La preistoria atomica lungo la linea di Orione

© Fabio Garuti

garuti_copertinaAl di là della vicenda delle piramidi, la cui edificazione mi aveva sempre lasciato parecchio perplesso, da alcuni anni mi sono occupato anche di un altro “filone di indagine archeologica” , e cioè quello riguardante l’apparizione improvvisa, ed ingiustificabile, di alcune tipologie di vegetali il cui sviluppo, nelle forme che ancora oggi ci sono ben note, era per lo meno incomprensibile. Mi spiego meglio : Se analizziamo, ad esempio, il mais, il grano ed il riso, sviluppatisi proprio in Centro America, in Medio Oriente ed in Cina (già interessante il fatto che siamo nei pressi di tre grandiosi siti piramidali), noteremo, grazie a studi di botanica approfonditi ed estremamente interessanti, che tali vegetali, nella forma in cui noi li conosciamo, non hanno certamente un’origine “naturale”, ma risultano essere il risultato di complesse operazioni di bio-genetica.

In tutta questa ricerca mi ha dato un aiuto notevole una valente Biologa Napoletana (che vuole mantenere l’anonimato) che mi ha pazientemente edotto sul fatto che soprattutto la vicenda che riguarda il mais ha letteralmente dell’assurdo. Se analizziamo questo vegetale, ci accorgiamo che in natura esso non è assolutamente in grado di riprodursi autonomamente, ma necessita dell’intervento esterno dell’uomo. I semi non si staccano da soli dal corpo della pianta, sono addirittura contenuti, o meglio serrati, da foglie molto strette, e detti semi, ove cadessero da soli, sarebbero troppo pesanti per spargersi sul terreno ; conseguenza : un sovraffollamento di piantine con sicuro soffocamento. Ora, dato che la natura non crea autonomamente un qualcosa che si estinguerebbe senza intervento umano, la risposta è semplicissima : c’è stato un intervento di biogenetica. Tralascio la comunque interessante considerazione che il Mais sia stato da sempre considerato, anche nella cultura Maya, un dono degli dei.

Mi sono basato solo e soltanto sui vegetali, le cui modifiche, ripeto, sono innegabili e soprattutto, fatto fondamentale, finalmente databili, in base a studi e ricerche molto accurati. E’ un punto chiave : le modifiche risalgono a circa 12.000 anni fa. Ora, tali modifiche si sono verificate nei pressi dei tre grandi siti piramidali che costituiscono l’anello che circonda il nostro Pianeta (Teotihuacan, Giza e Xian). Ebbene, nei pressi di tali tre siti, ci sono strutture circolari, ancora oggi molto ben visibili, in cui sono state effettuate tali modifiche genetiche, per mezzo di esposizione a raggi in grado di causarle, appunto. Discorso lungo e certamente delicato, ma finalmente proponibile in concreto, dal momento che finalmente si può entrare nel “merito” di tali modificazioni genetiche di cui tanto, e da tanto, si parla. Perché solo i vegetali ? Su di essi le prove di una “evoluzione” subitanea ci sono , e sono chiare. E su una materia così delicata è opportuno procedere con estrema cautela.

Ovvia obiezione : e chi garantisce, o può garantire, che sia andata così ? Ecco la novità, assoluta, rispetto ai panorami precedenti : garantisce il fatto che tali procedure e tali “esposizioni”, in tali strutture, (sconosciute esattamente come quelle antichissime), sono state ripetute in tempi molto, ma molto più recenti. In modo talmente identico da risultare sbalorditive. Misure, proporzioni, procedimenti, impianti. E nessuno, o quasi, ne sa nulla, assolutamente nulla. Ma ne ho “scovato” prove e, soprattutto, immagini inequivocabili. Anzi : si assiste ad un fenomeno curioso : spesso la “copia” moderna non è stata tanto “efficace” quanto l’originale antichissimo, cosa che ha obbligato i tecnici “moderni” ad escogitare soluzioni che eguagliassero tali risultati. Parliamo degli anni Cinquanta, laddove non si conoscevano ancora bene le conseguenze dell’esposizione alla radioattività e ben prima che si decidesse di operare attraverso interventi più mirati: i famosi O.G.M. , ossia gli Organismi Geneticamente Modificati.

