La Situazione Turca

di Luciano Sampietro

Martedì ad Istanbul due kamikaze si sono fatti esplodere in un ristorante, noto luogo di riunione di una loggia massonica, uccidendo un uomo e ferendone molti altri.

In un editoriale apparso sulla prima pagina del Turkish Daily News dell’11 marzo, il giornalista Ilnur Cevìk, svolge sul fatto interessanti riflessioni. L’attentato sarebbe stato perpetrato per mantenere alta la tensione in Turchia e allontanarla dall’Europa. “non è un segreto” – osserva l’editorialista – “che il fondamentalismo in Turchia veda con ostilità le logge massoniche e perfino i Rotary e i Lyons club, nel mentre anche la gente moderata, osservante dei precetti religiosi guarda con sospetto e scetticismo alle logge massoniche”. Il giornalista, tuttavia, soggiunge con sollievo che non si tratta di al-Quaeda o altro terrorismo internazionale, ma solo dell’opera di fanatici religiosi, nel tentativo di screditare l’attuale corso politico, ispirato alla pace.

Ma è proprio su questo punto che mi sento di dissentire: se l’attentato fosse stato opera del terrorismo internazionale, così come è stato ritenuto per quello alle sinagoghe, ciò significherebbe che la popolazione turca apprezza il nuovo corso imposto dal primo ministro Erdogan. Per contro, il dover registrare che esistono frange di contestazione violenta, rende la situazione preoccupante. Non è casuale che migliaia di persone si siano radunate ad Ankara per manifestare a favore del presidente turco – cipriota Denktas e in aperto odio alla politica estera del governo turco, volta a risolvere pacificamente la questione Cipro con la mediazione dell’O.N.U., dopo un lungo colloquio tra Erdogan e Kofi Annan. In Turchia le gerarchie militari sono potentissime e conservatrici: vedono con ostilità qualsiasi apertura democratica e finanche l’ingresso del paese nell’Unione Europea. Lo stesso Erdogan è visto con sospetto: egli proviene da una politica ultra islamica che si è nel tempo temperata, ma non tutti credono alla sincerità di questa conversione, a cominciare dagli opinionisti israeliani, che non hanno mancato di sottolineare gli ottimi rapporti esistenti tra il primo ministro turco e il presidente siriano Bashar al Assad.

La Turchia, ai fini delle previsioni di Nostradamus e quindi del nostro tempo futuro, riveste particolare importanza dal momento che, come si è visto la volta scorsa, dovrebbe dapprima subire l’invasione degli arabi e dei persiani, ma subito dopo, sulla spinta delle sue fazioni estreme, rapidamente allearsi e formare con gli invasori un tutt’uno, tanto che nel prossimo futuro dovremmo trovare i turchi a partecipare attivamente alla riconquista araba della Spagna, come profetizzato dalla quartina VIII, 51:

  • Il Bizantino, pagando oblazione,
  • avuta Cordova, il corso riprende,
  • a Pamplona, dopo ampia stazione,
  • per mare prova e Gibilterra prende.

Nelle Centurie la Turchia viene spesso chiamata Bisanzio e quindi con il termine bizantino il Veggente sicuramente indica i turchi. Dunque i Turchi, a prezzo di gravi perdite (pagando oblazione), dovrebbero occupare Cordova e poi, via mare, Gibilterra, dopo essersi a lungo attestati a Pamplona.

Sappiamo dalla quartina V, 14 che l’occupazione della Spagna dovrebbe cominciare con Saturno e Marte in Leone: la prossima congiunzione dei due pianeti in quel segno sarà per giugno – luglio 2006: troppo presto, si dirà; il guaio è  che quella successiva sarà appena dal 19 giugno  al 5 agosto del 2036, cioè 11 anni dopo la fine delle profezie (2 giugno 2025)…