Il Linguaggio verde degli Alchimisti

di Enrico Galimberti

alchimistiPer linguaggio verde genericamente si intende un linguaggio da iniziati, un modo di esprimersi, cioè, incomprensibile per i più e invece ben intelligibile per coloro i quali ne conoscono i segreti.

Incredibilmente, l’opera fondamentale del linguaggio verde non è un trattato di qualche alchimista del medioevo o del rinascimento, ma è un libro edito a Parigi nel 1926 ad opera di un tale di nome Fulcanelli, “Il mistero delle Cattedrali”. In questo libro Fulcanelli avanza l’ipotesi dell’esistenza di un unico linguaggio segreto che accomunava i costruttori delle grandi cattedrali gotiche e che affondava le sue radici indietro nei secoli, fino agli Argonauti, i marinai della nave di Giasone, che riuscirono a impadronirsi del mitico vello d’oro. Il “gergo”, come Fulcanelli lo chiama, fu ampiamente utilizzato dai cavalieri templari, per sottrarsi alle persecuzioni della Chiesa Cattolica e trovò una delle sue massime espressioni nel “Gragantua e Pantagruel” di François Rabelais (1494-1553), come il medesimo lascia intendere nella prefazione alla sua opera, che si presta a una doppia lettura.

Si chiama “verde” perché gli iniziati, quando erano ammessi al circolo segreto, indossavano un camice verde, ma si chiama anche “Linguaggio degli uccelli”, perché la sua esistenza viene teorizzata in una famosa opera del massimo poeta persiano Farid Ud-Din Attar (1120 d.C.), intitolata “La conferenza degli uccelli” e ampiamente richiamata nell’opera di Fulcanelli.

Esisteva, dunque, un linguaggio primitivo, una Ursprache, attraverso il quale gli uomini si intendevano e tale linguaggio costituisce una sorta di patrimonio genetico presente in ogni uomo.

Nella pratica, il linguaggio verde degli iniziati ricorreva a numerosi artifici per mascherare il senso reale delle parole, come gli anagrammi, i doppi sensi, le sottrazioni letterarie, la scomposizione dei periodi e lo spostamento delle singole proposizioni nel testo.

Di tali espedienti fu maestro Nostradamus, contemporaneo e amico di Rabelais: le sue Centurie sono un esempio di linguaggio verde e il grado di complessità enigmistica dei versi è spesso sconcertante.

Frutto giocoso del linguaggio verde è proprio l’enigmistica in tutte le sue forme, dai rebus, alle sciarade, alle parole crociate, un passatempo stimolante e formativo.

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Fonti:

  • Luciano Sampietro: Nostradamus Settimo Millennio ed. Piemme 2001
  • Luciano Sampietro per la ribrica esclusiva di ACAM.it NOSTRADAMUS Mostra Millennium