Negli anni Cinquanta, appunto, si conoscevano talmente poco le implicazioni delle radiazioni, peraltro osservate solo in seguito alle terribili esplosioni atomiche del 1945 in Giappone, al termine del Secondo Conflitto Mondiale, che iniziò una vera e propria corsa alla “modifica atomica”, con tanto di pubblicità ed addirittura la produzione e la vendita di un gioco per ragazzi in cui si poteva fare pratica con materiale radioattivo naturale. Assurdo ma vero. Poi, lentamente, si comprese che c’erano parecchie controindicazioni, compresa la difficoltosa “stabilizzazione” delle mutazioni genetiche così ottenute, ovviamente nei vegetali.

SITO CIRCOLARE IN BOLIVIA – ANDE (4.000 metri di altezza)
SITO CIRCOLARE IN BOLIVIA – ANDE (4.000 metri di altezza)

Spesso ho sostenuto come la tecnologia antica sia stata “copiata”, ed il volerlo negare sta diventando stucchevole : la vicenda delle lampadine e delle lampade di Dendera, delle batterie, degli accumulatori, dei tubi a raggi X eccetera, è eclatante, ma certa archeologia ha sempre potuto trincerarsi dietro al solito : “non sono uguali”, “è una fandonia” rifiutando ogni confronto, soprattutto nel merito della questione riguardante una possibile “copiatura” tra antico ed attuale, o moderno. Adesso, ossia nel caso delle modifiche biogenetiche, è praticamente sconosciuto sia l’antico che il moderno, e la cosa diventa indifendibile : come è possibile che strutture vecchie di millenni siano state ricopiate in modo identico negli anni Cinquanta, e poi abbandonate in quanto non se ne riuscivano a stabilizzare i risultati ? I nostri antichissimi bio-esperti erano certamente molto più “esperti” dei nostri. Già negli anni Sessanta si decise di cambiare sistema, ma i campi rimasero, identici a quelli antichissimi. Stavolta, quindi, non c’è solo l’antico da “giustificare”, ma anche il “moderno”, e la cosa diventa particolarmente complessa, quasi stucchevole.

Penso che si stia lentamente arrivando alla saturazione del sistema-archeologia. Si dovrebbe davvero aprire un “tavolo” che cominci ad accettare verità non più contestabili. Anzi, vere e proprie evidenze. Non se ne può più della mancata analisi di siti colossali, tra cui, tanto per fare un esempio, le piramidi in Cina. Fare finta che un sito di 2.000 ed oltre chilometri quadrati con oltre 200 piramidi non esista, è assurdo, o dare ancora per buono il concetto che le piramidi di Giza siano state edificate da Cheope – Chefren – Micerino, con una sorta di “Patente – Faraonica” esclusiva per la costruzione di questi colossi, quando se ne trovano dappertutto in giro per il pianeta, fa realmente ed amabilmente sorridere.

Un’ultima considerazione : gli enormi siti circolari che analizzo nel testo LA PREISTORIA ATOMICA LUNGO LA LINEA DI ORIONE ( ANGUANA EDIZIONI – Sossano – VC), che raccoglie i risultati di questa ricerca, sono talmente poco studiati, sebbene colossali, che uno di essi ho dovuto “nominarlo” io stesso , nel senso di dovergli dare un nome. Ho cercato di farlo nel migliore dei modi. In ogni caso tali grandi strutture circolari, sparse per il pianeta, sono state anche riprese, in fase post-tecnologica, quale modello di iconografia teistica e quale simbologia raffigurante la potenza, proprio come nel caso delle piramidi. Si è trattato di una opera di riproduzione colossale, durata millenni, di cui ci sono tracce evidentissime su tutto il Pianeta. Anche in questo caso si è finalmente potuta fare una analisi organica e completa del diffusissimo fenomeno delle riproduzioni circolari sparse letteralmente su tutti e cinque i continenti.