La Morte del Presidente Ceceno

di Luciano Sampietro

Domenica 9 maggio allo stadio di Grozny, la capitale della Cecenia, una spaventosa esplosione ha fatto crollare la tribuna d’onore e il presidente ceceno Akhmad Kadyrov vi ha trovato la morte assieme ad altri quattordici dei suoi.

Su Panorama del 21 novembre 2003, all’indomani della nomina del presidente Kadyrov, Francesco Bigazzi prevedeva una nuova serie di attentati e disordini in Cecenia, dato che il nuovo presidente, gradito a Mosca, non sarebbe stato in grado di sedare la guerra partigiana in atto e così è stato.

Molti si chiederanno il motivo per il quale la Russia, che pur aveva rinunciato a mantenere il dominio su vaste aree dell’ex U.R.S.S., non intenda fare altrettanto con la Cecenia. La risposta si chiama petrolio, del quale quel paese è ricco e al quale la Russia non intende rinunciare.

E così Kadyrov è il terzo presidente a trovare la morte per attentato. Infatti, il suo predecessore Yandarbiev è stato assassinato il 13 febbraio 2004 in Quatar con una carica di esplosivo messa nella sua autovettura presumibilmente dai servizi segreti russi, nel mentre quello ancora precedente, Dzhakhar Dudaev venne letteralmente disintegrato da un missile teleguidato.

La Cecenia ha avuto una storia tormentata fin dal 1560, quando lo zar Ivan il Terribile riuscì ad occuparla. Venne poi occupata dai Turchi nel 1585 e la sua popolazione finì con l’abbracciare la religione mussulmana; poi fu rioccupata dai russi e da allora la sua storia è scandita esclusivamente dalle sanguinose rivolte contro quell’occupazione (ben sei!) fino al 25 novembre 1990, quando i delegati di tutti i gruppi etnici ceceni proclamarono l’indipendenza dall’ex Unione Sovietica.

Il resto è storia recente.

Ogni anno sono solito prestare la massima attenzione alla prima decade di maggio, perché vi è una quartina di Nostradamus che collega questo periodo a un tragico evento:

  • Sol venti in Toro, terra assai tremare,
  • il gran teatro, pién, rovinerà:
  • aria, cielo, terra scossi, oscurare,
  • e l’infedel Dio e Santi invocherà. (IX, 83)

Il 9 maggio il Sole stava a 19° in Toro, sostanzialmente pertanto in posizione coincidente con la profezia della quartina. Il luogo dell’evento della quartina deve essere popolato da gente di confessione islamica (l’infedele) e i ceceni tali sono; inoltre, deve trattarsi di uno stadio gremito di spettatori come era quello di Grozny, dal momento che solo uno stadio può essere definito “gran teatro”. L’oscuramento del cielo e dell’aria, poi, sono propri di uno scoppio piuttosto che di un terremoto e le riprese televisive si sono a lungo soffermate sulla spessa nube di fumo nero che avvolgeva lo stadio. Del resto, come ho ripetutamente avuto modo di osservare, le profezie delle quartine sono riferite sempre ad azioni umane, quali cause prime o derivate: se il Veggente avesse dovuto far riferimento a cataclismi naturali, le quartine sarebbero in numero dieci volte superiore.