Lettera aperta a Gesù Bambino

di Enrico Galimberti

Riflessioni per il Natale 2004

Caro Gesù bambino.

Il 25 dicembre è ormai tradizione che l’antica festa pagana del Sole sia per i Cristiani la festa simbolicamente più appropriata per festeggiare il Natale, poiché il Cristianesimo è da sempre associato alla simbologia del Sole.

Sarebbe una festa religiosa, quindi. “Sarebbe”… se non fosse che l’anima del commercio abbia preso il sopravvento sull’anima dell’Uomo. Bart Simpson crede che il giorno di Natale si festeggi la nascita di Babbo Natale e inoltre, stando ai fatti, si direbbe che non molti si ricordano di Te, se non per chiederTi “regali”, miracoli o scaricare su di Te la responsabilità dei loro fallimenti.

Ad ogni modo il Natale è una festa cristiana e, per estensione di quei valori comunemente accettati dal mondo occidentale e condivisi anche da molte filosofie spiritualiste e da alcune religioni nel mondo, festa del rispetto per la vita umana, la famiglia e il prossimo.

Ma lo sai che adesso i Cristiani hanno paura a farsi riconoscere e si stanno convincendo che è meglio non nominarti in presenza di chi in Te non crede per non offenderlo? Una maestra nel Comasco ha cambiato il tuo nome in “Virtù Bambino”, con la “ù” che serve solo a mantenere la rima nelle canzoni natalizie che vengono viste come offensive per chi cristiano non è.

E lo sai che hanno proposto di non allestire più i presepi nelle scuole e di sostituirti con Cappuccetto Rosso? Il ridicolo è che il problema è tutto cristiano, perché nessuno ci obbliga “ancora” a rinunciare alle nostre tradizioni.

L’Europa, idea nata secoli fa nella mente di un cristianissimo sovrano, Carlo Magno, ha indiscusse origini cristiane, ma non lo possiamo più dire. Perché chi controlla e falsifica ad hoc la storia esattamente come in “1984” di George Orwell ha DECISO che, per motivi diplomatici o ideologici, nella robusta nuova costituzione non si farà cenno al Cristianesimo. Laicità dello Stato? O forse deficienza politica?

Il mondo di oggi “non è quello di una volta”…

  • I sobillatori di masse non esistono più;
  • Le religioni non sono più causa di guerra;
  • I capi di Stato non sono più liberi di fare ciò che vogliono in nome dei loro interessi;
  • Il mondo è in pace;
  • Tutti i popoli sono amici;
  • Non esiste la povertà;
  • La gente è abituata a ragionare con la propria testa.

Sai una cosa, caro Gesù Bambino?

Il mondo è lo stesso di duemila anni fa.

E sai cosa mi fa paura?

CHE SOLAMENTE POCHE PERSONE, soprattutto giovani come me, HANNO IL CORAGGIO DI AMMETTERLO. Si accontentano di qualche illusione grattugiata su un bel piatto di pasta davanti a un bel dvd in widescreen per TACERE! Il mondo “emancipato, istruito, evoluto, tecnologico, scientifico” preferisce fare la SCIMMIA piuttosto che l’UOMO. E mentre ci imbottiscono degli orrori nazisti e comunisti nella storia andiamo a letto contenti: è acqua passata…

Perché nulla sappiamo di quel che accade intorno a noi. Non vogliamo crederci e ogni tanto succede qualche cosa che ci spaventa, ma fortunatamente la pubblicità ci fa tornare il buon umore. “Come si fa a non essere ottimisti? L’ottimismo è il profumo della vita!” Io sento puzza, e la sento sempre più vicina, giorno dopo giorno, negli ambienti in cui tutti vestono e profumano allo stesso modo…

Ma le scimmie, se vedranno abbattuti tutti i loro alberelli, una volta col sedere a terra, capiranno ancora di poter camminare erette con le loro gambe?

Caro Gesù Bambino. Fatti sentire. Perché c’è bisogno della voce di gente che grida nel deserto.

Buon Natale.

Enrico Galimberti, Direttore Acam.it