente numerosi interpreti, anche tra i più seri, sostengono che essa preveda la nascita del nazismo e l’ascesa di Hitler.

La quartina nel testo originale del 1555 (Lyon – Bonhomme) così suona:

  • Bestes farouches de faim fluues tranner:
  • Plus part du camp encontre Hister sera,
  • En caige de fer le grand sera treisner,
  • Quand Rin enfant Germain observera.
  • e così si può tradurre in endecasillabo italiano
  • Belve fere per fame i fiumi portan:
  • Più parte del campo contro Hister sarà,
  • In gabbia di ferro il grande scortan,
  • Reno giovin tedesco guarderà.

La quartina ci dice dunque che, in un imprecisato periodo, i fiumi trasporteranno bestie, rese feroci dalla fame. In quello stesso periodo la maggior parte delle nazioni sarà contro Hister. Un grande sarà condotto in una gabbia di ferro, quando il Reno presterà attenzione a un giovanetto tedesco.

Il primo verso potrebbe anche giustificare un’interpretazione collegabile ad Hitler, dato che effettivamente dopo la prima guerra mondiale la Germania soffrì lunga fame e miseria, cosa che aiutò non poco l’ascesa di Hitler. Il secondo verso, allo stesso modo, potrebbe anche identificare Hitler non solo per la quasi identità del nome impiegato, ma anche perché fin dall’inizio la maggior parte delle nazioni europee gli fu ostile. Per giustificare il terzo verso, molti fantasiosi interpreti hanno ritenuto che Nostradamus alludesse al carro armato e alle parate militari. Ma il quarto verso non trova alcuna collocazione storica né giustificazione: Hitler era già un uomo maturo e la storia ci dice che non vi fu all’epoca alcun giovane tedesco che avrebbe affascinato il Reno!

Come ho sempre sostenuto, interpretare non serve a nulla: ognuno lo fa a modo suo e così la quartina assume centinaia di contraddittori significati. Non sono queste le regole del linguaggio enigmistico: ogni indovinello ha una sola soluzione che deve obbedire a tutte le condizioni che il testo pone, per cui solo con strumenti culturali, storici ed enigmistici, quelli cioè che erano con tanta dovizia in possesso di Nostradamus, si può risolvere il problema.

Ed allora conviene muovere proprio dall’ultimo verso per scoprire la chiave della quartina e bisogna chiedersi quale giovane tedesco giunse al punto da affascinare figurativamente il Reno, quasi che il grande fiume si fosse fermato ad ammirarlo. Johann Wolgang Goethe aveva 25 anni quando, nel 1774, pubblicò “I dolori del giovane Werther” (Die Leider des jungen Werther) e quell’opera non solo divenne il primo vero, grande best seller della letteratura mondiale, ma segnò la nascita del Romanticismo che informò la cultura letteraria europea, consentendo il sorgere di assoluti geni letterari (si pensi a Foscolo in Italia, allo stesso Goethe, ma anche a Schiller ed Heine).

Da allora la stella di Goethe sarebbe sempre ascesa fino alla morte in avanzata età (83 anni) e avrebbe brillato e tuttora brilla nel firmamento letterario mondiale paragonabile, quanto a luminosità, solo a poche altre, quali quella di Dante, di Shakespeare o di Hugo. Come detto, l’opera, pubblicata nel 1774 già nell’anno successivo aveva raggiunto fama mondiale e proprio a quell’anno vanno riferiti gli altri eventi della quartina. Nel 1774 i Cosacchi della zona fluviale del Don, che vivevano in condizioni subumane si erano ribellati ed avevano scatenato grandi tumulti. Li comandava un fiero e selvaggio capo Emilian Pugaciov che fu in grado di raccogliere intorno a sé anche una moltitudine di contadini. In quel periodo zarina di Russia era Caterina, salita al trono dopo l’assassinio del marito, lo zar Pietro III nel 1762. La sovrana sulle prime sembrò ascoltare le istanze dei cosacchi, poi però scatenò contro di loro l’esercito: Pugaciov venne catturato e nel 1775 condotto nella pubblica piazza di San Pietroburgo in una gabbia di ferro, come un animale feroce e qui squartato.

In quello stesso periodo la Russia era in guerra con l’Impero Ottomano, guerra che alla fine l’avrebbe portata ad annettersi la Crimea. I Turchi avevano in Europa un solo alleato, l’Austria, nel mentre tutti gli altri stati, con l’Inghilterra in testa erano dalla parte della Russia. Hister è l’antico nome del Danubio che all’epoca scorreva nel vasto impero austriaco per poi proseguire il suo corso in quello Ottomano, con la conseguenza che il fiume accomunava i due stati.

A questo punto la quartina può anche essere spiegata:

  • I Cosacchi e i contadini del Don sono resi feroci dalla fame,
  • nel frattempo la maggior parte d’Europa sarà contro l’alleanza austro-turca
  • e Pugaciov, il capo della rivolta cosacca viene condotto in una gabbia di ferro al supplizio.
  • In Germania intanto il Reno quasi si ferma ad ammirare un giovane tedesco (Goethe).

Penso proprio che non vi sia più nulla da risolvere.