L’attentato di Madrid e il Buen Retiro

di Luciano Sampietro

Nel settimanale tedesco Der Spiegel del 15 marzo viene dedicato un ampio articolo alla figura di Jamal Zougam, il marocchino arrestato in Spagna con l’accusa di aver partecipato all’attentato di Madrid. Quel che colpisce è il fatto che già nel settembre del 2003 le autorità marocchine avevano segnalato a quelle spagnole la presenza in Spagna di quel terrorista, ritenuto implicato anche nel sanguinoso attentato di Casablanca dello scorso anno.

Ma quel che ancor di più sconcerta è che Zougam era noto all’autorità giudiziaria spagnola per essere un affiliato all’organizzazione terroristica di Imad Yarkas, ritenuto il capo della cellula spagnola di Al Quaeda. Infatti nei confronti di Yarkas e di altre 34 persone, tra le quali Zougam, era stato avviato un procedimento penale nel quale si opinava, sulla base di indizi alquanto pesanti e informative degli organi inquirenti statunitensi, che quegli imputati erano collegati con l’attentato dell’11 settembre. Ma da quel processo Zougam se ne era uscito con un’archiviazione.

L’inerzia, o meglio, la scarsa convinzione con la quale le autorità spagnole hanno perseguito il gruppo terroristico, gettando sul medesimo una rete talmente larga da consentire ai più l’impunità, mi ha fatto riflettere sul contenuto della quartina VIII, 94:  

  • Davanti al lago, ove i tesori gettati,
  • nei sette mesi ed esercito sconfitto,
  • gli Ispani dagli orientali devastati,
  • per indugio nell’avviare il conflitto.

Per comprendere il legame tra la quartina e l’attentato di Madrid sono indispensabili alcuni chiarimenti.

Nel novembre del 1808, Napoleone, stanco delle continue sommosse in Spagna contro i francesi, che l’avevano trasformata in un protettorato, spedì a Madrid un poderoso esercito che soffocò la rivolta nel sangue con una ferocia per solito non consona alle truppe imperiali, che si abbandonarono ad eccidi di massa e a devastazioni. Tra le vittime della furia napoleonica fu il palazzo del Buen Retiro, costruito nel XVII secolo dal re Filippo IV per essere destinato a residenza estiva della casa reale spagnola. Il palazzo si specchia in un immenso lago artificiale posto nel cuore di un vasto giardino.

La truppa francese occupò il palazzo per sette mesi, nel corso dei quali furono arrecati alle strutture danni  irreparabili nel mentre molti arredi preziosi, arazzi e suppellettili furono gettati nel lago per spregio. Il tutto finì quando nel maggio – giugno 1809 Napoleone si vide costretto a richiamare le truppe dalla Spagna per affrontare l’esercito austriaco.

La stazione ferroviaria di Atocha, teatro del terribile eccidio, confina con il grande parco e allora a questo punto si può anche spiegare la quartina: nei pressi del lago dove furono gettati (dai francesi) gli oggetti preziosi (del palazzo del Buen Retiro) nel corso della occupazione durata sette mesi, dopoché l’esercito spagnolo era stato sconfitto, gli Spagnoli subiranno una grave strage ad opera di gente orientale e ciò sarà dovuto alla titubanza con la quale quella gente era stata perseguita, lasciandola sostanzialmente libera di operare.

Anche in questa quartina come in altre Nostradamus usa il termine Albanois, che non significa Albanese, sia perché in francese quel popolo si chiama Albanais, sia perché lo stesso termine è impiegato anche in altre tre quartine e in tutte assume il significato di orientale, quale aggettivo derivato da alba.

Quel che è peggio è che, per quanto lascia intendere altra quartina, anche Roma dovrebbe essere ferita dagli Albanois e le notizie di intelligence che affiorano non sono certo rassicuranti, ma il vero pericolo sarà solo da fine maggioparola di Nostradamus!