Le Minacce dell’Imam di Carmagnola

di Luciano Sampietro

Il Ministro dell’Interno ha giustamente rispedito al suo paese Abdul Qadir Fall Mamour, meglio noto come l’imam di Carmagnola, perché sospettato di legami con i terroristi di Al Qaida. In verità il nostro personaggio era comparso alcune volte in TV manifestando pubblicamente la sua ammirazione per Bin Laden e dimostrando di avere sospette conoscenze nel terrorismo internazionale di matrice islamica. Fall Mamour, tornato al suo paese, il Senegal, dopo essere stato interrogato per qualche ora dalla polizia all’aeroporto di Dakar, è stato rilasciato e ha potuto così raggiungere la sua numerosa famiglia di origine a Kaolack, una cittadina a duecento chilometri dalla capitale senegalese. Si può anche immaginare che l’accoglienza sia stata entusiastica, visto che Fall Mamour manovra una considerevole massa di danaro, se nel febbraio di quest’anno gli sono stati sequestrati oltre due milioni di euro che erano a lui pervenuti dalla Svizzera.

Pur professando la non violenza – “non sarei in grado di uccidere nemmeno un topo” ha detto il nostro ai cronisti senegalesi – egli ha indirizzato all’Italia un pesante avvertimento: entro sei mesi vi sarà a Roma un grave attentato.

Nel leggere quelle dichiarazioni, il mio primo pensiero è corso allora alla sestina 42:

  • La grande città dov’è il primo uomo,
  • bene e ampiamente quel luogo vi nomo,
  • in campo i soldati e tutta in affanno,
  • con ferro e con acqua assai vessata,
  • alla fine dai Francesi aiutata:
  • sarà dopo il seicentodecimo anno.

La grande città è Roma e ciò per un gioco di parole che appare evidente in francese dove è scritto “le premier homme”, per cui unendo la r finale con homme si ottiene Rhomme, che si pronuncia come Rome. L’anno 610 è, in forza della chiave cronologica delle sestine, il 2002, dato dalla somma di 610 e 1392. Quindi a Roma, in epoca successiva al 2002, vi saranno attentati (ferro) e un’ondata di violenza (acqua) talmente gravi, da richiedere l’impiego dell’esercito. Il governo italiano dovrebbe ricevere aiuto dalla vicina Francia, ciò forse a livello di intelligence.

La sestina tuttavia non ci indica un tempo preciso, ma alla sua individuazione soccorre la quartina V, 46

  • Dai cappelli rossi querele e scismi,
  • quando il Sabino a Papa eleggeranno,
  • si faranno contro lui gran sofismi,
  • e Roma gli Albanesi feriranno.

Come in altre quartine, con il termine “albanesi” il Veggente non indica l’omonimo popolo ma più in generale quelli che provengono dall’alba, cioè gli orientali. La quartina dunque prevede una grave ferita arrecata a Roma dal terrorismo islamico, quando sarà eletto il “Sabino”. A questo punto sarebbe lungo e prematuro spiegare che il “Sabino” sarà il prossimo Papa e che sotto quel nome il Veggente indica un cardinale ben preciso, che penso di aver esattamente individuato e la cui elezione costituirà per molti un’autentica sorpresa (ma non per i lettori di Acam, che lo sapranno ben prima).

Una cosa è certa: fino a quando sederà sul seggio pontificio Karol Wojtyla, Roma non subirà attentati, per cui è da augurarsi che il suo regno continui il più a lungo possibile.